Coppotelli(CISL Lazio): 22 anni fa veniva approvata la legge sull’inserimento e l’integrazione delle persone disabili nel mondo del lavoro.

Coppotelli(CISL Lazio): 22 anni fa veniva approvata la legge sull’inserimento e l’integrazione delle persone disabili nel mondo del lavoro.

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Roma , 20 marzo 2021  – (Agenzia Nova) – Sono trascorsi 22 anni da quando l’Italia ha approvato la legge 68 per la promozione dell’inserimento e dell’integrazione lavorativa delle persone disabili attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. Ventidue anni “in cui sono stati fatti passi importanti, ma la strada è ancora lunga”. Lo si legge in una nota di Cisl Lazio. “La nuova norma ha modificato radicalmente il concetto di collocamento passando da ‘obbligatorio’ a ‘mirato’, con un insieme di norme che tendono non solo all’inserimento, ma anche ad una chiara integrazione lavorativa delle persone attraverso servizi e strumenti di sostegno e di collocamento. La Cisl del Lazio è da sempre impegnata su questo fronte, insieme alle associazioni e nei luoghi di lavoro. Una delle ultime figure che abbiamo chiesto e ottenuto -si legge anche-, frutto del confronto con la Regione Lazio, per promuovere l’inserimento e l’integrazione delle persone disabili nei luoghi di lavoro, così come previsto nello spirito della legge 68 del 99, è il Disability Manager. Una figura che la Regione Lazio prevederà a breve e che curerà l’inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro delle persone con disabilità certificata, predisponendo e proponendo progetti personalizzati a natura formativa, organizzativa, tecnica e tecnologica”.

“Il nostro – continua la nota Cisl- è un impegno quotidiano e concreto. Gli indici di occupazione di persone disabili e con disabilità gravissima sono in costante aumento anche nella nostra regione. E questo nonostante la pandemia abbia creato problemi seri come ha dimostrato una nostra ricerca che ci rivela come più del 74 per cento delle persone con disabilità che lavorano sono molto preoccupate del proprio futuro ed il 47 per cento ha sofferto nel periodo emergenziale soprattutto per la mancanza di relazioni. Sul fronte dei sostegni dati dai datori di lavoro ai propri dipendenti disabili, risulta che un 13,3 per cento non ha fornito nessun sostegno, l’1,7 per cento ha fatto ricorso alla cassa integrazione, il 3,3 per cento alla FIS alternata, il 5 per cento ai permessi, l’8,3 per cento alla flessibilità oraria, il 28,3 per cento al telelavoro e il 40 per cento ha fatto ricorso allo smartworking”. Enrico Coppotelli, segretario Generale della Cisl del Lazio assicura, “ci sarà sempre da lavorare e vigilare su questo tema perché la strada da percorrere è ancora tanta”.