CORONAVIRUS: SINDACATI LAZIO, FERMARE ATTIVITÀ NON ESSENZIALI

CORONAVIRUS: SINDACATI LAZIO, FERMARE ATTIVITÀ NON ESSENZIALI

Share
Roma, 23 marzo 2020 – (Agenzia Nova) – Fermare le attività non essenziali: lo chiedono Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Lazio in una nota congiunta. “L’abbiamo detto nelle scorse settimane e lo ribadiamo oggi: prima la salute. Nella nostra regione, come hanno ribadito organi ufficiali, le prossime settimane saranno decisive per il contenimento del virus, pertanto crediamo che il decreto di ieri avesse dovuto garantire una stretta maggiore nell’individuazione delle attività produttive essenziali. Crediamo – cosi come ribadito da CGIL, CISL e UIL nazionali – che il Ministro Patuanelli debba quanto prima fare chiarezza e ridurre la lista dei codici Ateco a quanto realmente necessario, ai servizi essenziali, all’approvvigionamento alimentare e farmaceutico, oltre che alle attività di manutenzione non differibili”. Lo affermano nella nota i segretari di Cgil di Roma e del Lazio, Cisl Lazio e Uil Lazio Michele Azzola, Enrico Coppotelli e Alberto Civica. “Negli ultimi giorni, come era prevedibile, sono notevolmente aumentati i casi accertati di contagio nei luoghi di lavoro, questo a testimonianza che sul nostro territorio ci aspetta ancora un periodo abbastanza dilatato di attuazione delle misure di contenimento adottate nelle ultime settimane e che rischiano di essere vane se continueranno atteggiamenti e comportamenti irresponsabili”.

“Lo diciamo chiaramente – aggiungono Azzola, Coppotelli e Civica -: meglio rallentare adesso, fermarsi dove non è necessario produrre, piuttosto che rischiare la proliferazione del contagio, che ha portato le regioni del nord alla saturazione del servizio sanitario. È proprio a questi territori che rivolgiamo la nostra vicinanza e sostegno, condividendo il grido d’allarme che da giorni arriva dalle strutture sindacali, dalle rappresentanze e dai lavoratori. Anche nel nostro territorio ci sono dei focolai accertati dalle autorità, quindi dobbiamo fare di tutto per evitare che si propaghino. Ci risulta infatti che siano ancora troppi i luoghi di lavoro sprovvisti di dispositivi di protezione individuale e il protocollo su salute e sicurezza sottoscritto lo scorso 14 marzo è disatteso in modo troppo ampio e diffuso. Per questo le nostre categorie e rappresentanze nei luoghi di lavoro stanno vigilando in queste ore che il rispetto del protocollo avvenga nel modo più stringente possibile, dando copertura sindacale laddove non è rispettato attraverso tutti gli strumenti possibili, compreso lo sciopero se necessario”.

“Infine, lanciamo un appello al mondo delle imprese – aggiungono i sindacalisti – : serve arrivare al massimo possibile di lavoro agile, più di quanto fatto negli ultimi giorni. Ci sono aziende incluse nei codici Ateco del decreto ma che hanno interi reparti e uffici tutt’altro che essenziali, pertanto auspichiamo che le imprese dispongano, come stiamo chiedendo in queste ore attraverso le nostre rsu, il lavoro agile o la sospensione temporanea dell’attività non essenziali. Oggi pomeriggio alle 15 avremo un una videoconferenza con la Regione Lazio proprio in merito al tema del protocollo su salute e sicurezza, chiederemo in quella sede l’attivazione di una task force con il coinvolgimento delle Asl e delle Prefetture, quest’ultime competenti secondo il decreto di ieri del rispetto del protocollo stesso. Infine c’è l’enorme criticità del comparto sanitario e farmaceutico: nel ringraziare gli operatori per il senso di responsabilità e l’impegno profuso in queste settimane, ribadiamo la necessità di fare più tamponi possibili e fornire adeguati dispositivi di protezione, al fine di rassicurare il personale e metterli in condizione di continuare a gestire questa drammatica emergenza”, conclude la nota.