CORONAVIRUS: SINDACATI LAZIO, REGIONE RENDA TRASPARENTE DISTRIBUZIONE E USO DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALI

CORONAVIRUS: SINDACATI LAZIO, REGIONE RENDA TRASPARENTE DISTRIBUZIONE E USO DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALI

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Roma, 03 aprile 2020 – (Agenzia Nova) – Cgil Cisl e Uil del Lazio ritengono che “la fornitura di dispositivi di protezione individuale nella quantità adeguata siano indispensabili per ridurre l’esposizione degli operatori e ridurre l’avanzata della pandemia”. In una nota i sindacati spiegano: “Per troppe settimane tutti gli operatori della sanità, sia pubblica che privata e delle aziende che operano in appalto, si sono trovati a operare invece con un numero insufficiente e inadeguato per tipologia di dispositivi di sicurezza. La Regione Lazio – continua la nota – ha accolto la nostra richiesta di trasparenza sulle forniture e da qualche settimana invia un report giornaliero di quello che viene inviato alle aziende. Nonostante le forniture siano aumentante negli ultimi giorni, anche se la qualità dei dpi non sono in gran parte sufficienti a garantire la sicurezza degli operatori, il flusso di informazioni e di trasparenza si ferma a questo report regionale”.

I sindacati precisano che “all’interno delle aziende ancora non si riesce ad avere reale contezza di come vengono distribuiti i dpi tra ospedali e all’interno dei reparti, nei servizi territoriali, nelle Rsa e nei servizi socio sanitari, nelle strutture private e in appalto” e quindi sottolineano: “Ci aspettiamo che la Regione, come da impegno preso ieri nel tavolo periodico di confronto, dia una risposta immediata a questa problematica e all’interno di ogni singola azienda renda trasparente l’utilizzo e la distribuzione dei dpi. Come previsto dal protocollo nazionale firmato dal governo con i sindacati, non è più rinviabile l’attivazione dei comitati di confronto con le rappresentanze sindacali di tutti i lavoratori presenti nelle strutture sanitarie. Bisogna fare ulteriori sforzi per mettere in atto tutte le misure a tutela della salute degli operatori. L’individuazione di un responsabile in ogni singola azienda – concludono – è necessario per dare attuazione al protocollo e a tale urgente procedura va affiancata una interlocuzione a livello regionale con tutti i direttori delle aziende, delle Asl. Servono strumenti operativi condivisi per rispettare realmente le indicazioni degli organismi tecnico scientifici che disciplinano come l’utilizzo dei dispositivi sia obbligatorio per poter svolgere l’attività degli operatori”.