CASA. CISL LAZIO: PER DIFESA LAVORATORI AGRICOLI SFRUTTATI A LATINA

CASA. CISL LAZIO: PER DIFESA LAVORATORI AGRICOLI SFRUTTATI A LATINA

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(DIRE) Roma, 1 luglio 2020. – “La piaga dello sfruttamento della manodopera fa sempre parte di una catena di illegalita’ piu’ grande: l’abitare, i trasporti, il sostentamento quotidiano. Anche la piu’ semplice delle attivita’ quotidiane per gli ‘squali’ sfruttatori e’ fonte di guadagno, ovviamente illecito. Per questo, oggi, firmando il protocollo “Per un lavoro di qualita’ in agricoltura – Qualita’ dell’abitare”, insieme agli assessori Di Berardino, Onorati e Valeriani, al prefetto di Latina, Maria Rosa Trio, ai rappresentanti delle istituzioni locali e delle parti sociali, facciamo un passo decisivo per aggredire il cancro dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura a Latina, difendendo i ‘fragili’ e gli sfruttati nella ricerca di un alloggio dignitoso e nella regolarita’, quindi oltre il luogo di lavoro”. Cosi’, in una nota, Enrico Coppotelli, Claudio Tomarelli e Paolo Rigucci, rispettivamente segretari generali della Cisl Lazio, la Fai Cisl Lazio e il Sicet di Roma e Lazio. “Con questo protocollo il sindacato, insieme ai proprietari delle case, dice chiaramente che il mercato da solo non basta e insieme decide di assumersi la responsabilita’ di promuovere, con l’intervento determinante della Regione Lazio, l’incontro tra domanda e offerta di abitazioni, specie nei comuni agricoli della provincia. Cosi’ facendo, si raggiunge il duplice obiettivo di permettere ai lavoratori di poter avere un regolare contratto di locazione, e ai piccoli proprietari di affittare le abitazioni e di poter disporre di un fondo per le eventuali morosita’ degli inquilini. Stara’ all’intelligenza collettiva dei firmatari capire che questo accordo non e’ un punto di arrivo ma di partenza. Stara’ ai Comuni interessati, in prima linea sul territorio, non sprecare questa occasione e farla diventare un punto qualificante della propria comunita’. Cosi’ come stara’ alla Regione Lazio non fermarsi alla sperimentazione solo per i lavoratori agricoli a Latina ma capire che questo modello puo’ essere di riferimento per tutte le situazioni di fragilita’ e sfruttamento sull’abitare, a partire dagli studenti fuori sede che gravitano nella Regione. A noi parti sociali il compito di sperimentare tutte le innovazioni sociali possibili per far si’ che nella nostra Regione il welfare non sia solo una distribuzione di risorse, spesso poche e male, ma che diventi un welfare generativo, che dia ruolo a tutti i livelli interessati affinche’ si rendano partecipi e protagonisti”.