Coppotelli(CISL Lazio): Un Primo Maggio che viene vissuto con preoccupazione per la crisi dei redditi e la disoccupazione registrate nel Lazio

Coppotelli(CISL Lazio): Un Primo Maggio che viene vissuto con preoccupazione per la crisi dei redditi e la disoccupazione registrate nel Lazio

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Avvenire Lazio Sette 1 maggio 2022 – (di Igor Traboni) Una festa del lavoro con un lavoro che nel Lazio viene sempre meno: si potrebbe riassumere amaramente così il dato ultimo della disoccupazione regionale, con il numero dei senza lavoro tornato ai livelli pre-pandemia. L’analisi, supportata da vari dati raccolti, analizzati, selezionati e confrontati, arriva dalla Cisl regionale ed evidenziano innanzitutto un forte e preoccupante incremento tra chi si affaccia per la prima volta sul mercato del lavoro (disoccupati senza esperienza) e tra chi torna a cercare attivamente una occupazione (ex inattivi). Desta preoccupazione anche il numero di persone che non cercano lavoro, e comunque disponibili a lavorare se fosse concessa loro un’occupazione, passato da 232.339 unità a 300.822, con un aumento quindi di quasi 70mila unità e del 2,7 in percentuale. Se il tasso di disoccupazione nel Lazio è complessivamente sceso dal 9,9% al 9, 1 %, quest’ultimo dato non deve trarre in inganno e far tirare un sospiro di sollievo, come visto fin qui, anche per la scarsa omogeneità dello stesso nelle cinque province del Lazio: è più alto a Frosinone (11,3%) e Latina ( 11,4%) rispetto a Rieti ( 6,8% ), Roma (8, 7%) e Viterbo (8,9%). E con la sola eccezione di Roma, dove il tasso di disoccupazione maschile e femminile è pressoché uguale, in tutte le altre province il tasso per le donne è più elevato rispetto agli uomini. Latina: 15,3% per le donne. Frosinone: 14, 1 % per le donne. Anche da questo punto di vista il Lazio si conferma come una sorta di territorio di frontiera, con tre zone distinte nella stessa regione: Roma, l’Alto Lazio e la zona Sud, quest’ultima forse più vicina alle problematiche del Meridione. L’ultima classifica de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita è chiara: Roma al 13° posto in Italia (guadagna 19 posizioni), Rieti al 75 °, Viterbo al 78 °, Frosinone all’82 ° e Latina ancora più in basso all’83 °. Ma rispetto a questo quadro, già a tinte fosche, c’è anche dell’altro, come evidenzia il segretario regionale della Cisl Enrico Coppotelli: «La progressiva scomparsa del ceto medio, i morti e gli infortuni sul lavoro che ci rimandano al tema della sicurezza e dei diritti, salari sempre più bassi e occupazione precaria che rappresentano un quadro a tinte ancora fosche nonostante le stime di crescita. E poi tutto il resto: dal sommerso al caporalato, dal gap di genere allo sfruttamento dei più deboli. Un primo maggio di profonda riflessione per una Festa del Lavoro che deve proiettarci verso il domani tra rivendicazioni, una nuova partecipazione e la presa di coscienza che molto abbiamo fatto e d1e molto però resta da fare. Per questo dobbiamo “Esserci per cambiare”, come abbiamo detto al nostro congresso regionale. Le continue crisi di questi anni hanno profondamente compromesso l’istruzione, la formazione e l’occupazione dei giovani, rendendo ancora più difficile il loro ingresso nel mondo del lavoro. Ma le crisi hanno anche minato i redditi e le certezze delle famiglie», conclude Coppotelli.