Pensioni, più chance per uscire in anticipo

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Con 241 emendamenti approvati dei 900 segnalati ed estrapolati dalle 5mila proposte di modifica depositate in Commissione Bilancio, la Camera dei Deputati ha approvato la Legge di Bilancio che ora passa all’esame del Senato. Tra le modifiche apportate si segnala:

Per quanto riguarda la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, il disegno di legge di Bilancio introduce quale novità assoluta l’Ape (anticipo pensionistico), articolata in tre versioni: social, volontaria, aziendale. La prima è gratuita, le altre due a carico del lavoratore e dell’azienda. Il primo passaggio in Parlamento non ha comportato novità sostanziali per l’Ape, se non quella di prevedere l’impossibilità di cumulare la versione social con redditi da lavoro autonomo oltre 4.800 euro e da lavoro dipendente oltre 8mila (inizialmente la soglia era 8mila in entrambi i casi).

Precoci e usurati Chi ha versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni di età potrà accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi invece di 42 anni e 10 mesi (un anno in meno per le donne). Tuttavia l’agevolazione è riservata a chi si trova nelle stesse condizioni personali o ha svolto un’attività pesante come per l’Ape social. Per tutti quelli che matureranno la pensione anticipata, invece, vengono eliminate le penalizzazioni economiche se si smette di lavorare prima dei 62 anni. Alla Camera è stata prevista un’ulteriore semplificazione dei documenti necessari per accedere a questa agevolazione che finora si è caratterizzata per complessità e scarsa efficacia.

Cumulo Anticipi consistenti, anche di diversi anni, potranno derivare dal ricorso al cumulo, dato che gli spezzoni contributivi versati in più gestioni potranno essere sommati, senza costi, per raggiungere il minimo per la vecchiaia . L’ultima novità su questo fronte è la possibilità di cumulare i contributi versati alle Casse di previdenza dei professionisti. Rispetto alla vecchiaia si possono guadagnare anche sette-otto anni.

Opzione donna Nel passaggio alla Camera è stata riaperta l’opzione donna per le lavoratrici che hanno maturato il requisito anagrafico (57 anni e 3 mesi, un anno in più per le autonome) nell’ultimo trimestre del 2015. Seppur a fronte del calcolo dell’assegno con il metodo contributivo, questa via d’uscita consente di andare in pensione fino a sei-sette anni prima rispetto al trattamento di vecchiaia e ha riscosso un successo crescente dopo la riforma del 2011 che ha inasprito i requisiti standard. Ottava salvaguardia Infine arriva l’ottava salvaguardia che applica a determinate categorie di lavoratori i requisiti ante riforma Monti-Fornero (l’anzianità si raggiunge con quota 96 – minimo 60-61 anni di età e 35 di contributi). I posti aggiuntivi, inizialmente 27.700, sono stati portati a 30.700 con un emendamento approvato alla Camera.