Immigrazione, Anolf Cisl: Più imprenditori e meno lavoratori tra stranieri

Immigrazione, Anolf Cisl: Più imprenditori e meno lavoratori tra stranieri

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Scende di diversi punti percentuali il tasso di occupazione tra i lavoratori stranieri nel Lazio ma contestualmente cresce in maniera esponenziale la cosiddetta imprenditoria degli immigrati. Questi alcuni dei dati su cui si è dibattuto questa mattina al convegno convegno ‘Oltre le frontiere delle emergenze. Gli immigrati nel Lazio: integrazione e opportunità”, promosso da ANOLF e CISL Lazio cui ha partecipato anche l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio, Rita Visini. Nel dettaglio sui 645.159 cittadini stranieri residenti del Lazio, circa 341.914 sono occupati ma il dato è in forte calo visto che nel periodo 2008-2014 il tasso di occupazione è sceso dal 48% al 34,1%. In aumento, invece, l’imprenditoria degli immigrativi visto che dal 2008 al 2014 sono raddoppiati i lavoratori autonomi, passati da 22.184 a 41.751. Allo stesso tempo diminuisce il numero dei nuovi arrivi per lavoro nel Lazio e le persone più qualificate si spostano verso altri Paesi. Non stupisce dunque che sul totale degli stranieri occupati solo 180 siano i quadrati come dirigenti. “Il tema dei finanziamenti per l’inclusione sociale – ha sottolineato Andrea Cuccello, segretario generale Cisl Lazio – non è mera contabilità e non è secondario. Le risorse europee, a cominciare da quelle derivate dal Fondo Sociale Europeo, devono essere impiegate meglio e la Regione deve farsi promotrice di un più forte coordinamento interistituzionale inserendo il sindacato confederale nel Tavolo sull’immigrazione con prefetture ed ANCI. Serve – ha concluso – un deciso rafforzamento dei Consigli Territoriali per l’Immigrazione all’interno di un patto territoriale per l’emersione del lavoro nero che coinvolga i sindacati confederali e di categoria, le istituzioni, gli orfani di controllo, le rappresentanze sociali e le associazioni”. Dal canto suo l’assessore Visini ha ricordato che “la Regione Lazio è tra le tre regioni più ospitali d’Italia. Roma ha il numero maggiore di immigrati però non bisogna dimenticare l’ospitalità diffusa su tutto il nostro territorio. Il tema migratorio – ha sottolineato – è uno dei temi che in questo momento ci vede appassionare di più, anche perché non tutti conoscono i termini di questo problema, come dimostrano gli ultimi fatti, che viene spesso strumentalizzato. Con un lavoro capillare sono certa che questo problema può essere affrontato, indipendentemente dalle scelte che bisogna fare a livello europeo. Come Regione abbiamo le responsabilità istituzionale in particolare per quel che riguarda la seconda accoglienza e su questo stiamo investendo gran parte dei fondi europei integrandoli con quelli regionali. L’obiettivo è quello di arrivare ad un’ospitalità diffusa”
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