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CGIL CISL E UIL: IL 9 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA CONTRO LA MANOVRA DEL GOVERNO

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Roma, 16 gennaio 2019 – “Abbiamo il dovere di ascoltare il grido di sofferenza del nostro mondo. Lavoratori e pensionati ci hanno chiesto di chiarire al governo la nostra posizione. E di farlo con la massima forza e determinazione”. E’ quanto sottolinea la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, sulla grande manifestazione nazionale di Cgil, Cisl, Uil che si terrà il 9 febbraio a Roma “per sostenere -come si legge in una nota congiunta- le proposte unitarie contenute nella piattaforma sottoposta ai lavoratori, per cambiare le scelte dell’Esecutivo e per aprire un confronto serio e di merito”.

“Per noi -prosegue Furlan- il tema della crescita e dunque quello del lavoro sono la vera priorità. Il Governo ha fatto delle scelte che non condividiamo e che vogliamo cambiare. Per questo scenderemo in piazza il 9 febbraio con una grande manifestazione unitaria. Non si è voluto aprire un confronto serio su tanti provvedimenti sociali ed economici che riguardano la vita di milioni di lavoratori e pensionati e questo è stato un errore. Ecco il perché di questa grande mobilitazione: per provare a scuotere il governo e per far cambiare la linea sui temi importanti delle infrastrutture, delle opere pubbliche, della rivalutazione delle pensioni, del fisco, dei contratti del Pubblico Impiego, delle politiche per lo sviluppo”.

Cgil Cisl Uil hanno quindi espresso  una valutazione positiva del percorso di mobilitazione svoltosi negli scorsi mesi a sostegno della piattaforma unitaria. “Il consenso delle decine di migliaia di lavoratori, pensionati e giovani alle proposte di Cgil, Cisl, Uil, emerso in occasione delle centinaia di assemblee organizzate su tutto il territorio nazionale, – spiegano ancora nel comunicato unitario – è stato pressoché unanime ed ha rappresentato un primo importante momento di confronto e discussione delle proposte sindacali con i lavoratori e i pensionati italiani sul documento consegnato nello scorso mese di dicembre al Presidente del Consiglio che si era impegnato a dare continuità al confronto, mai avvenuto, su alcuni capitoli indicati dal Sindacato”.
“La legge di bilancio, appena approvata, – sottolineano – ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili che non hanno trovato riscontro nella legge di stabilità avanzata dal Governo” concludono.

LAVORO: TERRINONI (CISL LAZIO), PASSO AVANTI CONTRO CAPORALATO IN AGRICOLTURA, FIRMATO A LATINA PROTOCOLLO INTESA CON REGIONE

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Roma, 08 gen 2018 – (Agenzia Nova) – “Oggi segniamo un passo avanti significativo, nella nostra regione, per la lotta e il contrasto del fenomeno del caporalato, del lavoro nero e dello sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori nell’agricoltura. Presso la sede della Prefettura di Latina, infatti, abbiamo firmato questo pomeriggio, congiuntamente con Cgil e Uil, un Protocollo d’intesa tra Regione Lazio e Parti sociali ‘Per un lavoro di qualità in agricoltura’, che dà vita ad un nuovo Piano d’intervento regionale in continuità con la legge 199 del 29 ottobre 2016 sul contrasto al caporalato”. Così in una nota Paolo Terrinoni, segretario generale della Cisl del Lazio.
“Un protocollo importante perché nella nostra Regione – sottolinea Terrinoni – il settore agricolo, con oltre 44mila imprese, 43.352 dipendenti e 24.851 lavoratori autonomi, è una voce importante per l’economia del territorio. Ma il lavoro regolare rappresenta una realtà parziale, visto che, secondo il 4° Rapporto Agromafie e Caporalato, sarebbero almeno 40mila i lavoratori irregolari in agricoltura nel Lazio sottoposti a turni di lavoro massacranti, paghe da fame e condizioni di vita insostenibili. Per contrastare questo fenomeno di sfruttamento odioso il Protocollo d’intesa, che si è avvalso anche del contributo della Fai Cisl del Lazio, avvierà una prima sperimentazione sul territorio di Latina, in sinergia con l’articolazione della Rete del lavoro agricolo di qualità costituita presso l’Inps. Un gruppo di coordinamento composto da Regione Lazio e Parti sociali avrà il compito di governare e monitorare le misure messe in campo. In primo luogo l’attivazione di sportelli dedicati al collocamento in agricoltura e liste di prenotazione presso i CPI designati, liste di prenotazione nelle quali le imprese agricole, con il supporto degli enti bilaterali, verranno incentivate ad attingere i lavoratori stagionali. Queste liste di disponibilità verranno fatte confluire in una nuova piattaforma informatica per favorire al massimo l’incrocio tra domanda e offerta. Istituita anche una rete di agevolazioni per supportare il lavoratore agricolo in ogni fase della vita: dalle convenzioni con aziende del trasporto pubblico locale per favorire una mobilità più sicura al sostegno economico per garantire alloggi dignitosi. Previsti interventi formativi in tema di salute e sicurezza, attività di mediazione culturale per favorire l’integrazione degli immigrati e campagne informative per promuovere le opportunità offerte dall’inserimento dei lavoratori nelle liste di prenotazione. Abbiamo infine concordato sulla necessità di predisporre una legge regionale ad hoc che, in continuità con la legge nazionale, introduca disposizioni ulteriori per la diffusione del lavoro di qualità in agricoltura e il contrasto del caporalato e il lavoro nero”.

SINTESI DELLE PRINCIPALI NOTIZIE DI OGGI

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Settecento posti di lavoro a rischio, salari in bilico e accordi disattesi. È ora di cambiare passo, il Policlinico va rilanciato dopo anni di errori gestionali. Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio denunciano la situazione insostenibile, dettata da scelte manageriali che stanno mettendo in crisi l’organizzazione della più grande azienda sanitaria del Paese. 

Dopo l’allarme dei presidi per le montagne di rifiuti non raccolti davanti alle scuole, arriva quello dell’ordine dei medici di Roma e del Lazio, con una lettera indirizzata alla sindaca Virginia Raggi, al ministro della Salute Giulia Grillo e al ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Siamo preoccupati. Questa condizione rischia di creare un grave problema di sanità pubblica. 

All’emergenza sanitaria, al decoro e al crollo degli affari pensano anche i ristoratori della capitale, visto che a scatenare l’assalto di insetti, scarafaggi, gabbiani e topi ci vuole poco. Claudio Pica, presidente di Siepet Confesercenti Roma, lancia l’allarme: Oltre ai problemi strutturalmente congeniti, in questi giorni siamo vittima di modalità di raccolta con ritardi dalle 24 alle 48 ore. Gli effetti di questi ritardi sono disastrasi sia per quanto riguarda il decoro del locale che per quanto riguarda gli incassi. 

finisce con un nulla di fatto il confronto di ieri tra i sindacati confederali e l’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari. Delusi Cgil, Cisl, Uil: nessun dato sulle quantità di immondizia rimaste in strada tra Natale e Capodanno, nessuna notizia sui tempi di bonifica dell’area del Tmb Salario. 

Intanto ieri è iniziato l’utilizzo del sito Ama di Ponte Malnome, nella Valle Galería, come centro di stoccaggio dei rifiuti indifferenziati: 300 tonnellate al giorno per sei mesi al massimo è l’impegno del Campidoglio e di Ama. Nell’area arriveranno ogni giorno 25 compattatori di spazzatura, che verrà poi trasferita su 12 tir diretti ad altre destinazioni per il trattamento. 

La relazione cautelativa dell’ad di Ama Lorenzo Bagnacani per il 2019 prevede l’aumento del 3% dei rifiuti indifferenziati e l’incremento delle tariffe per smaltire le 500 tonnellate di pattume conferite ai privati dopo il rogo del Tmb Salario. Intanto le spese extra del 2018 di Ama per emergenze e pulizie provocheranno un aumento Tari del 5%. 

Intanto dopo la chiusura delle festività di Natale le strade della capitale sono ancora piene di montagne di sacchi abbandonati fuori dai cassonetti, con extra- costi di Ama per straordinari, emergenze e nuovi conferimenti di circa otto milioni in un mese. La raccolta, andata in tilt dopo il rogo al Tmb (Trattamento meccanico biologico) Salario dello scorso dicembre che smaltiva un quarto dei rifiuti indifferenziati dei romani, circa 500 tonnellate al giorno, è diventata critica (anche) a causa della chiusura del piazzale dove tir e compattatori trasferivano altre 300 tonnellate di pattume in altri Tmb fuori regione. 

Non c’è solo il mancato ritiro dei rifiuti. Ama non prende più in carico le richieste di intervento per la pulizia dopo gli incidenti stradali. Con un inevitabile effetto a catena: se l’asfalto non viene ripulito dai detriti delle auto incidentate, la viabilità non può essere ripristinata. 

Pronto il dossier rifiuti che la sindaca di Roma Virginia Raggi presenterà alla procura. Nel documento, ai dati sui cassonetti bruciati, ai bilanci lacunosi, e alle prolungate assenze sospette si sono aggiunte le denunce dei romani che hanno inviato segnalazioni molto precise con indirizzo e orari sul mancato passaggio dei mezzi Ama e sugli spazzini pizzicati in servizio con tuta e furgoncino al seguito ma che stazionavano al bar.  

Nel dossier la prima cittadina vuole inserire anche i due anni di dialettica, molto difficile, intavolata con la Regione Lazio sulla gestione dei rifiuti. Ma è l’azienda municipalizzata il vero cuore del report di Raggi. Come scrive in modo lampante il collegio dei sindaci dell’Ama i problemi più allarmanti sono l’intera struttura organizzativa e il sistema dei controlli interni che fa acqua da tutte le parti. Come sintetizza uno dei legali che sta lavorando ai dati: E semplice, chi dovrebbe controllare non controlla. 

Senza inceneritore si perdono 300 milioni L’emergenza rifiuti, dice Filippo Tortoriello, presidente di Unindustria, rischia di affossare l’attrattività economica di Roma. E se un territorio non è competitivo, le aziende vanno via, investono da un’altra parte. Le foto dei mucchi di pattume in strada, i topi nelle aule col rischio – sventato all’ultimo – che le scuole chiudessero per monnezza, hanno fatto il giro del mondo. Un danno d’immagine gigantesco, prima ancora che ne scrivesse il New York Times, ragiona, fortemente preoccupato, il leader degli industriali del Lazio. Qui o la questione viene affrontata in modo laico, senza lenti ideologiche, oppure non se ne esce. Ma finora ho visto solo tanta ideologia, da parte di chi governa la città. A cominciare dal no agli inceneritori, parola tabù nel dizionario grillino. 

Il discorso è questo: fino al 2013 la strategia era folle, ma comoda per chi governava. Si caricavano i rifiuti e si portavano a Malagrotta. Ma ora la discarica ha chiuso da più di cinque anni e non si è mai nemmeno pensato a una vera alternativa. Non è solo colpa di questa giunta, sia chiaro, ma in due anni e mezzo non si è visto un progetto, non c’è una strategia, un’idea. Il nulla. E la città ne paga lo scotto, a partire dalle imprese. Conclude Tortoriello. 

Abbiamo avuto paura, ci hanno accerchiato, non potevamo fuggire. Così Federico Marconi, giovanissimo giornalista de L’Espresso racconta l’aggressione neofascista della quale è stato vittima insieme al fotografo Paolo Marchetti. Sono stati attimi di terrore per i due colleghi che ieri, giorno della commemorazione di Acca Larentia, sono andati al cimitero del Verano di Roma. 

Poche ore e il tribunale fallimentare di Roma dichiarerà ufficialmente lo “stop al televoto”. Ma nell’ultimo giorno riconosciuto ai creditori di Atac per esprimere un sì o un no al concordato preventivo elaborato dal management dell’azienda, in pochi hanno calcolato quanto costerà alle imprese salvare l’elefante del trasporto locale, la più grande municipalizzata italiana della mobilità urbana. Perché il sì dei creditori, che a una manciata di minuti dal termine indicato dal tribunale in molti danno ormai per scontato, costerà alle imprese rimaste incagliate nelle disavventure della municipalizzata romana oltre 800 milioni di euro. Nell’ultimo giorno disponibile per dare il proprio parere sull’ipotesi di rilancio aziendale avallata dal tribunale fallimentare di Roma, le imprese creditrici stanno infatti cercando di capire cosa significherà svalutare il 60% dei crediti dai propri bilanci. 

Mentre in Campidoglio e ai piani alti di Atac spuntano le risposte dei creditori per capire se il concordato preventivo andrà finalmente in porto, i competitor della più grande azienda italiana di trasporto locale si riorganizzano alla ricerca di accordi strategici che possano tornare utili per conquistare le armate decisive nel risiko della mobilità romana: un affare da oltre un miliardo di euro all’anno. 

I cinque maggiori player privati, quelli che già oggi gestiscono parte della rete ferroviaria locale e una quota significativa del trasporto su gomma, stanno dialogando per dar vita a una sorta di joint venture facendosi trovare pronti per quando il servizio, oggi affidato ad Atac, sarà messo a gara. Alla guida della compagine degli imprenditori c’è Rossi Bus, la grande azienda attiva dal 1950 e oggi impegnata nel fornire servizi di trasporto a diversi comuni del Lazio, oltre al trasporto scolastico per quello di Roma. 

Dalla presidenza delI’istituto superiore di sanità a consigliere della Regione Lazio: nuovo incarico per Walter Ricciardi, chiamato direttamente dal presidente Nicola Zingarettì quale nuovo consigliere alla Ricerca e all’Innovazione. L’annuncio è arrivato dal profilo Twitter dello stesso Zingaretti: Sono onorato – ha scritto il presidente della Regione – che un grande medico e protagonista della scienza italiana metta a disposizione, a titolo gratuito, la propria esperienza e competenza per la nostra comunità. Il professor Ricciardi ha ricoperto l’incarico di presidente dell’ISS fino allo scorso dicembre, quando ha presentato al ministro della Salute Giulia Grillo le sue dimissioni, in polemica con il governo. 

Una alla volta le Regioni a guida centrosinistra passano all’attacco sul decreto sicurezza. Umbria, Toscana ed Emilia Romagna ieri hanno deliberato il ricorso alla Consulta: la norma sarà impugnata per sospetta incostituzionalità. Anche la Sardegna è pronta a compiere lo stesso passo: nelle prossime ore porterà in giunta la proposta. Piemonte, Lazio, Basilicata e Calabria sono al lavoro. Con il Lazio che si sta orientando su una linea prudente ovvero quella di varare il ricorso solo su solide base giuridiche mentre nel frattempo viene mantenuta l’assistenza sanitaria ai migranti e vengono stanziati nuovi fondi per consentire ai Comuni di mantenere il sostegno ai profughi via Sprar (Servizio per i richiedenti asilo). 

Uno scatto di reni di un’Italia che vuole reagire alle ruspe: questo chiede Nicola Zingaretti ai delusi del governo gialloverde. Il governatore del Lazio scende in campo per la segreteria del Pd con 570 comitati e una maxi piattaforma che vuole essere un’alternativa dem a Rousseau: una grande rete di attivisti digitali che però, assicura, avrà una struttura democratica e non verticistica. Annuncia una grande adunata giovanile, il 26 e 27 febbraio, a Bologna e tre appuntamenti nazionali, a Firenze (sulla scienza, la ricerca e la sanità), a Milano (sulla sostenibilità ambientale) e a Napoli (sul tema del lavoro). 

A breve non avranno più le disponibilità per pagare le bollette e per garantire i riscaldamenti. Molti educatori per di più – che da mesi non ricevono gli stipendi – sono pronti a licenziarsi. È crisi nera per gli asili convenzionati di Roma Capitale a cui il Campidoglio da mesi non versa i contributi dovuti violando le procedure. Le strutture – 214 quelle accreditate con il Comune che ospitano più di 7 mila bambini piccoli – hanno più volte denunciato il caso a Palazzo Senatorio, ma nulla è cambiato e ora la maggior parte dei nidi, come una struttura in × Municipio, minacciano la sospensione del servizio. Dallo scorso maggio, da quando cioè sono iniziati a saltare i pagamenti, nonostante le chiamate, i solleciti, le lettere inviate ai Municipi e all’amministrazione centrale, il Campidoglio ha chiuso i rubinetti. 

I cittadini hanno ragione ma l’unica cosa di cui sono sicura è che sto lavorando tantissimo ribadisce l’assessore Montanari in un’intervista a Repubblica.  Se bastasse l’impegno assicurato da Pinuccia Montanari a tenere in ordine la capitale, forse Roma sarebbe una città pulita. Eppure sono giorni difficili per la città, quartieri sporchi e allarmi che si moltiplicano: albergatori, presidi, commercianti e ora i medici che parlano di rischio sanitario. 

 

CASSINO. STRISCIONE FORZA NUOVA CONTRO SINDACATI, CISL: ATTO IGNOBILE

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(DIRE) Roma, 29 dicembre 2018. – “Lo striscione esposto davanti la sede CISL di Cassino e il volantino di Forza Nuova contro i sindacati confederali sono una palese provocazione fascista a cui non ci piegheremo. La CISL, come CGIL e UIL, per la sua storia e i suoi valori cristiani e cattolici da sempre combatte contro ogni forma di fascismi e totalitarismi. Non accettiamo critiche da forze che hanno come unico scopo quello di sovvertire l’ordine democratico.
Stiamo presentando denuncia alla DIGOS per individuare e fare condannare i responsabili di questo atto ignobile. Il sindacato non e’ la prima volta che si trova a fronteggiare situazioni di questo tipo. Ricordiamo gli anni settanta quando ci siamo trovati nelle fabbriche e nel paese a fronteggiare il terrorismo rosso e nero e siamo stati uno dei pochi baluardi della democrazia. Ci auguriamo che questi gruppi di fascisti e violenti vengano sciolti. Purtroppo, ancora una volta siamo costretti a ricordare, nostro malgrado, che i gruppi che si rifanno al fascismo sono illegali. Lo dice la costituzione Italiana e la legge Scelba del 1952. Lo dicono le centinaia di migliaia di morti che il fascismo ha prodotto, lo dicono i sindacalisti uccisi negli anni settanta dal terrorismo. Lungi dal voler fare paragoni con il passato non possiamo permettere che certi comportamenti circolino liberamente . Altrimenti il rischio concreto e’ la deriva delle istituzioni democratiche”. Cosi’ in una nota Paolo Terrinoni, Segretario Generale della CISL del Lazio e di Enrico Capuano, Segretario Generale della CISL di Frosinone.

Legge di Bilancio: Cisl Lazio, penalizza pensionati, oggi in piazza davanti a prefetture province

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Roma, 28 dicembre 2018 – (Agenzia Nova) – “Oggi siamo di nuovo in piazza, a Roma come a Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti, insieme alle federazioni dei pensionati, contro l’ennesima manovra che colpisce le pensioni medio-basse, e che invece di difendere le fasce deboli e creare lavoro per stimolare la crescita e lo sviluppo, taglia una volta di più il reddito nelle tasche dei pensionati, già duramente penalizzati in questi ultimi anni di sacrifici”. Così in una nota Paolo Terrinoni, segretario generale della Cisl del Lazio. “Con le misure previste nella Legge di bilancio 2019, infatti – prosegue Terrinoni – si compie un nuovo passo indietro rispetto alla volontà espressa dal precedente esecutivo di modificare il sistema di indicizzazione delle pensioni. Modifiche che, di fatto, avrebbero ripristinato, a partire dal prossimo mese di gennaio, un meccanismo di rivalutazione in grado di tutelare il potere d’acquisto dei pensionati. Se oggi però il governo decide, per fare cassa, di mettere nuovamente le mani nelle tasche dei pensionati noi diciamo fermamente no e protestiamo, davanti alle prefetture dei capoluoghi della nostra regione, perché una legge ingiusta e iniqua contro i pensionati non può e non deve passare”.

REGIONE: TERRINONI (CISL), APERTO TAVOLO CONFRONTO SU DISSESTO IDROGEOLOGICO

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Roma, 07 dicembre 2018- (Agenzia Nova) – “Si è tenuto questa mattina un incontro in Regione Lazio, da noi sollecitato, alla presenza dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio Mauro Alessandri, del segretario generale Andrea Tardiola, e del capo di gabinetto Albino Ruberti, relativo al dissesto idrogeologico della Regione, per analizzare lo stato di fragilità del nostro territorio che si è evidenziato in tutta la sua drammaticità lo scorso 25 novembre con la voragine che ha diviso in due la via Pontina nel territorio di Terracina”. Così in una nota Paolo Terrinoni, segretario generale della Cisl del Lazio. “L’assessore Alessandri, per quanto riguarda il territorio di Roma e il Tevere, ha dichiarato che sono in corso lavori di avviamento per mettere in sicurezza circa 170 km (su 700) della rete idraulica inerente al bacino metropolitano del Tevere, con un investimento di 10 milioni di euro contro il rischio esondazioni e alluvioni. Per quanto riguarda la valle del Tevere, c’è attenzione e continuità per l’utilizzo dei fondi europei che, per essere davvero efficaci, dovranno trovare la massima collaborazione da parte dei comuni interessati e una forte attenzione della Regione ai consorzi dell’area di Rieti e Viterbo. In particolare, nell’area di Frosinone, sono previsti investimenti per 10 milioni di euro per la sicurezza idrogeologica del territorio. Per quanto riguarda la provincia pontina, invece, sarà necessario anche per favorire ulteriori investimenti, rendere virtuosi e ristrutturare i consorzi di bonifica che lì operano, e superare i loro commissariamenti. Complessivamente, sullo sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente, le previsioni di stanziamento della legge di bilancio regionale per il periodo 2019-2021, ammontano a oltre 321 milioni di euro. Per quanto ci riguarda, esprimiamo soddisfazione per l’apertura di questo tavolo dedicato solo ed esclusivamente al tema del dissesto idrogeologico, ma abbiamo anche chiesto ulteriori dettagli sugli interventi previsti sui singoli territori e comuni per verificare se le iniziative concrete che la Regione vuole porre in essere siano in linea con le reali necessità che ci vengono evidenziate dalle nostre unioni territoriali”.

PONTINA: TERRINONI (CISL LAZIO), URGENTE METTERE IN SICUREZZA E IN CANTIERE AUTOSTRADA ROMA-LATINA

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Roma, 25 novembre 2018 – (Agenzia Nova) – “La tragedia di questa mattina con la voragine che ha sprofondato la Pontina causando un disperso e di fatto taglia la nostra regione in due, impone all’amministrazione di mettere in atto una puntuale ricognizione e la messa in cantiere urgente delle opere necessarie per la messa in sicurezza della Pontina”. Lo dichiara in una nota Paolo Terrinoni segretario generale della Cisl del Lazio.
“Interventi che la Cisl richiede da anni, giudicandoli necessari per la sicurezza dei cittadini e delle migliaia di lavoratori e pendolari che quotidianamente la percorrono e ben conoscono le condizioni disastrose del manto stradale che la rendono pericolosissima. Così come riteniamo necessaria la messa in cantiere dell’autostrada Roma-Latina. Ora basta indugi: le strade della nostra regione vanno messe in sicurezza e l’autostrada, in quanto opera strategica per la nostra regione, non può più essere ulteriormente rimandata”, conclude.

Leggi la dichiarazione del Segretario Generale della CISL del Lazio, Paolo Terrinoni, su Repubblica di Lunedì 26 Novembre 2018

Terrinoni (Cisl Lazio), soddisfazione per protocollo unità di sviluppo

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Roma, 20 Novembre 2018  – (Agenzia Nova) – “Con il protocollo che le parti sociali hanno firmato stamattina alla presenza del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dell’assessore al lavoro e nuovi diritti, Claudio Di Berardino, si rafforzano gli strumenti del lavoro, della partecipazione e della concertazione, strumenti essenziali sia per governare le crisi esistenti che per prevenire nuove situazioni di difficoltà economiche e sociali nel territorio della Regione. L’obbiettivo è quello di perseguire il principio della condivisione e del confronto su temi strategici come il lavoro e lo sviluppo, il sociale e la sanità, il bilancio e la programmazione. In tal senso sarà rilevante l’istituzione dell’unità di sviluppo, decisa oggi, che contrasterà le diverse situazioni di crisi attraverso la leva della formazione e riqualificazione del personale. Fermo restando l’impegno reciproco di informazione e condivisione delle scelte strategiche e delle iniziative intraprese, sarà centrale il monitoraggio e la verifica delle azioni da parte della Regione”. Così in una nota il Segretario Generale della Cisl del Lazio, Paolo Terrinoni.

Tre grandi assemblee del comparto istruzione e ricerca sulle proposte di CGIL, CISL, UIL per la legge di bilancio 2019

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Sono state stabilite date e sedi di svolgimento delle tra assemblee interregionali che le Federazioni rappresentative del comparto istruzione e ricerca di CGIL, CISL e UIL hanno indetto al fine di discutere e approfondire i contenuti della piattaforma per la crescita e lo sviluppo del Paese, il documento a partire dal quale le Confederazioni chiedono l’apertura di un confronto col Governo e le forze politiche in relazione alla discussione della legge di bilancio per il 2019.
Ricordiamo che la piattaforma è stata oggetto di dibattito nella riunione degli Esecutivi Nazionali di CGIL, CISL e UIL svoltasi a Roma lo scorso 22 ottobre.

Flc CGIL, CISL FSUR e Federazione UIL SCUOLA RUA hanno così definito l’articolazione delle proprie iniziative unitarie, a ciascuna delle quali saranno presenti i segretari generali Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi e Giuseppe Turi:

  • BARI giovedì 8 novembre (regioni coinvolte: Puglia, Basilicata, Campania, Calabria), conclusioni di Carmelo Barbagallo, segretario generale UIL
  • ROMA giovedì 15 novembre (regioni coinvolte: Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna, Sicilia), conclusioni di Maurizio Landini, segretario confederale CGIL
  • MILANO lunedì 26 novembre (regioni coinvolte: Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Val d’Aosta, Trentino, Emilia Romagna), conclusioni di Annamaria Furlan, segretaria generale CISL

Maggiori dettagli su sedi e orari sono contenuti nei manifesti allegati. Una sintesi dei contenuti del documento discusso dagli Esecutivi Nazionali è riproposta in un “volantone” predisposto in vista dello svolgimento delle iniziative unitarie.