CORONAVIRUS. SINDACATI ROMA-LAZIO: BENE INTESA, PIU’ SICUREZZA LAVORATORI

CORONAVIRUS. SINDACATI ROMA-LAZIO: BENE INTESA, PIU’ SICUREZZA LAVORATORI

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(DIRE) Roma, 14 marzo 2020 – “Questa mattina Cgil Cisl e Uil hanno raggiunto un’intesa con il Governo e le principali associazioni datoriali per attivare i protocolli anticontagio e mettere in sicurezza i lavoratori e le lavoratrici che in questi giorni stanno facendo enormi sacrifici per garantire i servizi pubblici essenziali, il traffico delle merci, la produzione alimentare e le attivita’ produttive nel rispetto del Dpcm dell’11 marzo 2020”. Cosi’, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola, il segretario generale della Cisl del Lazio Enrico Coppotelli il segretario generale della Uil del Lazio Alberto Civica. “Il protocollo – continua la nota – prevede importanti misure aggiuntive a quanto previsto dal decreto, ovvero: il confronto con le rappresentanze sindacali per attivare misure aggiuntive al Dpcm dell’11 marzo, in grado di garantire la salute e la sicurezza a seconda della specificita’ della singola attivita’ produttiva; la fornitura di un kit di dispositivi di protezione individuale e il rispetto della distanza di sicurezza in osservanza delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’; mascherine, guanti, cuffie, tute, forniti a tutti i lavoratori che non possano mantenere una distanza di sicurezza di un metro; gel disinfettante all’ingresso e uscita dei luoghi di lavoro; pulizia a fine turno e sanificazione periodica degli ambienti e strumenti di lavoro; l’estensione del protocollo di sicurezza a tutti i fornitori e alle aziende in appalto; l’organizzazione di turni, d’intesa con le rappresentanze sindacali, che siano rispettosi delle previsioni del decreto e del protocollo, non escludendo la temporanea sospensione e il rallentamento della produzione se necessario; l’utilizzo degli ammortizzatori sociali (ordinari, straordinari e in deroga) nell’attesa di reperire i dispositivi di protezione che scarseggiano sul mercato; lo smart working per tutte le figure aziendali la cui presenza in azienda non e’ necessaria; la fruizione di par, rol, banca ore (e altri strumenti previsti dai contratti collettivi nazionali) prima di attivare piani ferie (ad esclusione di quelle non maturate) e gli ammortizzatori sociali; l’utilizzo flessibile degli ammortizzatori al fine di garantire rotazione della forza lavoro e la continuita’ aziendale in sicurezza. Siamo convinti che il protocollo vada applicato a tutti i settori pubblici e privati e, seppur consapevoli che il settore sanitario e’ oggetto di specifici protocolli del Ministero della Salute in materia di sicurezza degli operatori, stiamo facendo tutto il possibile e vigileremo affinche’ nelle prossime ore sia fatta chiarezza e siano forniti a tutti i lavoratori i dispositivi di protezione ai lavoratori diretti e degli appalti connessi – proseguono i sindacalisti -. Stiamo dunque gia’ chiedendo, attraverso il coinvolgimento della Regione Lazio e delle associazioni datoriali regionali, l’estensione del protocollo a ogni attivita’ produttiva a tutela della sicurezza dei lavoratori e della salute pubblica. In questo senso lanciamo un appello alla responsabilita’ e buon senso. Prevenire e’ l’unico modo che abbiamo per continuare a produrre nel rispetto della salute dei lavoratori. Sara’ dunque compito delle rappresentanze sindacali vigilare che tutto quanto contrattato sia effettivamente adottato in tutte le aziende e in tutti i settori di lavoro, in accordo con le rappresentanze stesse”. “Esprimiamo soddisfazione per quanto fatto in queste ore dalle segreterie nazionali, che hanno colto il forte grado di preoccupazione presente nei luoghi di lavoro e che hanno dato vita a comprensibili iniziative sindacali in questi giorni – aggiungono -. È necessario che ogni attivita’ produttiva adotti tali protocolli, senza i quali e’ impossibile pensare di continuare a produrre esponendo i lavoratori a gravi rischi per la salute di tutti e tutte. Noi faremo la nostra parte. Il sindacato c’e'”