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Un incontro urgente sul tema della sanita', insieme alle rispettive categorie. Lo hanno chiesto Cgil di Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil di Roma e Lazio, in una lettera inviata ieri al Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini." In questi giorni non si fa altro che parlare di tagli alla sanita' e aumenti delle tasse - dicono Claudio Di Berardino, segretario generale Cgil di Roma e del Lazio, Franco Simeoni, segretario generale Cisl del Lazio e Luigi Scardaone, segretario generale Uil di Roma e del Lazio -. Se tutto cio' dovesse concretarsi, avremmo come risultato un peggioramento della qualita' dell'offerta sanitaria e delle condizioni economiche delle famiglie. Una prospettiva inaccettabile. Per questo, pur essendo stati convocati per un primo generale incontro con la Regione il primo di giugno, chiediamo alla presidente Polverini di aprire immediatamente sul piano di riordino della rete ospedaliera un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali".
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“Abbiamo appurato che anche nel Lazio come in altre regioni, si registra un ritardo non più' tollerabile nell’attuazione degli impegni del Governo in merito alle risorse finanziarie per gli ammortizzatori sociali in deroga”. Così il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Claudio Di Berardino, il segretario generale della Cisl del Lazio, Franco Simeoni e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Luigi Scardaone, in una lettera inviata ieri al ministro del lavoro Maurizio Sacconi, alla dott.ssa Matilde Mancini della Direzione Generale Ammortizzatori Sociali, al presidente della Regione Lazio Renata Polverini, all’assessore al lavoro e formazione Regione Lazio, Mariella Zezza per chiedere al Ministro la convocazione urgente di un incontro volto ad assicurare il rispetto degli accordi sottoscritti a tutela dei diritti dei lavoratori. “L' accordo tra il Governo e la Regione Lazio – scrivono i dirigenti sindacali – prevede l'assegnazione per il 2009 di 220 milioni di euro e altrettanti per il 2010. Il Governo a tutt'oggi, a titolo di acconto, ha assegnato alla nostra Regione risorse per soli 80 milioni. Nonostante l’impegno della Regione, che ha reso disponibili per intero le risorse del FSE poste a suo carico, i decreti di autorizzazione degli interventi in deroga sono fermi a fine gennaio 2010. Da questa data essi non possono essere più emessi per mancanza della necessaria copertura finanziaria”.
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di Carlo Picozza e Giovanna Vitale
Risparmi per 400 milioni e tagli di altri mille posti letto negli
ospedali e nelle cliniche accreditate, 900 nei centri di riabilitazione
e 600 in quelli di lungodegenza. In totale, 2.500 degenze in meno. Che
aggiunte alle 2.041 già cancellate finora, danno un "ammanco" di oltre
4.500 letti. Sono gli "imperativi" per la sanità del Lazio nel 2010.
Dal governo l'avviso alla governatrice Renata Polverini, commissaria
per la sanità del Lazio, è arrivato la settimana scorsa: lo sblocco dei
fondi per le aree sottosviluppate (Fas), da destinare eccezionalmente
alla sanità regionale, è condizionato alla presentazione di un Piano di
rientro credibile e a un riordino della rete ospedaliera coerente con
le indicazioni del Patto per la salute.
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Il caos al pronto soccorso del San Camillo è solo la punta di un iceberg. L'ultimo esempio di un servizio sanitario ormai al collasso che necessita di una riforma radicale. «Il problema dei pronto soccorso non può essere risolto senza una generale riorganizzazione - dice Tommaso Ausili, segretario CISL Lazio - I codici bianchi sono circa 18,5%, a fronte del 71,9% di codici verdi. Finora non è stato messo a punto un sistema per assistere e garantire le prestazioni ai codici bianchi fuori dall'area dell'emergenza. Le Osservazioni brevi intensive, previste nel 2008 e che dovrebbero garantire assistenza senza ricovero, in molti ospedali non sono ancora state organizzate, come ad esempio proprio al San Camillo. Il 30% delle prestazioni di pronto soccorso riguarda la diagnostica e la laboratoristica: a ogni visita corrisponde' un esame. Le reti di emergenza e urgenza esistono solo sulla carta». Morale: il sistema è da riorganizzare, SecondoAusili, tra le varie criticità da risolvere ci sono «l'assenza dei presidi territoriali di prossimità, il rafforzamento della medicina generale attraverso la creazione di unità territoriali di assistenza primaria e la carenza di personale dovuta al blocco del turnover. Va rivisto inoltre il ruolo dei Dea di secondo livello e il numero dei posti letto».
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Una partenza in salita. Le fibrillazioni della politica, le lotte intestine tra le anime provinciali del centro destra (arrivate a minacciare la secessione delle province laziali da Roma), la trattativa con l'Udc, mettono in luce l'avvio difficile della giunta di Renata Polverini, A oltre un mese dall'esito delle elezioni l'agenda delle priorità del territorio si fa più urgente. Infrastrutture, sanità, rifiuti, lavoro e urbanistica. Sono solo alcuni dei temi più caldi da affrontare per il governo regionale. Già domani il Tar Lazio potrebbe annullare l'aumento da 70 a 73 dei consiglieri, costringendo di fatto la Polverini a un mini rìmpasto, per evitare il rischio di trovarsi poi in minoranza alla Pisana. Intanto si fanno sempre più pressanti le richieste che arrivano dal mondo produttivo: le piccole e medie imprese spingono per una maggiore semplificazione, i commercianti vogliono la revisione della legge regionale di settore e gli artigiani lamentano l'acuirsi della restrizione del credito.
Leggi l'intervista di Salvatore Biondo, Segretario Regionale della CISL del Lazio, sul Sole 24 Ore Dorso di Roma del 5 Maggio 2010
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di Francesco Simeoni*
La nascita della Cisl, avvenuta il 30 Aprile 1950 con una partecipatissima assemblea costitutiva al teatro Adriano di Roma, fu un evento quasi ignorato dagli organi di stampa, una notizia da confondere, per molti, con i resoconti sulle manifestazioni del l ° Maggio. Alcuni, però, intuirono la portata innovativa di quell'avvenimento, che fu il punto di arrivo di un percorso iniziato con la rottura sindacale del 1948 e che, poi, è stato considerato un passaggio importantissimo per lo sviluppo democratico del nostro paese. La straordinaria capacità della Cisl di prendere atto della crescente mutevolezza della geografia economica ha prodotto nel tempo una sua convinta assunzione di responsabilità, anche per favorire uno scambio s o c i a l e in grado di dare certezze ailavoratori senza incrinare la competitività delle imprese, e questo atteggiamento creativo , consapevole delle dinamiche economiche e sociali c he caratterizzano i diversi momenti storici, è un dato costante della sua storia.
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Roma 25 Aprile - "Avrebbe dovuto essere la festa dell'Italia libera e democratica. Invece proprio oggi, di fronte ad una bella piazza gremita e partecipe, questi valori per colpa di un manipolo di teppisti sono stati offesi e ribaltati. Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio esprimono solidarietà al presidente della Regione Polverini e al presidente della Provincia Zingaretti e "condannano senza se senza ma questo deprecabile attacco alle istituzioni". "L'odio e il disprezzo che sfociano in contestazioni violente rischiano di sfasciare tutto quello che si costruito in 65 anni di convivenza civile e democratica - sottolineano Claudio Di Berardino (Cgil), Francesco Simeoni e Mario Bertone (Cisl) e Luigi Scardaone (Uil - Non a caso i sindacati unitariamente hanno sempre risposto con fermezza a qualsiasi rigurgito di violenzà". "Il 25 aprile - aggiungono i leader sindacali - è una data fondamentale per il nostro Paese. La resistenza partigiana e l' esercito alleato hanno liberato l'Italia dalla dittatura fascista. Da quel momento inizia il percorso per la costruzione della democrazia e delle istituzioni". Inoltre, spiegano "le condizioni sono ormai mature per sbarazzare il campo dalle divisioni e incomprensioni a lungo protrattesi sulla scelta e sul valore della Resistenza, per ritrovarci in una comune consapevolezza storica della sua eredità più condivisa e duratura".(ANSA)
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di Andrea Marini
Nei primi tre mesi del 2010, le richieste di fallimento
presentate nei nove tribunali della regione sono state 931:lievitate di quasi
il30% rispetto allo stesso periodo del 2009.Untrend che potrebbe anticipare un
peggioramento rispetto all'anno scorso, quan-do giài numeri erano stati
negativi, anchese meno della medianazionale: secondo InfoCamere le imprese
laziali dichiarate fallite nel 2009 hanno rotto il muro delle mille unità
(oltre 1'80% concentrate in provincia di Roma), conunacrescita del 14%sul 2008,
contra il +26,6% registrato in Italia. In base ai dati Cerved Group, la regione
si piazza nel 2009 al tredicesimo posto nella classifica italiana, ben distante
dagliincrementi oltre il30% peresempio di Liguria, Piemonte, Friuli. In regione
i crack aziendali sono cresciuti del 26,2% nelle costruzioni (+31,3% in
Italia), seguiti dall'industria-energia (+204%, contro +25,6% in Italia) e le
attività finanziarie, immobiliari, noleggio e informatica (+184%, contro il
+23,7%).
Fonte: Sole 24 Ore Roma
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