Anna Maria Furlan (Cisl): Riforma pensioni. Un risultato “epocale”

Anna Maria Furlan (Cisl): Riforma pensioni. Un risultato “epocale”

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Annamaria Furlan, ha definito “epocale”, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’accordo raggiunto tra Governo e Sindacati per le pensioni. Il Segretario Generale della Cisl, spiega infatti che “dopo anni di tagli ci sono sei miliardi di euro da investire in termini migliorativi sul sistema previdenziale. E ci sono anche elementi di solidarietà fra le generazioni”. In questo senso aggiunge Anna Maria Furlan che “la ricongiunzione gratuita dei contributi è una misura che ineterssa soprattutto i giovani. Così come il riscatto della laurea valido anche ai fini del calcolo dell’anzianità, cosa che oggi non è”.
Cumulo gratuito dei periodi contributivi, agevolazioni per lavoratori precoci e usuranti. Sono questi alcuni degli interventi in ambito previdenziale messi nero su bianco nel verbale siglato da governo e sindacati mercoledì scorso e che dovrebbero diventare realtà entro fine anno, con l’approvazione della legge di bilancio. Si tratta di misure che potrebbero portare vantaggi immediati e concreti ai lavoratori interessati.
Il cumulo sarà esteso alle pensioni anticipate, mentre finora può essere usato solo per la pensione di vecchiaia (raggiungibile a 66 anni e 7 mesi) a condizione che il lavoratore non riesca a perfezionare il diritto autonomo in nessuna delle gestioni ma vanti complessivamente almeno 20 anni di contribuzione.
Per i lavori usuranti, così come già definiti dal decreto legislativo 67/2011 (tra questi, gli operai in catena di montaggio, notturnisti, guidatori di autobus), è prevista ’eliminazione della finestra mobile di 12/18 mesi tra la maturazione del requisito e la liquidazione della pensione. Viene altresì prevista l’eliminazione del requisito dello svolgimento della mansione usurante nell’anno di maturazione dei requisiti purché in presenza di almeno 7 anni negli ultimi dieci svolti in tali mansioni oppure di metà della vita lavorativa. Infine è prevista la semplificazione della documentazione necessaria per la certificazione del diritto di accesso al beneficio.
Qualche incertezza in più c’è sulle novità per i lavoratori precoci, cioè quelli che, secondo il testo dell’accordo, possono vantare 12 mesi di contributi legati a lavoro effettivo, anche non continuativo, entro il diciannovesimo anno di età. Per tali lavoratori è prevista l’abolizione della penalità introdotte dalla riforma Monti-Fornero per pensionamenti con età inferiori a 62 anni: il taglio è dell’1% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 ed è elevato al 2% per ogni ulteriore anno rispetto ai 60. Tali decurtazioni – ad oggi – sono state sospese fino al 31 dicembre 2017, dopodiché saranno nuovamente applicabili. Inoltre, i lavoratori precoci dovrebbero poter aver accesso alla pensione con 41 anni di contributi se disoccupati senza ammortizzatori sociali, oppure se hanno condizioni di salute che determinano una disabilità o se occupati in attività particolarmente gravose. Per la definizione di tali ultime attività dovrà essere trovata una convergenza tra governo e organizzazioni sindacali al fine di individuare i criteri di massima da adottare.