STALKING, CGIL-CISL-UIL: DIGNITA’ NON HA PREZZO. SI MODIFICHI ARTICOLO

STALKING, CGIL-CISL-UIL: DIGNITA’ NON HA PREZZO. SI MODIFICHI ARTICOLO

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(OMNIROMA) Roma, 25 Luglio 2017 – “Quanto vale un pedinamento? Quanto una molestia? E quanto soprattutto la mancanza della propria libertà? In base a cosa verrà risarcito il danno? Domande che possono apparire banali, ma legittime se il 4 agosto, con l’entrata in vigore della riforma del codice penale, si procederà nei confronti dei condannati per stalking alla cancellazione della pena attraverso il pagamento di una somma, da versare anche a rate, che il giudice reputerà congrua rispetto al reato commesso. Una vera e propria ingiustizia nei confronti delle vittime, oltre che l’annullamento di anni di battaglie combattute per ottenere semplicemente il riconoscimento di una dignità femminile, lesa a volte irrimediabilmente”. Così, in una nota, Cgil Cisl Uil regionali.
“La novità introdotta dalla riforma che, nello specifico, intendiamo stigmatizzare – prosegue la nota – è quella prevista dall’art. 162 ter: l’estinzione di alcuni tipi di reati «a seguito di condotte riparatorie». Quindi anche lo stalking che Cgil Cisl e Uil nazionali hanno sin da subito chiesto a gran voce di estromettere dal perimetro di applicazione. Ciò che maggiormente desta la nostra preoccupazione è che la nuova legge prevede che in caso di remissione di querela ci siano condotte riparatorie e l’estinzione del reato. Questo comporterà che le vittime saranno tali due volte perché lo stalker potrà continuare ad ossessionare la sua vittima anche per indurla al ritiro della querela. Ancora una volta le donne doppiamente vittime del reato in questione. A tutt’oggi l’articolo non è stato modificato. La conferma è arrivata con la pubblicazione della riforma in Gazzetta Ufficiale, mentre si affolla ulteriormente il tragico scenario di donne vittime di feroci e mortali aggressioni, in cui generalmente culminano anni di maltrattamenti e persecuzioni. Riteniamo doveroso appellarci alla maggiore coerenza tra finalità delle norme e azioni giuridiche conseguenti, nel rispetto delle vittime che tra mille difficoltà e con coraggio intraprendono percorsi di protezione. Per favorire l’atto della denuncia occorre chiarezza e certezza del diritto e soprattutto la tutela della sicurezza nel rispetto della dignità di tantissime donne. CGIL, CISL, UIL del Lazio insieme ai Coordinamenti Donne del Lazio si rivolgono alle Istituzioni preposte richiedendo la massima disponibilità a modificare nei tempi più celeri possibili l’articolo della riforma in esame, il cui contenuto normativo potrebbe azzerare anni di conquiste”.