CASSA INTEGRAZIONE CAOS IN 45 MILA SENZA UN EURO

CASSA INTEGRAZIONE CAOS IN 45 MILA SENZA UN EURO

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Roma 31 maggio 2020 (Corriere della Sera Roma) – Cassa integrazione caos In 45 mila senza un euro Ritardi nei pagamenti anche se il Lazio è la regione più virtuosa Più di 70 mila pagamenti effettuati dall’Inps per far avere Io stipendio a circa 120 mila beneficiari. I dati relativi alla cassa integrazione in deroga nel Lazio, nell’ultimo report datato 28 maggio, raccontano di 45 mila lavoratori ancora senza ammortizzatore sociale a oltre due mesi dall’inizio della procedura straordinaria decisa per fronteggiare l’emergenza economica legata al coronavirus. Le 64.536 richieste lavorate dalla Regione Lazio (56.798 quelle accettate) e inoltrate in grande fretta all’Inps, puntavano a far arrivare prima possibile Io stipendio a 166.995 lavoratori. Alla fine di maggio 120.764 si sono tradotte in un versamento effettivo in banca. Significa che, sì, il Lazio è la prima regione per efficacia (basta confrontare i dati della Lombardia: dei quasi 240 mila beneficiari potenziali meno di 112 mila hanno ricevuto il pagamento). Ma per 45 mila lavoratori del Lazio che hanno fatto richiesta a marzo, non c’è ancora nessun passaggio della Cigd sul conto corrente. Per  la Cisl le cose non sono andate bene: «II Lazio è nella media nazionale – spiega il segretario regionale Enrico Coppotelli -. La distonia sta nel fatto che, se a Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina siamo quasi ad un allineamento tra domande e versamenti, a Roma c’è un problema legato a ritardi atavici. E la Capitale rappresenta il 77% del monte Cigd. Molte aziende non riapriranno, ma in quelle che riapriranno, i lavoratori talvolta si troveranno a percepire prima lo stipendio dell’ammortizzatore sociale». Che il meccanismo fosse da rivedere lo testimonia la norma inserita nel decreto Rilancio che prevede l’anticipo da parte dell’Inps del 40% dello stipendio e il saido entro 30 giorni dal completamento della procedura. Due rate anzifhé una, però, potrebbero finire per ingolfare ancor di più il sistema. «Anche se è previsto il meccanismo dell’anticipo, il rischio è che per l’erogazione ci vogliano 203 mesi», avvertono i sindacati.