LE PRINCIPALI NOTIZIE DI OGGI

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Roma 20 ottobre 2020 – C’è un lieve calo dei contagi nelle ultime 24 in tutta la Regione, a fronte di 17 mila tamponi effettuati (il numero più alto d’Italia). Sono 939 i nuovi casi di Coronavirus, di questi 462 sono quelli registrati a Roma. Nelle ultime 24 ore ci sono stati anche nove decessi e 119 guariti. Numeri che non fanno abbassare la guardia, in particolare nel viterbese, per un focolaio presente nella casa di riposo San Francesco, presso il comune di Farnese. Ma preoccupano anche i 10 contagi registrati tra i vigili del fuoco presso il Comando provinciale della Capitale. 

II numero dei guasti delle vetture Atac fa ancora paura. Ieri mattina, dalle 5 alle 9, si sono fermati 234 autobus. Una cifra più o meno costante ogni giorno, assicurano i sindacalisti della Filt Cisl. Una vera e propria emorragia proprio nell’ora di punta, quando c’è più bisogno di mezzi a disposizione per scongiurare gli assembramenti. Perché è in quelle ore che si muove il popolo degli operai dei cantieri, delle colf, degli studenti, degli impiegati, delle badanti. 

Cinquanta pompieri in quarantena, uno studente contagiato alla Sapienza, un focolaio in una casa di riposo nel viterbese. Nel Lazio non si arresta l’ondata di contagi che continuano a mettere sotto pressione gli ospedali: i pazienti ricoverati nei reparti Covid sono passati da 1.085 a 1.130, nelle terapie intensive (12 in più in un giorno). Mentre si potenzia ancora il sistema di tracciamento dei drive-in, a breve anche su prenotazione, la curva epidemica non accenna a calare:  ieri 939 i nuovi positivi – lieve calo a Roma, da 574 a 462 – ma preoccupano i trend in rialzo nelle province di Frosinone, Latina e Viterbo, dove si registra anche un nuovo cluster nella Rsa «San Francesco di Farnese», con 25 contagi tra gli ospiti e indagine della Asl avviata.

Pronto soccorso e reparti intasati. Così le visite si “trasferiscono” nelle ambulanze: ieri erano 42 quelle bloccate per ore nei parcheggi degli ospedali sulle 150 m dotazione all’Ares 118. Intanto i carabinieri del Nas negli ultimi venti giorni hanno ispezionato oltre trenta reparti di prima emergenza. I militari hanno rilevato che in un ospedale su tré non c’è un ingresso blindato, dedicato esclusivamente ai casi di Sars-Cov-2, come raccomandato dal ministero della Salute.

Un milione e 200mila visite specialistiche. Un milione di appuntamenti per lastre, Tac, risonanze magnetiche e altra diagnostica per immagini. Dal tempo del lockdown la sanità pubblica del Lazio deve recuperare tutte queste prestazioni, che si vanno ad aggiungere alle nuove liste d’attesa.

E’ cominciato ieri davanti alla Corte d’appello di Roma il processo alla sindaca Virginia Raggi, dopo l’assoluzione in primo grado, «perché il fatto non costituisce reato», dall’accusa di falso per la nomina (poi ritirata) di Renato Marra a capo del Dipartimento turismo di Roma Capitale. Marra, da vigile urbano graduato, fu promosso con un incremento di stipendio pari a 20mila euro. Raggi era presente in aula. Il processo è stato aggiornato al 26 novembre: i giudici hanno infatti accolto la richiesta del pg Emma D’Ortona di ascoltare una serie di testimoni.

Sciolte le vele, Carlo Calenda naviga in mare aperto, forte dei suoi sondaggi e del fatto che a Roma a oggi ne centrosinistra ne centrodestra hanno trovato un candidato sindaco. L’unica sfidante al momento sarebbe Virginia Raggi. L’ex ministro sente il vento in poppa, pur sapendo di aver rovinato i giochi al Pd romano e al centrosinistra, che si stavano organizzando con le primarie con il placet del segretario Nicola Zingarettì, per il quale come per le altre realtà locali, il sindaco della Capitale «lo scelgono i romani». E però il leader di Azione va avanti a testa bassa.

Carlo Calenda candidato a sindaco della capitale. E il Pd Roma insorge: «Quella di Calenda ad oggi, malgrado aperture e disponibilità nostra, è una candidatura che lui sta costruendo contro tutto quello in cui il Pd crede: l’apertura e la partecipazione popolare per la scelta del candidato o il Governo di cui siamo parte fondamentale. Purtroppo ancora una volta divide e la destra brinda», afferma il segretario del Pd Roma Andrea Casu. Il leader di Azione ha ufficializzato domenica sera la sua discesa in campo per la guida del Campidoglio, pronunciandosi, tra le altre cose, contro le primarie: «Calenda si auto candida a sindaco di Roma. Ne prendiamo atto. Ora sta a lui decidere che fare. Può partecipare con altri al progetto politico e civico che stiamo tutti assieme costruendo oppure può decidere di andare da solo e fare un grande favore alla destra». fa eco il vicesegretario del Pd Lazio, Enzo Foschi.

Dall’amministrazione Raggi 200 milioni di euro di investimenti soltanto per il 2021. Progetti lanciati a mezzo stampa, abbozzati in qualche delibera o concordati con le parti interessate , ma che non sono avanzati per una motivazione burocratica quanto organizzativa: manca la cosiddetta progettazione minima, quella preliminare, cioè il primo e vero pezzo di carta per poter sbloccare le risorse. E parliamo di rifacimenti delle linee metropolitane, la costruzione delle tranvie, la manutenzione stradale, la riqualificazione di scuole o monumenti. In Centro come in periferia. Opere che, se fatte , varrebbero quasi un quarto di quanto II Campidoglio mette sul capitolo investimenti e che potrebbero cambiare il volto della Città.

Piazze a numero chiuso per evitare gli assembramenti. Prima di arrivare all’interdizione totale delle zone calde della movida, dove gli unici a potervi accedere sarebbero residenti e clienti delle attività commerciali. Sembra prevalere la linea soft, nel Comitato per l’ordine pubblico che si riunirà oggi.

Sull’emergenza Covid-19, il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, boccia tutti senza appello. Finanche iJ premier Conte: «Deve dimettersi e tornare a fare il professore». Ed è convinto che Guido Bertolaso «è l’unico» che può guidare una task-force per contrastare la pandemia, «Ha curriculum ed è l’unico che ha costruito un ospedale in poche settimane», puntella l’esponente della commissione di Vigilanza Rai.

Anche le case popolari di Roma saranno cablate con fibra ottica. Il piano della Regione insieme al direttore di Ater Andrea Napoletano, prevede la cablatura di 15mila alloggi entro il 2022. Con la collaborazione di Open Fiber, la fibra arriverà in oltre 3.200 alloggi già nel 2020 mentre nel 2021 toccherà ad altri 10.000 per completare gli ultimi 1.8OO appartamenti nel 2022.

Più dad per tutti. Con il nuovo Dpcm, e la curva epidemiologica che non accenna ad abbassarsi, i presidi delle scuole superiori del Lazio alzano bandiera bianca. Nonostante nella serata di ieri la nota del Ministero dell’Istruzione abbia chiarito che l’ingresso dalle 9 e un maggiore ricorso alle modalità didattiche a distanza – annunciati due sere fa dal presidente del Consiglio – siano soluzioni da intraprendere solo «in situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali», le scuole corrono ai ripari. «È chiaro, i mezzi pubblici non sono in grado di assorbire i flussi degli studenti, tenerli a casa è l’unico modo, e va detto che ormai anche diversi genitori, preoccupati, chiedono a gran voce la didattica a distanza – spiega la preside del liceo Orazio Maria Grazia Lancellotti – Certo che un cambiamento del genere, con pochissimo tempo a disposizione [si parla di mereoledì come data di entrata in vigore dei nuovi protocolli, ndr], sarà complesso». I contagi, sempre allarmanti nel Lazio, lasciano presupporre che la regione sarà tra quelle che dovranno attuare le nuove disposizioni. Di turni pomeridiani – anche questi ventilati dal Dpcm – non se ne parla. «È una fantasiosa ipotesi – taglia corto la preside del Mamiami, Tiziana Sallusti – Non ci resta che pensare a un aumento della dad, studiando nuove metodologie didattiche più efficaci».

Autostrade per l’Italia ha donato ieri 25 tablet, con connessioni integrate, agli alunni dell’Istituto comprensivo Anna FraentzeI Celli di Casal Bruciato. I bambini potranno così affrontare la didattica a distanza. Alla scuola inoltre è stata consegnata una nuova lavagna multimediale. 

Allarme dei ristoratori dì Roma dopo il nuovo Dpcm. Gli orari di locali e ristoranti chiusi alle 24, e  impossibilitati ad alzare le saracinesche prima delle 5 del mattino e, ancora, il consumo esclusivamente al tavolo di cibi e bevande a partire dalle 18, costituiscono l’ennesimo gancio ben assestato a un settore già in ginocchio.

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