ALLARME DI IMPRESE E SINDACATI: ADESSO SERVONO EURO NON CAMBIALI.

ALLARME DI IMPRESE E SINDACATI: ADESSO SERVONO EURO NON CAMBIALI.

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PER ENRICO COPPOTELLI (CISL): È DECISIVO GESTIRE LA BASE OCCUPAZIONALE E AGGIUNGE: L’AUSPICIO È CHIUDERE L’ACCORDO CON LA REGIONE ENTRO DOMENICA.

Roma 20 marzo 2020 – « Le imprese hanno bisogno di euro, non di scadenze posticipate che poi comunque arriveranno. Basta con l’ipocrisia». Guido D’Amico, presidente nazionale di Confimpreseltalia, esce allo scoperto. Dice: «La nostra associazione rappresenta micro, piccole e medie imprese, ottantamila per l’esattezza. Molte della provincia di Frosinone. Bisogna guardare in faccia la realtà: la situazione è tragica e non ci sono prospettive. Le misure del Governo sono insufficienti, non possono bastare. Bisogna andare alla radice del problema: la mancanza di liquidità, un fattore che sta già uccidendo micro, piccolissime e piccole aziende. Abbiamo bisogno di soldi a fondo perduto. Posticipare le scadenze è un pannicello caldo, perché poi arriveranno e bisognerà onorarle.

Enrico Coppotelli, segretario generale del Lazio della Cisl Lazio, premette: «II punto di vista degli imprenditori è corretto: senza liquidità e senza più fatturato non si può andare da nessuna parte. È per questo che noi sindacati ci auguriamo che nella giornata di domenica si arrivi aUa sottoscrizione dell’accordo con la Regione Lazio per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali. Gli ammortizzatori sociali non sono un retaggio del passato, mai come m questo momento rappresentano l’unico modo per tenere in vita le imprese e i lavoratori». Nota ancora Enrico Coppotelli: «Posticipare le scadenze non risolve il problema, su questo sono d’accordo. Un ruolo fondamentale lo giocherà il sistema bancario, non ci sono dubbi. Allo stesso modo sarà decisiva la gestione della base occupazionale del Paese. Perché se le aziende non reggono ci sarà un aumento esponenziale dei disoccupati. E questo comporterà meno consumi, meno servizi, meno produzione, meno liquidità. Il quadro è questo. In ogni caso domenica sarà una giornata decisiva anche per capire come è evoluta la curva dei contagi negli ultimi quindici giorni. Perché è chiaro che se non si arresta il contagio non si può nemmeno pensare a ripart
ire. Apprezziamo il lavoro fatto dal Governo con il “Cura Italia”, anche se servirebbe maggiore chiarezza delle norme. Fermo restando che è stato preannunciato un altro provvedimento che dovrà stanziare ulteriori risorse e potenziare e prorogare gli interventi. Attendiamo una circolare interpretativa da parte dell’Inps, nonché il decreto del Ministero del Lavoro e del Mefper il riparto tra le Regioni delle risorse da destinare alla cassa integrazione in deroga. Si tratta di provvedimenti senza i quali le misure previste nel decreto non sono in grado di partire».

Leggi l’intervista di Enrico Coppotelli, Segretario Generale della CISL del Lazio, su Ciociaria Oggi