Sindacati: AIOP-ARIS rifiutano di rinnovare il contratto della sanità privata.

Sindacati: AIOP-ARIS rifiutano di rinnovare il contratto della sanità privata.

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Chiediamo che anche la Regione Lazio assuma una immediata presa di posizione a tutela dei 25 mila lavoratori in attesa del rinnovo che coprono il 40 per cento dell’offerta sanitaria nella nostra Regione.

Roma, 31 luglio 2020 – (Agenzia Nova) – “Come segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil sosteniamo la protesta delle nostre Federazioni di categoria Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl e domani mattina alle 10 saremo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori del settore al presidio presso l’ospedale San Carlo di Nancy”. Si legge in una nota delle organizzazioni sindacali. “Nel Lazio sono 25 mila i lavoratori in attesa del rinnovo che coprono il 40 per cento dell’offerta sanitaria. Il rifiuto di non trasformare in definitivo un contratto che dopo 3 anni di trattativa e 14 anni di mancato rinnovo contrattuale aveva visto la sottoscrizione dei vertici delle associazioni datoriali più rappresentative di questo settore è inconcepibile. Un atto contrario a qualsiasi principio etico che dimostra come questi imprenditori vogliano ricevere i soldi pubblici per fare profitto sulla pelle dei lavoratori. Non è bastato a fargli cambiare idea neanche l’impegno politico assunto dai massimi vertici istituzionali, Ministro della Salute e Conferenza delle regioni, di garantire la copertura del 50 per cento del costo contrattuale con un mix di interventi sulle tariffe e budget, per veder riconosciuto il sacrosanto diritto ad un contratto di lavoro per questi impagabili lavoratori che, se ci fosse stato ancora bisogno, hanno dimostrato anche nel periodo più buio della pandemia la loro professionalità ed il loro insostituibile ruolo all’interno del panorama sanitario”.

“Andremo a sostenere la mobilitazione che sta partendo, che sarà durissima e che non potrà non tener conto anche della gravissima crisi e le incertezze occupazionali e salariali derivanti dal post-covid”, continua la nota. “Appare però non più rinviabile anche da parte della Regione Lazio una immediata presa di posizione con una conseguente, formale ed urgente assunzione di provvedimenti che vadano a chiarire alle strutture sanitarie private i principi che necessitano per essere ‘accreditati’ al sistema sanitario pubblico, e che in tali principi deve essere sancito che chi è pagato per fare servizio pubblico deve essere in regola con le leggi e con i rinnovi di contratto. Anche dal punto di vista politico riteniamo non più rimandabile una presa di posizione, tanto più che nel Lazio sono circa 25mila i lavoratori della sanità privata che sono chiamati a garantire un Servizio Pubblico che per circa il 40 per cento dell’offerta sanitaria pubblica è affidato a imprenditori privati ai quali deve essere imposto il rispetto di regole per rendere tale attività paritaria e complementare a quella delle aziende sanitarie pubbliche”, concludono Cgil Roma e Lazio Cisl Lazio e Uil Lazio.