LE PRINCIPALI NOTIZIE DI OGGI

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Roma 3 aprile 2020 – Si annuncia una catastrofe economica senza precedenti peri il Paese e in particolare per la nostra provincia. Le previsioni disastrose delineate dal Centro Studi di Confindustria nel suo ultimo rapporto nazionale sull’effetto Covid-19 non lasciano spazio all’ottimismo. La produzione industriale nel primo trimestre 2020 è prevista in discesa del 5,4%, il calo maggiore negli ultimi 11 anni. A marzo, infatti, l’impatto del Coronavirus e delle misure di contenimento del contagio è stato devastante: l’attività è crollata del 16,6% rispetto a febbraio, portando l’indice di produzione ai livelli di 42 anni fa. 

Di fronte a questi dati, non è difficile immaginare il futuro dell’economia in provincia di Frosinone. Per avere un quadro più chiaro della crisi che purtroppo ci attende, abbiamo ascoltato il Segretario generale della Cisl Lazio, Enrico Coppotelli. Lo scenario economico della regione – ci ha detto telefonicamente Coppotelli – può essere definito guardando i numeri della Cig in deroga, quella che interessa le imprese fino a 5 dipendenti, ovvero del commercio e terziario. L’emergenza sanitaria le ha spazzate via. Alle 12 di oggi (ieri, ndr) le piccole aziende che hanno presentato domanda per la Cig sono state 15.703, per un totale di 37.039 lavoratori. 

Buoni spesa entro giovedì 9 aprile. Questo perché la società che stampa i blocchetti ci ha comunicato che entro una settimana il Comune avrà i buon, dice il Campidoglio prima di specificare che, seppure con la speranza di accorciarli, i tempi sono in linea con quelli degli altri comuni con cui ci confrontiamo. Manca ancora una settimana per consegnare alle famiglie più bisognose i voucher spesa finanziati (con 15 milioni) dal governo per l’emergenza economica legata al coronavirus. Resta sospeso l’utilizzo dei fondi regionali (7 milioni di euro), una delle questioni sollevate dai sindacati che avanzano dubbi e perplessità sulla gestione del Comune. Ma soprattutto c’è da capire come e se funziona la distribuzione dopo il tilt del sistema di mail attivato dal Campidoglio per le richieste. 

Una grave carenza dei farmaci miorilassanti, utili per intubare i pazienti in terapia intensiva. E l’ultimo disperato Sos lanciato dagli ospedali in prima linea. 

aro direttore, la pandemia del coronavirus, con la progressione del flagello biblico, ha ormai assunto i caratteri della tragedia umanitaria globale. È ormai pressoché certa la recessione dell’economia mondiale nel 2020, con il rischio di depressione che assocerebbe alla tragedia umanitaria la catastrofe economica e sodale. La grave fase di emergenza rende necessarie risposte straordinarie dei sistemi sanitari già ampiamente provati, ma anche risposte urgenti delle politiche economiche e soprattutto della capacita’ di innovazione. Perché il sogno europeo continui a vivere non è il tempo dei sovranismi o dell’egoismo miope dei singoli paesi. Occorre una svolta vera. Non possiamo più esitare, come ha sollecitato in queste giornate drammatiche per il nostro paese anche il nostro Presidente Mattarella. Ecco perché la Cisl ha predisposto un “Manifesto per una Nuova Europa Unita e Solidale” in cinque punti programmatici che proponiamo, oltre che ai nostri iscritti, alla rappresentanza politica e a tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali, economiche e sociali. Spiega Annamaria Furlan in un intervento su Avvenire e Sole 24 ore

Anche ieri, come è successo mercoledì, i nuovi casi di positività al Covid-19 in tutto il Lazio sono stati 169 (e il totale dei contagiati sale a quota 3.433). Con un trend in leggera frenata: intorno al 5%. Sedici i pazienti che non ce l’hanno fatta, ma cresce il numero dei guariti. Scoppia il caso dei 13 infettati in tre diversi hotel a Fiumicino. 

Nel Lazio già riconvertite nove aziende: producono mascherine di “categoria 3 Per ora ci sono solo le stime che non sono rassicuranti: alla fine dell’emergenza Covid-19 un’impresa su tré nel Lazio sarà costretta a rivedere l’organico e il rischio, soprattutto per le aziende a conduzione familiare, è dover arrivare a sospendere ogni tipo di attività. Ma il comparto imprenditoriale della Regione in questi giorni di pandemia non si è arreso. Basta vedere il numero di realtà che hanno riconvertito parte della loro produzione iniziando a realizzare, ad esempio, mascherine di “categoria 3” in attesa che l’istituto superiore di Sanità dia loro il via libera per produrre anche quelle destinate al comparto ospedaliere. 

Ditte di restauro, affittacamere, istituti religiosi che lavorano come B&B, colorifici, studi di progettazione, addirittura due stabilimenti balneari. Il prefetto di Roma ha firmato i primi decreti di sospensione delle attività nella Capitale. Sedici provvedimenti, per ora, indirizzati alle imprese che avevano chiesto di restare aperte. Un altro elenco con 500 aziende è stato spedito agli esperti della Guardia di Finanza e della Camera di Commercio. Obiettivo: capire quali ditte siano effettivamente strategiche. 

Sabotaggio al S.Camillo: i tecnici nel mirino II cerchio si stringe intorno a chi ha sabotato la partenza del laboratorio analisi Covid-19 al San Camillo. Nella lente dei carabinieri una ventina di persone che hanno accesso (e quindi la chiave) per entrare nel locale al pian terreno del padiglione Malpighi. Visto che chi ha asportato l’hard-disk non ha forzato porte, la pista di soggetti esterni pare la meno probabile. C’è anche chi pensa sia stato qualcuno che ha paura di dovere lavorare sul Covid 

Diciassette sensori bluetooth, in altrettante zone centrali della città, misurano in queste settimane il passaggio dei pedoni. Da piazza Trilussa a Ponte Cavour, da piazza Venezia a Piramide, passando per Termini. Da febbraio fino al 26 marzo il passaggio dei pedoni, in queste aree del Centro, si è quasi azzerato con una riduzione del 90 per cento rispetto a febbraio, dice la sindaca Virginia Raggi rendendo noti i numeri attraverso Facebook. La sindaca cita poi gli ultimi dati aggiornamenti sul traffico elaborati da Roma Servizi per la Mobilità: Le auto in circolazione sulle strade principali della nostra città, a fine marzo, sono diminuite in media del 75 per cento rispetto a febbraio. Venerdì 20 marzo il calo è stato vertiginoso riporta Raggi – fino all’83 per cento in meno di auto in strada in confronto al mese scorso. In particolare su via Cristoforo Colombo, all’altezza del Canale della Lingua e in via Togliatti la diminuzione dei veicoli è stata di oltre il 90 per cento, sempre rispetto a febbraio. 

Come nelle migliori telenovele, la lunga maratona ipogea di Shira e Filippa pare non dover avere mai fine. Le due talpe della metro sono di nuovo ferme. E il coronavirus non c’entra nulla. Già, perché le due tbm (tunnel boring machine) in teoria destinate a raggiungere piazza Venezia si sono ammalate di nuovo di burocrazia. Alla delibera da quasi 10 milioni licenziata dal Cipe, pienamente efficace dal 13 marzo, è seguita soltanto l’inerzia del Campidoglio. Tutto fermo sul fronte capitolino: i dirigenti e i funzionari del dipartimento Trasporti hanno le mani legate. Lo stesso vale per Roma Metropolitane. Le norme sul controllo analogo in vigore dal 2013 spiegano che a dover dare il via libera al completamento del tunnel che collegherà le fermate di Fori Imperiali e Venezia deve essere l’Assemblea capitolina.