Lavoro: sindacati su azienda Blasetti, si intervenga subito per evitare ennesima crisi

Lavoro: sindacati su azienda Blasetti, si intervenga subito per evitare ennesima crisi

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Roma, 14 maggio 2021 – (Agenzia Nova) – Sulla vicenda della società Blasetti si intervenga subito per evitare ennesima crisi. Lo dichiara in una nota Cgil, Cisl e Uil Lazio e le rispettive categorie del settore (Slc, Fistel, UilCom) che hanno incontrato oggi in Regione Lazio l’assessore al lavoro Claudio Di Berardino e la presidente della commissione attività produttive Marietta Tidei, per fare il punto della situazione, chiedere “un tavolo congiunto con Blasetti e Poste, garanzie per i lavoratori e di intercedere presso il Governo affinché intervenga al più presto”. “Ancora una gara al massimo ribasso. Ancora una gara che penalizza le aziende italiane e regionali a vantaggio di quelle estere – spiegano i sindacati -. È quanto sta accadendo alla Blasetti Spa, ditta specializzata nella produzione di buste, cartotecnica e quaderni, con sede a Pomezia e circa 200 dipendenti diretti e altrettanto indiretti. Dopo decenni di collaborazione con Poste Italiane cui ha fornito milioni di buste da corrispondenza, da oggi sarà fuori gioco a causa di prezzi talmente ribassati nella gara d’appalto che hanno di fatto messo fuori mercato le imprese che producono in Italia, nel rispetto della contrattazione collettiva, della sicurezza per i lavoratori e delle norme fiscali ed ambientali”.

“La gara è stata aggiudicata al momento da un’azienda spagnola che lavora in Romania – continuano i sindacati – poiché né la storica Blasetti né la friulana Pigna sono riuscite a reggere il massimo ribasso richiesto da Poste Italiane che, ricordiamo, è un’azienda pubblica e pertanto dovrebbe essere più incline alla responsabilità sociale e alla salvaguardia delle competenze nazionali. A ciò si aggiunge la delicata situazione del Lazio che negli ultimi anni ha perso centinaia di aziende, che hanno trasferito spesso la propria sede nel nord Italia o addirittura all’estero. Ciò significa disperdere il nostro patrimonio, azzerare anche in un momento di crisi la competenza e la continuità delle aziende locali e nazionali. Il tutto mentre il premier Draghi continua a ripetere di valorizzare il Made in Italy e favorire vacanze e prodotti italiani. Ci auguriamo che i ministri competenti possano intervenire al più presto ed evitare questa costante dispersione di patrimonio, professionalità e lavoro”.