Trattative interrotte tra Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil e Federlegno per il rinnovo del contratto del settore Legno – Arredo Industria

Trattative interrotte tra Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil e Federlegno per il rinnovo del contratto del settore Legno – Arredo Industria

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Si è interrotta la trattativa tra Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil e Federlegno per il rinnovo del contratto del settore Legno – Arredo Industria, che gli addetti del settore attendono ormai da sei mesi.

La proposta avanzata da Federlegno, considerata inaccettabile è stata rispedita subito al mittente e poco dopo è stato annunciato uno sciopero di 8 ore per il 28 ottobre, oltre al blocco delle ore di flessibilità e di straordinario.

La mobilitazione è l’immediata risposta alla proposta delle imprese che prevede che la determinazione degli incrementi avvenga non più anticipatamente, ma solo a situazioni definite. Quindi aumenti da definirsi ex post e non più ex ante, secondo uno schema molto semplice per cui le parti si devono incontrare entro il 31 marzo di ogni anno di vigenza del contratto e definire gli incrementi dei minimi contrattuali ricavandoli sulla base dell’indice di inflazione FOI (Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) del periodo 1° gennaio – 31 dicembre dell’anno precedente, elaborato dall’Istat.

Le organizzazioni sindacali di categoria (Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil) hanno giudicato inammissibile la proposta di Federlegno Arredo perché ciò vuol dire che, qualora a livello nazionale il tasso di inflazione fosse inferiore a quello previsto dagli indicatori, i lavoratori si vedrebbero decurtare una somma dalla tranche di aumento programmata per l’anno successivo.