Nell’edizione odierna di Avvenire Roma Sette intervista al Segretario Generale della CISL Lazio, Enrico Coppotelli, sui dati Bankitalia nel Territorio Regionale e sulle proposte della CISL nel Lazio.

Nell’edizione odierna di Avvenire Roma Sette intervista al Segretario Generale della CISL Lazio, Enrico Coppotelli, sui dati Bankitalia nel Territorio Regionale e sulle proposte della CISL nel Lazio.

Share

di Costantino Coros

Avvenire Roma Sette – 27 giugno 2021 – II rapporto della Banca d’Italia sull’economia del Lazio, presentato qualche giorno fa, ha certificato una caduta del Pii pari à11’8,4% nei 2020. Un dato in linea con la inedia nazionale. L’impatto della crisi pandemica sulle imprese è slato profondo e diffuso tra tutti i settori, [e aziende però, per il 2021, si attendono una fone ripresa, meno diffusa tuttavia tra quelle del terziario. Guardando all’occupazione, il calo è stato più pronunciato nei servizi, soprattutto nel comparto degli alberghi e della ristorazione, e interessato in misura maggiore i lavoratori più giovani e le donne.Il peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro ha scoraggiato la ricerca di un’occupazione; si è pertanto ridotto il numero di persone in cerca di una posizione lavorativa. Sul fronte sindacale Enrico Coppotelli, Segretario generale Cisl Lazio, sottolinea che: «Per ridare fiducia alle persone è necessario che la ripresa sia duplice ovvero, sia dal lato economico che da quello dei mercato del lavoro , dati di Bankitalia, nel Lazio, ci impongono maggiore determinazione sui fattori di crescita dell’economia regionale con un deciso rilancio degli investimenti sia pubblici che privati, il sostegno dell’occupazione, la digitalizzazione delle imprese e soprattutto della pubblica amministrazione*. Secondo Coppotelli: « In questa fase di timida ripartenza, sarebbe impensabile non prorogare il blocco dei licenziamenti in quanto siamo certi che nonostante gli investimenti messi in campo da parte della Regione e dal Governo con ristori e sostegni, l’effetto potrebbe essere perlopiù vano se non associato a misure reali di protezione sociale, il rischio di una ulteriore fase di vera emergenza è dietro l’angolo, infatti nel Lazio continuano a persistere ed a coesistere alcune debolezze croniche, presenti nel sistema produttivo regionale, che colpiscono sia le grandi aziende più strutturate, ma in grandissima parte le piccole e piccolissime imprese. Non bisogna inoltre dimenticare che: tema centrale e reale è che la pandemia ha accentuato una crisi che era già in atto da tempo, colpendo un sistema economico già fortemente debilitato. Una situazione altalenante che ha contratto i consumi e gli investimenti, generando veri e propri drammi occupazionali dei quali quotidianamente ne vediamo gli effetti». Oggi però, c’è l’opportunità del Pnrr che non si deve perdere. » Quelle risorse significano rigenerazione urbana, investimenti, posti di lavoro, rilando economico di tutti i settori a partire da quello edilizio. Se riusciamo a cogliere queste opportunità, il Lazio può ambire a rigenerare il suo sistema ma soprattutto a risolvere quelle ataviche problematiche che ne hanno condizionato negativamente il suo sviluppo almeno negli ultimi anni», ha concluso il segretario Cisl.