LE PRINCIPALI NOTIZIE DI OGGI

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Roma 30 marzo 2021 – Domani e per due giorni nel Lazio rientrano in classe 470.761 alunni, cioè tutti quelli fino alla terza media, mentre continueranno con la Dad i 252.012 studenti delle superiori che torneranno invece fisicamente sui banchi dal 7 gennaio, ovvero dopo le vacanze di Pasqua. «In pratica – spiega l’assessore regionale alla Scuola Claudio Di Berardino presentando l’ordinanza di riapertura – le attività torneranno a essere organizzate come lo erano prima dell’ingresso detta zona rossa». Poi dal 7 anche le superiori ripartiranno a metà, con una presenza in classe che deve essere compresa tra il 50 e il 75 per cento. In realtà, su queste mini-ripresa non tutti sono d’accordo. Ci sono casi di comuni della provincia, da Rieti a Frosinone, che hanno deciso di non riaprire prima del 7. Una facoltà che resta in capo ai sindaci, come chiarisce anche la Regione, ma nei fatti molto contestata dai genitori che, sulla rete, denunciano disparità di trattamento per i ragazzi.

Parchi pieni di gente e lungomare romano affollatissimo. Nonostante la zona rossa. In molti ieri, complice il bel tempo, si sono concessi picnic (vietati) e passeggiate. Pochi controlli in città e numerose violazioni delle norme anti Covid tra mascherine abbassate e assembramenti. Intanto la curva epidemiologica non cala e i contagi nel Lazio restano alti: ieri altri 1.836 nuovi casi, 917 nella Capitale. Sul fronte vaccini, continua la campagna messa in piedi dalla Regione: sono in arrivo altre 543mila dosi di AstraZeneca e Pfizer ma le consegne sono ancora troppo basse per mettere veramente in moto la macchina delle vaccinazioni. E con questi numeri non si riesce ad arrivare nemmeno a fine aprile.

Mai così piene. Le terapie intensive del Lazio non hanno mai raggiunto nel corso della prima o della seconda ondata dell’epidemia, numeri come quelli comunicati ieri: 370 ricoverati. Il massimo si era raggiunto il 3 dicembre, con 364 posti occupati, e scene dell’altro mondo fuori dai pronto soccorso: perché il problema, allora, era anche il numero dei ricoverati in terapia ordinaria.

Ieri su quasi 15 mila tamponi nel Lazio (-159) e oltre 15 mila antigenici per un totale di oltre 30 mila test, si registrano 1,836 casi positivi (+11), 14 i decessi (-1) e +677 i guariti. «Diminuiscono i decessi, mentre aumentano i casi, i ricoveri e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 12 per cento, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale è al 6%. I casi a Roma città sono a quota 900. Verso la soglia di 1 milione di dosi somministrate». Lo ha affermato l’assessore alla Sanità e integrazione sociosanitaria del Lazio Alessio D’Amato sul portale Salute Lazio al termine della video conferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere, Policlinici universitari e l’ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Se quella tra Pd e M5S sarà davvero “un’avventura affascinante”, come l’ha definita il segretario dem Enrico Letta, si vedrà innanzitutto al tavolo giallorosa sulle Comunali, dove Roma rappresenta la grana principale. E Francesco Silvestri, tesoriere del M5S alla Camera, romano, conosce molto bene il tema: “Trovare õð accordo i dem per il secondo turno è possibile, come tutte le cose intelligenti. Ma su Roma il Pd dovrebbe valutare l’appoggio a Virginia Raggi e abbandonare certi toni”. Per Letta, “a Roma Raggi può essere la pietra d’inciampo per l’alleanza con il M5S”.

Fare presto, non dare l’impressione dello stallo e delle discussioni auto referenzia li, dimostrare che il nuovo Pd decide, come ha fatto sui capogruppo in Parlamento – avanti le donne – e come intende fare con le candidature per le Comunali di ottobre. Ecco che cosa c’è dietro il tweet del segretario Enrico Letta. Quello che rilancia l’intervista di Roberto Gualtieri al Messaggero, con la quale un autorevole esponente del Pd, ex ministro e parlamentare romano, manifesta tutto il suo impegno per il rilancio di Roma parlando non di candidature ma di investimenti e di progetti. E facendo capire che Roma merita da subito di essere presa in grande considerazione e il Pd, a detta di Gualtieri, è il partito giusto per farlo. In somma l’intervista al Messaggero sta smuovendo le acque. E il fatto che Letta l’abbia ritwittata è la riprova che il segretario crede nella candidatura Gualtieri, anche se non è ufficiale e non è stata ufficializzata dall’ex ministro. 

In risposta al «faremo le primarie» dì Enrico Letta arriva la frenata delle candidate del Pd e proprio come l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, rallentano la loro corsa al Campidoglio. La senatrice Monica Cirinnà e la presidente del I municipio Sabrina Alfonsi si erano dette disponibili a partecipare alle primarie già mesi fa ma ora, con ¡I nuovo segretario dem, regole ed equilibri sono da ristabilire per cui la parola d’ordine è diventata «niente fughe in avanti». 

II presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, non correrà come candidato sindaco di Roma alle elezioni amministrative del prossimo autunno. «Devo finire il mio mandato – ha spiegato intervenendo alla trasmissione “Mezz’ora in più” su Rai3 – devo onorare questo impegno. Credo che sia importante quello che sta facendo il parlamento». Poi è intervenuto sul problema della difficoltà di approvvigionamento di vaccini nella UE: «Quando l’Europa ha poteri e se li prende la risposta è efficace ed efficiente, E stato così sulla risposta economica, non sui vaccini dove non ha poteri, ha svolto un ruolo di supplenza. Sui contratti il Parlamento europeo ha chiesto maggiore trasparenza. Forse i contratti non sono sbagliati, è sbagliato il fatto che l’approvvigionamento hanno dovuto fare gli Stati ognuno per sé».

Si è interrotto ieri sera il silenzio della Regione sul rischio, reale più che mai, di ima nuova emergenza rifiuti nella Capitale. Con una nota di poche righe infatti, si è dato l’annuncio di una riunione tecnica convocata per domani. Il Campidoglio ne approfitta: se due giorni fa il terzo assessore all’Ambiente della Giunta Raggi, l’attivista grillina Katia Ziantoni, rilanciava la richiesta di rivedere il Piano Rifiuti regionale, ieri la Ziantoni ha fatto direttamente appello alla Regione. In vista della prossima catastrofe romana dei rifiuti, «abbiamo chiesto alla Regione Lazio di intervenire prontamente per trovare una soluzione ai problemi di smaltimento ed evitare una crisi a livello regionale». Già, perché dal 1 aprile chiuderà la discarica di Rocca Secca che accoglie quotidianamente 850 tonnellate di rifiuti romani fra quelle provenienti dai centri Ama, quelli da Malagrotta e quelli che Roma porta alla Saf di Frosinone e da questa finiscono, appunto, a Rocca Secca.

Sold out nei parchi e ville storiche, folle sul lungomare da Ostia a Fregene e Fiumicino: migliaia di persone in giro nel primo week end di primavera in piena zona rossa. Imponente il dispiegamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine: quasi cento solo le sanzioni elevate dalla polizia locale di Roma Capitale per il mancato rispetto delle norme. Festa in un B&B a Monti, con ragazzi arrivati da altre regioni: tutti multati. Sulla Casilina chiuso locale.

So di giocarmi su questa partita l’osso del collo», ha detto Enrico Letta parlando della sfida per Roma. Una cosa pare chiara al neo segretario dem: o il Pd riparte da Roma oppure non riparte. Non solo perché qui, 5 anni fa, si è consumato lo strappo principale tra partito ed elettori (vedi alla voce “Ignazio Marino”) aprendo la strada ai 5 Stelle. Ma anche perché è nel ventre molle della capitale che il Pd ha perso la sua strada, restando imbrigliato tra le maglie del Mondo di mezzo senza riuscire veramente a uscirne rinnovato come la portata dello scandalo avrebbe richiesto. Rinnovato principalmente nella sua classe dirigente che in parte ha cambiato i connotati ma non alcune pessime abitudini della politica romana, da sempre troppo vicina ai centri di potere. Lo testimonia la brutta vicenda della “Concorsopoli” del consiglio regionale che richiama alla mente i tristi giorni del 2012, quando lo scandalo Fiorito travolse la giunta Polverini, e sollecita una questione morale non più l’inviabile.

II ramoscello d’ulivo imbustato nella plastica per la liturgia della Domenica delle Palme che prevede la benedizione di rametti di palma e di ulivo, simbolo di pace e un chiaro riferimento alla figura stessa di Gesù, che attraverso il suo sacrificio diventa strumento di salvezza per l’umanità. Numero contingentato di fedeli nella basilica vaticana e niente processione con gli ulivi. Nei prossimi giorni ci saranno ancora restrizioni per le celebrazioni del Papa senza alcuni degli eventi, dalla Via Crucis al Colosseo alla lavanda dei piedi, che caratterizzano la settimana più importante per i cattolici.