Cisl Lazio: Presentazione della quindicesima edizione dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni

Cisl Lazio: Presentazione della quindicesima edizione dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni

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Roma 31 marzo 2021 – E’ stata presentata oggi, dalla Cisl Unione Sindacale Regionale Lazio, la quindicesima edizione dell’Osservatorio Romano sulle #Migrazioni, a cura del Centro Studi e Ricerche IDOs con il sostegno dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”.
Lo studio che aggiorna e approfondisce il panorama migratorio nella nostra Regione, la conferma una delle aree a più elevata presenza di immigrati in Italia, oltre che tra le più interessanti per le dinamiche sociali generate nei singoli territori.
Durante la presentazione che si è svolta in videoconferenza, il dibattito ha dato spazio alle voci dei singoli territori attraverso le testimonianze dei segretari generali delle Ust Cisl che hanno evidenziato peculiarità e dinamiche.
Gli stranieri nel #Lazio sono oltre 680mila, il 13,2% del totale nazionale. Roma e la sua area metropolitana contano 556.826 presenze (81,5% totale regionale) di cui solo nella Capitale ci sono 382.635 immigrati.
Dopo #Roma, segue Latina con 54.633 residenti stranieri, Viterbo (31.876), Frosinone (26.464), Rieti (13.610).
Praticamente nelle quattro province laziali, escludendo Roma, vive un numero di immigrati vicino a quello del Comune di Torino.
Il quadro che emerge dal XV Rapporto IDOS evidenzia il permanere di differenze profonde di opportunità fra italiani e immigrati. La crisi innescata dalla pandemia ha indebolito le condizioni di vita/lavoro esponendo gli immigrati a ulteriori fragilità. Il reddito medio annuo dei lavoratori dipendenti stranieri è mediamente la metà di quello degli italiani (11.714 euro contro 24.965 euro), e sono anche più esposti a infortuni e incidenti sul lavoro.
Non a caso, la presidente dell’Anolf Lazio, Ewa Blasik, ha sottolineato quanto siamo ancora immersi ancora della drammaticità dell’emergenza sanitaria, economica e sociale, in un contesto complicato che ha ulteriormente compromesso i fragili equilibri delle economie dei lavoratori immigrati.
Dal canto suo,  ha evidenziato come i dati presentati da IDOS confermino che la presenza degli immigrati in regione sia in linea e nella media italiana.
“Se però, per molto tempo, abbiamo pensato all’immigrazione come ad un fenomeno episodico e momentaneo, dobbiamo prendere atto che è un fenomeno strutturale permanente con cui dobbiamo confrontarci continuamente. Se non riusciamo a rappresentare adeguatamente i nuovi bisogni che questo contesto richiede, rischiamo di non riuscire a dare tutele a questi mondi così vitali ma troppo spesso invisibili. Come diceva Papa Francesco – ha concluso Coppotelli – peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla e di non cogliere l’occasione di trasformarla in rigenerazione e in opportunità”.