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CISL Lazio: no a nuovi ticket e riduzione delle ASL di Roma da 8 a 4 |
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Di Tommaso Ausili*
Per la Cisl occorre che le
due candidate alla presidenza della Regione Lazio, Emma Bonino e Renata
Polverini, facciano scelte coerenti e coraggiose sulla sanità. Il nuovo
patto per la salute richiede ai futuri amministratori regionali un
adeguamento della rete ospedaliera con una taglio di 2.800 posti letto
e la riduzione del disavanzo al di sotto del 5% (oggi al 14%), pena
ulteriori inasprimenti fiscali per pensionati, lavoratori e imprese.
Chiediamo, inoltre, di riconsiderare le scelte del Commissario
sull’introduzione e l’aumento di nuovi ticket per il 2010 e di avviare
il necessario processo di riorganizzazione all’interno del quale
stabilire regole e norme per un diverso reclutamento del personale a
partire dalla nomina dei direttori generali e dei primari. Per Roma e
provincia è opportuno ridurre l’attuale numero di Asl secondo il
modello a raggiera, mettendo insieme Asl oggi comprese nei territori
di Roma e Provincia. La funzione ospedaliera dovrà essere assegnata
alle aziende ospedaliere e ai policlinici universitari. Finora,
l’assenza di un’adeguata tecnostruttura regionale è stata forse uno dei
principali motivi della mancata applicazione del piano di rientro.
Occorre, quindi, creare un organismo indipendente a cui affidare la
valutazione e la verifica dei requisiti organizzativi e gestionali
oltre che delle performance di tutte le strutture sia pubbliche che
private. La creazione di un organismo terzo potrebbe garantire quel
passo indietro che la politica da tempo afferma di voler fare. Il nuovo
governo regionale dovrà infine superare il commissariamento attraverso
una rimodulazione del piano di rientro da discutere e concordare con il
governo nazionale. Nello stesso tempo il sindacato confederale non
potrà esimersi dal misurarsi, attraverso la concertazione, con i
necessari modelli organizzativi flessibili e la riqualificazione e
l’aggiornamento del personale.
Segretario Regionale della CISL del Lazio
Articolo Pubblicato integralmente dal Sole 24 Ore Dorso di Roma Mercoledì 9 Febbraio 2010
(ANSA) - ROMA, 9 Febbraio - "Ridimensionare le Asl a
Roma, riducendole da otto a quattro, accorpandone un paio in una sola, per
esempio la E e la F, riequilibrando il rapporto di posti letto nel
territorio". E' la proposta della Cisl di Roma e Lazio, avanzata oggi a
margine di una conferenza stampa a Roma organizzata assieme agli altri
sindacati Cgil e Uil, che hanno comunque preso le distanze da questa proposta.
Secondo la Cisl, il territorio di Civitavecchia, per esempio, "potrebbe
essere ricompreso in una sola Asl per riequilibrare il rapporto di posti letto
nel territorio". Per la Cisl, è inoltre "importante separare i ruoli
della aziende ospedaliere da quelli delle Asl, perché queste ultime non devono
gestire gli ospedali".
(OMNIROMA) Roma, 09 Febbraio - Liste d'attesa, nuovi
ticket, tagli dei posti letto, trasferimenti che non arrivano dal Governo
nazionale, blocco del turn over, precari che rischiano il loroposto di lavoro,
impegni del piano di rientro disattesi, mancanza di verifiche e di controlli
sulle spese. Sono questi I temi caldi della sanità
del Lazio messi in discussione dai sindacati confederati Cgil, Cisl e Uil e sono queste le domande che i tre segretari regionali,
Claudio Di Berardino (Cgil),Tommaso
Ausili (Cisl) e Luigi Scardaone (Cisl) hanno rivolto alle
candidate alla presidenza regionale Emma Bonino e Renata Polverini durante una
conferenza stampa tenuta questa mattina al Centro Congressi Cavour.
I sindacati
attaccano il commissarioGuzzanti colpevole di aver firmato due decreti che
introducono,da aprile, nuovi ticket che graveranno sui portatori di handicape
sulle fasce più deboli. "Il tema della sanità
è centrale -afferma Ausili - serve una sanità
per tutti ma essenzialmenteper i più deboli e i nuovi ticket ledono la solidarietà
sociale.I candidati alla presidenza devono dare delle risposte, vogliamosapere
da loro se ritengono giusto questo decreto e non sentireaffermazioni banali e
generiche come quelle ascoltate fino adoggi". Anche Di Berardino attacca
affermando: "Il Governo vuole faremeno sanità
nel Lazio bloccando un sistema non dando itrasferimenti. Le scelte del
commissario non ci piacciono, taglii posti letto e introduce nuovi ticket e
vanno nella direzionesbagliata. Bisogna superare la fase del commissariamento nelLazio
e non si può costringere la regione a rientrare in 3 anni,è una cattiveria nei
confronti dei cittadini". Non solo ticket, però: i sindacati ricordano che
sono a rischio2mila posti di lavoro a Roma e 3mila in tutto il Lazio
mentreaumentano i costi di gestione e quelli del privato. AncheScardaone è
convinto che "i servizi essenziali non possonoessere dati in mano ai
privati e ci deve essere un equilibriofra pubblico e privato. Il Governo
intanto faccia la sua partedando i trasferimenti che la regione deve
avere". Intanto le tresigle sindacali hanno in programma forme di
protesta, la prima èfissata per il prossimo 18 febbraio con una fiaccolata a
cuiparteciperanno tutti gli operatori sanitari e che si dovrebbetenere, come ha
precisato Di Berardino "o a piazza Barberini osotto la sede del ministero
della sanità".
(OMNIROMA) Roma, 09 feb - "La nostra proposta è
quello di ridurre il numero delle Asl a Roma e in Provincia e passare da 8 a
4". Lo ha detto il segretario regionale Cisl, Tommaso Ausili a margine
della conferenza stampa tenuta questa mattina dalle tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil nella quale è stato affrontato il tema della sanità del Lazio: "Questa - secondo
Ausili - potrebbe essere una soluzione per razionalizzare e ridurre i
costi".
Sanità: CISL
Lazio, Ausili, Ridurre le ASL; Chiediamo
coerenza a candidati Presidenti
(DIRE) Roma, 9 Febbraio.
- "I due candidati" alla presidenza della regione lazio "fanno affermazioni generiche e non
vogliono entrare nel merito delle scelte da compiere. Da una parte si chiede
trasparenza, ma non basta perche' si tratta di una pre-condizione della
politica: dall'altra si chiedono meno sprechi e piu' ospedali, ma questo non e'
corretto". A dirlo e' Tommaso Ausili, segretario generale della CISL del
Lazio, a margine della conferenza stampa in cui con CGIL e UIL ha presentato
proposte per risolvere la crisi della sanita' nel Lazio. "Alla politica
noi chiediamo coraggio, coerenza e verita'". Ad esempio, "ci devono
dire come vogliono trasformare questi posti letto. Contestualmente si aprano le
Rsa, dove mancano 8.000 posti" e si faccia qualcosa la "mancanza di
33 Ptp". Secondo Ausili "la politica deve fare un passo indietro,
bisogna fare in modo che sia lei ad accreditare le case di cura convenzionate o
anche gli ospedali pubblici, ma che sia un soggetto terzo e indipendente, che
guardi solo ai requisiti e non all'appartenenza politica". La proposta e'
dunque quella di "introdurre un'authority che per dieci anni, sotto
l'egida del Consiglio regionale, si occupi di queste cose. Solo cosi' sara' possible
dare una svolta". Ma non e' tutto. "Noi come CISL proponiamo anche la
revisione delle Asl. Per Roma e provincia ce ne sono otto: sono troppe. Abbiamo
nella Capitale Asl che hanno otto posti letto ogni mille abitanti e Asl in
provincia che ne hanno 1,5". Secondo Ausili dobbiamo prevedere delle Asl a
raggiera: parte del comune di Roma deve far parte della provincia in un'unica
Asl dove ci siano tutte le eccellenze. Inoltre le Asl non devono avere presidi ospedalieri:
devono avere i servizi del territorio e devono acquistare i servizi ospedalieri
da altri enti, perche' una struttura che eroga e si controlla e' un controsenso".
(DIRE) Roma,
9 feb. - Il deficit annuo della sanita' nel Lazio e' ancora troppo elevato ed
e' quindi necessario intervenire con provvedimenti strutturali. A spiegarne il
motivo sono intervenuti questa mattina i tre principali sindacati di Roma e del
Lazio. CGIL, CISL e UIL
hanno individuato alcuni punti che hanno contribuito a creare una situazione di
emergenza. Alla base, "gli impegni disattesi nelle riforme strutturali del
Piano di rientro", in particolare per quel che riguarda il mancato riequilibrio
dei posti letto e il rinvio dell'accreditamento definitivo di tutte le
strutture, private e classificate, che "ha prodotto vantaggi per erogatori
poco trasparenti nel rispetto delle norme". Una volta disattesi gli
impegni del Piano, i sindacati fanno notare anche "l'incapacita' di
proporne adeguate modifiche": in sostanza, il Piano era giusto e condiviso
dalle parti sociali ma non e' stato messo in pratica. Senza contare, aggiungono
CGIL, CISL
e UIL, che "tre anni per il
risanamento dei conti sono insufficienti, considerato che le regioni italiane
piu' virtuose hanno impiegato dai 5 ai 10 anni" per risolvere situazioni
di crisi. A cio' si aggiunge "l'inutile e dannoso blocco delle assunzioni"
con conseguente "aumento del precariato", e la "reintroduzione
dei ticket che continua a vessare i cittadini del Lazio". Per finire, sul
sistema ha gravato pesantemente "la mancanza di verifiche e
controlli", ma anche l'inesistenza di un dialogo che
coinvolgesse i sindacati: "sono attualmente inesistenti le relazioni
sindacali". Sanità: CGIL CISL e UIL
del Lazio, no ai ticket e stabilizzare precari
(Dire) Roma, 9 Febbraio - Su Questa Assenza Di
Interlocuzione, I Sindacati Denunciano Anche Il 'Mutismo' Del Commissario Elio
Guzzanti, Nominato Circa Tre Mesi Fa Dal Governo Dopo Le Dimissioni Di
Marrazzo. La "Splendida Solitudine" In Cui Si E' Rinchiuso Ha Fatto
Si' Che Si Apprendesse "Dai Giornali Il Suo 'Lavoro'", Nonostante La
"Richiesta Di Un Incontro Per Discutere Sul Piano Regionale E Sul Riordino
Della Rete Ospedaliera".A Livello Generale Cgil, Cisl E Uil Si Soffermano
Su Quelli Che Chiamano "I Comportamenti Del Governo Non Improntati Alla
Lealta' Istituzionale", Ovvero Il Non Versamento Alla Regione Delle
Risorse Dovute Pari A Circa 4 Miliardi Di Euro. Cosi' Facendo, Il Governo Sta
Portando Allo "Strangolamento Dell'economia Regionale, Rendendo Impossibile
Il Trasferimento Di Risorse Alle Province, Ai Comuni, Alle Asl E Il Pagamento
Dei Fornitori". Alle Denunce Seguono Le Proposte Da Parte Dei Sindacati.
Il Primo Punto Riguarda La "Riconversione E Riorganizzazione Della Rete
Ospedaliera", Che Deve Essere "Contestuale All'apertura Di Servizi
Territoriali, Rsa E Assistenza Domiciliare Integrata. Secondo Cgil, Cisl E Uil
E' Necessario "Prevedere L'immediata Attivazione Del Percorso Di
Accreditamento Definitivo Delle Strutture Pubbliche E Private", Ma Soprattutto
L'abolizione Dei Ticket Aggiuntivi Introdotti A Partire Dal Febbraio
2008". Infine, Per Quel Che Riguarda Il Fronte Del Personale Ospedaliero,
Le Parti Sociali Chiedono Di "sbloccare Il Turn-Over E Applicare In Tutte
Le Aziende Il Protocollo Sulla Stabilizzazione Dei Precari".
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