VIABILITA’. COPPOTELLI (CISL LAZIO): BENE OPERE, MA NON RETROCEDERE SU CONTROLLI

VIABILITA’. COPPOTELLI (CISL LAZIO): BENE OPERE, MA NON RETROCEDERE SU CONTROLLI

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(DIRE) Roma, 8 luglio 2020. – “Accogliamo con soddisfazione la notizia riguardante le opere pubbliche finanziate per la nostra Regione e inserite nel decreto Semplificazioni approvato dal Governo. Un segnale di attenzione per una regione che ha bisogno di ripartire accelerando proprio sulle grandi opere che mettono in connessione assi strategici per il trasporto di merci e persone”. Cosi’, in una nota, Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl del Lazio. “Nell’elenco delle opere- prosegue Coppotelli- figurano la strada statale 675 Umbro-Laziale Sistema infrastrutturale di collegamento del porto di Civitavecchia con il nodo intermodale di Orte, la tratta Monte Romano Est-Civitavecchia, il completamento del collegamento stradale A12 Tarquinia-San Pietro in Palazzi, il collegamento autostradale Roma-Latina, il collegamento stradale Cisterna-Valmontone e relative opere connesse, fino alla Statale 4 Salaria con il potenziamento a 4 corsie, oltre alla chiusura dell’anello ferroviario di Roma, ovviamente tra le opere ferroviarie. E’ chiaro che la nostra regione, tanto piu’ dopo una tragedia epocale come quella che stiamo vivendo con la pandemia e il crollo dell’economia, ha un bisogno estremo di realizzare opere pubbliche di rilievo e strategiche come quelle menzionate. Opere che la Cisl ha sempre richiesto, anche sui singoli territori, e della cui importanza e’ sempre stata convinta. Detto cio’, pero’, siamo anche costretti a porre all’attenzione dei grandi rischi connessi al fiume di denaro pubblico che sta per arrivare nei comuni e nelle regioni, tra cui anche il Lazio. Perche’ non vorremmo che proprio quelle procedure semplificative che il Governo sta studiando per far ripartire il paese, per quanto positive negli intenti, si tramutassero in un grande affare per le organizzazioni criminali. Una per tutte, la questione dell’affidamento diretto che passa dai 40 mila euro ai 150 mila euro e alla possibilita’ di affidare appalti senza gara fino a 4 milioni di euro. Posto che le grandi opere servono alla nostra regione come il pane, evitiamo di trasformarle in una grande opportunita’ anche per le organizzazioni criminali e mafiose. Dobbiamo mettere il turbo all’economia e al lavoro del Lazio ma senza arretrare di un millimetro sulle procedure antimafia, sui controlli e in generale su tutti quei protocolli di legalita’ che abbiamo costruito in questi anni”.