Pensioni, misure per 6 miliardi in 3 anni. Primo accordo governo-sindacati sugli interventi per la manovra. Nodi ancora da sciogliere su risorse e platee, si tratta inoltre su precoci e Ape «social»

Pensioni, misure per 6 miliardi in 3 anni. Primo accordo governo-sindacati sugli interventi per la manovra. Nodi ancora da sciogliere su risorse e platee, si tratta inoltre su precoci e Ape «social»

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Anticipo pensionistico sperimentale per due anni con il meccanismo del prestito bancario assicurato. No tax area per i pensionati a 8.125 euro. Quattordicesima per altri 1,2 milioni di lavoratori e aumento medio del 30% del bonus per i 2,1 milioni di soggetti che già ne beneficiano. Ricongiunzioni gratuite. E accesso agevolato alla pensione per “precoci” e “usuranti”. Questi i cinque punti del pacchetto previdenza che entreranno nella legge di Bilancio per effetto del verbale siglato ieri da governo e sindacati, anche se con molti nodi ancora da sciogliere, al termine del round che ha visto protagonisti il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il sottosegretario alla Presidenza, Tommaso Nannicini, con i leader di Cgil, Cisl e Uil.

Il governo ha messo sul piatto 6 miliardi in tre anni con un percorso progressivo: nel 2017 il finanziamento del pacchetto sarà più contenuto (probabilmente tra 1,5 e 1,7 miliardi) per poi crescere gradualmente. Ma quella delle risorse realmente a disposizione per il prossimo anno è solo una delle questioni ancora aperte. Anche per questo motivo Governo e sindacati torneranno a vedersi prima del varo della legge di Bilancio atteso per metà ottobre.
Ieri ci si è limitati a siglare un protocollo, perché su alcuni punti si sono registrate convergenze con i sindacati (equiparazione no tax area a quella del lavoro dipendente, quattordicesima per le pensioni fino a mille euro, cumulo gratuito dei diversi periodi contributivi), su altri restano da fare approfondimenti tecnici (Ape social, lavori usuranti, precoci), su altri temi invece rimane ancora qualche perplessità (Ape volontaria e per ristrutturazioni).

Tra i problemi ancora irrisolti ci sono la definizione della platea dell’Ape social e delle categorie di lavoratori che potranno accedere a questo strumento. Il governo ha proposto l’Ape a costo zero (con bonus fiscali) per i lavoratori in condizioni svantaggiate – in stato di disoccupazione; per la gravosità del lavoro per cui l’età più elevata aumenta il rischio di infortuni o di malattia professionale; per le condizioni di salute; per la presenza di familiari con disabilità grave – con una pensione lorda fino a 1.500 euro (1.200 ero netti) ma per i sindacati l’asticella va posta almeno a quota 1.650 euro lordi (1.300 euro netti).