Carceri: Cisl Lazio, situazione drammatica, mancano 600 unità di polizia penitenziaria

Carceri: Cisl Lazio, situazione drammatica, mancano 600 unità di polizia penitenziaria

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Roma, 24 giugno 2021  – (Agenzia Nova) – Nelle carceri della Regione Lazio situazione drammatica: mancano almeno 600 unità di polizia penitenziaria. Lo sostengono in una nota la Cisl Lazio e la Fns Cisl Lazio. Per la Cisl e la Fns Cisl, “occorre maggiore attenzione da parte del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria in fase di assegnazione del 178° corso allievi agenti, mentre, dall’altra parte occorre che il Ministero si adoperi affinché siano programmate più assunzioni, con un aumento dell’organico di polizia penitenziaria, perché quelle previste non sono sufficienti ne a sanare il personale andato in pensione ne ad assicurare una regolare fruizione dei diritti delle lavoratrici e lavoratori della Polizia Penitenziaria. Per quanto riguarda le residenze di esecuzione delle misure di sicurezza (le Rems), dove sono stati trasferiti i detenuti che soffrono di malattie psichiatriche, rimangono aperte – aggiunge il sindacato – tutte le problematiche legate alla gestione di quei detenuti che secondo il regolamento Rems e l’accordo del 2015 che prevede il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, alcune competenze su tali malati sono ancora in capo all’amministrazione penitenziaria”.

I segretari generali Cisl Lazio Enrico Coppotelli e della Fns Cisl Lazio Massimo Costantino, rimangono convinti “che serve sostenere l’esigenza di adeguamento delle norme di legge che – ad oggi – sono quelle che causano le maggior criticità gestionali nei penitenziari. Inoltre la gestione post riforma degli Opg con le sue norme inadeguate ha portato l’Amministrazione Penitenziaria a dover aprire tante micro strutture interne alle carceri per poter gestire i detenuti con disturbi psichiatrici. La riforma ha inteso affermare l’inconciliabilità della gestione di quei soggetti così problematici in ambito penitenziario, destinando così la precedente utenza degli ex Opg nelle nuove Rems – dichiarano i sindacalisti -. Le Rems, preposte ad ospitare dal 2015 gli autori di reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi provenienti dagli ospedali psichiatrici giudiziari e dalle case di cura e custodia, sono di esclusiva competenza sanitaria, poiché di pertinenza del Dipartimento di Salute Mentale delle Asl di competenza. Purtroppo queste ultime non hanno retto il peso dei numerosi casi da gestire, anche perché insufficienti negli spazi, nelle capienze numeriche, nelle dotazioni di tutte quelle professionalità specialistiche che occorrerebbero”.

“Siamo comunque scettici – continuano i sindacalisti – circa il fatto che sono ripresi i tavoli di lavoro con Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e un altro sulla sanità penitenziaria presso la Conferenza Stato regioni. Poiché restano le aggressioni al personale di polizia penitenziaria da parte di detenuti psichiatrici, il problema delle Rems non riguarda l’amministrazione penitenziaria e tantomeno il personale dato che le competenze sono esclusivamente delle Asl. Occorre certamente modificare la legge sulle Rems perché, cosi come scritta non va bene e perché a rischiare sono il personale di Polizia Penitenziaria e i dirigenti. Per noi tali detenuti non devono stare in carcere ma in strutture ospedaliere idonee-non vigilati dalla penitenziaria. E qui che politica e Asl sono assenti. Occorre Implementare i posti nelle Rems e questa competenza è esclusiva, nel nostro caso, della Regione Lazio”, concludono i sindacalisti.