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SANITA'. SINDACATI: SAN RAFFAELE MINACCIA 127 LICENZIAMENTI |
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(DIRE) Roma, 22 Gennaio. - "Il gruppo San Raffaele minaccia 127 licenziamenti per il 2010. Nel 2009 ne ha licenziati 112. L'aggressivo comportamento del Gruppo Tosinvest, aderente a Confindustria, e' inspiegabile visto che la rimodulazione delle attivita' verso parametri gia' attivi nelle altre regioni italiane, comportera' solamente una modesta riduzione dei profitti e di conseguenza l'apertura delle procedure e' fortemente strumentale". E' quanto affermano, in una nota, congiunta, Fp CGIL, CISL Fp e UIL Fpl di Roma e Lazio. "Dai politici della Regione Lazio ci aspetteremmo proposte ed iniziative utili per la rimozione delle distorsioni del sistema, ed assicurare ai cittadini servizi appropriati, efficaci ed efficienti- continua la nota- La sanita' del Lazio ha necessita' di imprenditori responsabili e di politici che si occupino dei bisogni dei cittadini, che non sono divisi da quelli dei lavoratori e delle loro famiglie". I sindacati chiedono alla Regione Lazio ed al commissario del Governo Guzzanti "una tempestiva risposta alle strumentali iniziative a danno dei lavoratori e delle loro famiglie e dei cittadini e sollecitano le Istituzioni ad aprire un confronto costruttivo e responsabile con le parti sociali a salvaguardia dei posti di lavoro".
(OMNIROMA) Roma, 22 gennaio - "Il Gruppo S. Raffaele minaccia 127 licenziamenti per il 2010. Nel 2009 ha già licenziati 112 lavoratori. L'aggressivo comportamento del Gruppo Tosinvest, aderente a Confindustria è inspiegabile, visto che la rimodulazione delle attività verso parametri già attivi nelle altre regioni italiane, comporterà solamente una modesta riduzione dei profitti e di conseguenza l'apertura delle procedure è fortemente strumentale". E' quanto affermano in una nota Lorenzo Mazzoli (F.P. Cgil), Mauro Giuliattini e Luigi Casarin (Cisl F.P.), Claudio Tulli e Sandro Biserna (Uil F.P.L.). "La sanità del Lazio sconta un ritardo organizzativo ventennale - dicono i sindacati - Oggi più di ieri, sono i lavoratori e le famiglie di questa regione a pagarlo a caro prezzo, ma la politica è disattenta e sembra solamente pronta a sponsorizzare acriticamente le richieste degli imprenditori. Dai politici della Regione Lazio, ci aspetteremmo proposte ed iniziative utili per la rimozione delle distorsioni del sistema, ed assicurare ai cittadini servizi appropriati, efficaci ed efficienti.La sanità del Lazio ha necessità di imprenditori responsabili e di politici che si occupino dei bisogni dei cittadini, che non sono divisi da quelli dei lavoratori e delle loro famiglie". Cgil FP, Cisl FP, Uil FPL, di Roma e del Lazio, chiedono alla Regione Lazio ed al Commissario del Governo Guzzanti, "una tempestiva risposta alle strumentali iniziative a danno dei lavoratori e delle loro famiglie e dei cittadini e sollecitano le Istituzioni ad aprire un confronto costruttivo e responsabile con le parti sociali a salvaguardia dei posti di lavoro".
(ANSA) - Roma, 22 Gennaio - "E' inspiegabile il comportamento del gruppo S. Raffaele che minaccia 127 licenziamenti per il 2010". E' quanto affermano i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Roma e del Lazio. "La rimodulazione delle attività - continuano i sindacati - verso parametri già attivi nelle altre regioni italiane comporterebbe solamente una modesta riduzione dei profitti. La sanità del Lazio sconta un ritardo organizzativo ventennale che i lavoratori e le famiglie di questa regione pagano a caro prezzo, ma la politica è disattenta e sembra solamente pronta a sponsorizzare acriticamente le richieste degli imprenditori". "Dai politici della Regione Lazio - proseguono - ci aspetteremmo proposte ed iniziative utili per la rimozione delle distorsioni del sistema e per assicurare ai cittadini servizi appropriati, efficaci ed efficienti". "Chiediamo - concludono Cgil, Cisl e Uil - alla Regione Lazio ed al commissario del governo Guzzanti, una tempestiva risposta alle strumentali iniziative a danno dei lavoratori e delle loro famiglie e sollecitiamo le istituzioni ad aprire un confronto costruttivo e responsabile con le parti sociali a salvaguardia dei posti di lavoro".
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