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CORONAVIRUS. FURLAN: “IMPORTANTE ACCORDO TRA GOVERNO, PARTI SOCIALI ED ABI. LE BANCHE ANTICIPERANNO LA CIG E LE ALTRE INDENNITÀ AI LAVORATORI”

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Roma 31 marzo 2020 – “Abbiamo siglato stasera con le associazioni datoriali di impresa e l’ABI la convenzione  per l’anticipazione bancaria di tutte le forme di integrazione salariale (CIGO, CIGD, FIS e fondi bilaterali) recentemente previste dal DL 18/2020. Abbiamo ottenuto l’inserimento nel testo del protocollo dell’esclusione di costi a carico dei lavoratori per l’ottenimento delle anticipazioni”.
“La scadenza della convenzione è stata fissata al 31/12/2020, salvo valutazione da svolgere tra le parti entro il prossimo mese di novembre. La misura dell’anticipazione è inizialmente fissata in 1.400 euro, riparametrati a 9 settimane e riproporzionati in caso di sospensione inferiore a zero ore, reiterabili in caso di proroga degli art. 19 e 22 del suddetto DL 18/2020. La banca presso cui il lavoratore darà indicazione di anticipare gli importi mensili, provvederà ad anticipare l’importo esentando il lavoratore  dal pagamento di oneri e interessi. L’anticipazione, così costituita, sarà rimborsata  con le effettive erogazioni  dei trattamenti da parte dell’INPS, che si è impegnato a dare corso alle stesse con i  tempi più celeri possibili, ma non oltre i 7 mesi. Con questa intesa, sottoscritta da  tutte le associazioni di impresa, tranne Confesercenti che dovrebbe aggiungersi nella mattinata di domani, si concretizza e si accelera il  percorso avviato con gli accordi che hanno portato, nelle scorse settimane, allo stanziamento di ammortizzatori sociali straordinari, atti a sostenere la liquidità dei lavoratori colpiti dalle restrizioni di attività imposte dai provvedimenti assunti per il contrasto alla diffusione del virus Covid-19”.

“Un buon accordo con l’Abi e le banche italiane -conclude Furlan- per garantire l’anticipo della cassa integrazione ad ogni lavoratore e ad ogni lavoratrice. È importante dare questa certezza alle famiglie italiane che non possono aspettare tempi lunghi. Quindi senza nessun costo per i lavoratori, le banche anticiperanno quelle importanti risorse: è il nostro modo per garantire il reddito ai lavoratori ed alle famiglie”.

MODULISTICA: 

Allegato A) CIGO ex Covid-19 30 marzo

Allegato B) CIGD ex Covid-19 30 marzo
Allegato C) ALTRE CAUSALI

LE PRINCIPALI NOTIZIE DI OGGI

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Roma 1 aprile 2020 – Un guarito ogni 60 minuti contro un morto ogni due ore. È questa la novità nel bollettino dei contagiati Covid-19 di ieri nel Lazio, dove continua anche il trend in decrescita per la prima volta al 6% con 181 nuovi casi, di cui 54 a Roma. Mentre, al contrario, è in continua crescita il numero dei guariti che sale di 24 unità nelle ultime 24 ore, arrivando a 291 totali. Sono usciti dalla sorveglianza domiciliare in 8.985 e i decessi nelle ultime 24 ore sono stati 12. Tra i quali un medico di una casa di cura di 59 anni a Latina, una donna di 46 anni a Rieti (oltre a 2 uomini di 70 e 80 anni) che, come le restanti vittime, avevano patologie pregresse. Altri 3 decessi sono avvenuti nell’Asl Roma 4 (donne di 72 anni, di 83 e 84) e altrettanti nell’Asl Roma 6 (due uomini di 74 e 81 anni e una donna 84enne). 

L’andamento dei contagi continua a scendere. Il trend, ieri sotto il 6% con 181 nuovi infetti, resta sotto controllo. Ma l’assessore alla Sanità della Regione, Alessio D’Amato, avverte: Non bisogna abbassare la guardia. Perché il numero dei morti di coronavirus preoccupa anche se cresce il dato dei guariti: ieri, a fronte di 12 vittime, si sono “negativizzati” 24 pazienti. Il bollettino complessivo, aggiornato giorno dopo giorno dall’inizio dell’emergenza, conta 2.642 malati, di cui 1.127 ricoverati in uno degli ospedali della rete Covid e 173 in terapia intensiva. Sono 162 i morti e 291 guariti. Sotto, quindi, con le contromisure: l’ultima varata dalla Pisana è il kit per il monitoraggio dei 1.342 pazienti che si trovano in isolamento domiciliare. I primi 500 verranno consegnati entro la fine della setti mana e permetteranno di entrare automaticamente in contatto con i medici, condividendo in tempo reale il livello di ossigenazione del sangue e la temperatura grazie al saturimetro e al termometro compresi nel pacchetto. 

Amazon, alt del prefetto “Solo beni necessari” Anche il commercio online deve limitarsi a beni essenziali come cibo e medicine: varrebbe a diminuire le persone in circolazione e aumentare il contenimento del virus. Lo scrive la prefettura di Rieti rivolgendosi ad Amazon a cui da tempo i sindacati chiedono di vendere solo beni essenziali: Cgil, Cisl e Uil hanno chiamato in causa la prefettura reatina per segnalare il caso del grande magazzino di Passo Corese, a 30 km da Roma, dove la multinazionale di Jeff Bezos ha il centro logistico più importante del centro e sud Italia: 65mila metri quadrati per 1200 addetti, un avamposto di tecnologia e di e-commerce inaugurato a fine 2017. 

I sindacati si appellano al Campidoglio e chiedono la rimozione del direttore generale È davvero sconcertante quelle che sta avvenendo in Farmacap, Azienda Speciale, dove da giorni si stanno verificando pressioni e intimidazioni su lavoratrici/ori, sia farmaciste/i, che del servizio sociale di prossimità, per farle/i desistere e retrocedere dalle prime misure di sicurezza e tutela della salute, dal rischio epidemiológico da COVID-19, prese in favore, non solo di lavoratrici/ori stesse/i ma dell’utenza, coerentemente a quanto disposto dai provvedimenti governativi e su forti pressioni delle RSA. Così in un comunicato congiunto le Rsa Filcams Cgil, Fiscascat Cisl, Uiltucs Uil e Usi. Si tratta dell’erogazione del servizio “a battenti chiusi” nelle farmacie e dell’applicazione del “lavoro agile” negli sportelli sociali e in settori dell’amministrazione (mentre il Recup è temporanea mente sospeso). 

La nostra arma contro il Covid-19 deve essere il test rapido del sangue a tappeto. È fondamentale. Per questo mi auguro che arrivi al più presto una validazione scientifica dalle sperimentazioni in corso. Lo dice l’assessore alla regionale Sanità, Alessio D’Amato, riferendosi agli esami sulla popolazione di Nerola, nonché alla sperimentazione del policlinico Tor Vergata. A Nerola di test ne sono stati eseguiti 135 e da oggi l’equipe si sposterà a Contigliano, nel reatino. E se Roma tiene perché abbiamo adottato misure straordinarie, è critica la situazione a Fiumicino, con 32 marinai della Costa Luminosa positivi. Ð cappellano dello Spallanzani, don Gerardo, dice: La sofferenza e la paura più grande di questi malati è la solitudine. 

remila posti letto in hotel a 3,4 e 5 stelle. Pagati tra i 45 e i 110 euro a notte da Protezione civile e Regione. L’emergenza coronavirus si sposta, almeno in parte, negli alberghi. Il Courtyard by Marriott Rome Central Park di via Moscati, un quattro stelle vicinissimo al Columbus Hospital (il Covid 2 collegato al Gemelli), diventa da oggi il luogo in cui saranno seguiti 162 pazienti che si trovano nell’ultima fase del loro percorso, ha spiegato l’assessore alla Sanità, D’Amato, in attesa del risultato negativo di due tamponi consecutivi. Già occupate da 130 persone sono altre due strutture alberghiere: la Casa San Bernardo, che si trova in zona Laurentina, e la Villa Primavera a Ipogeo degli Ottavi. Ma non saranno le sole. Federalberghi, grazie a un accordo con Regione Lazio e Protezione civile, ha messo a disposizione i 3.000 posti letto di hotel che saranno riempiti da pazienti ora in ospedale, e che possono invece essere lì trasferiti per il periodo di monitoraggio, oppure da persone che non sono in grado di trascorrere in un ambiente protetto il periodo di quarantena. 

E’ stata organizzata ieri mattina dalla Questura, in collaborazione con il Comune e l’Ama, un’attività di sanificazione delle strade della Capitale, che ha visto come obiettivi gli ospedali, il centro e le zone periferiche della città, per far fronte all’emergenza Covid-19. La Polizia ha messo in campo gli idranti del Reparto mobile. L’attività di sanificazione proseguirà anche nei prossimi giorni. 

La Regione Lazio stanzia 21 milioni di euro a sostegno delle famiglie, in difficoltà economica a causa dell’emergenza Covid-19. Con due apposite delibere di giunta approvate ieri su proposta dell’assessore alle Politiche sociali, welfare ed enti locali Alessandra Troncarelli, sono stati approvati due provvedimenti: Buono spesa che stanzia 19 milioni di euro in favore dei Comuni e misure straordinarie per gli enti del terzo settore per un importo di 2 milioni di euro. Nel dettaglio, i 19 milioni di euro sono così suddivisi: 7 milioni sono destinati ai Municipi di Roma Capitale, mentre i restanti 12 milioni sono ripartiti tra gli altri Comuni del Lazio, in proporzione alla popolazione 

File di centinaia di metri davanti ai supermercati, runner scatenati dal centro alla periferia e code di macchine ai posti di blocco. È la fotografìa, scattata ieri mattina dopo l’analisi dei dati relativa all’incremento dei fermati. Trentacinque per cento in più rispetto ai giorni scorsi. 

Spunta il pressing della sindaca di Roma, Virginia Raggi, dietro il procedimento sulla discarica di Roccasecca che oggi pomeriggio sarà al centro di una videoconferenza convocata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno della riunione la richiesta della Regione Lazio di autorizzare un mini ampliamento del sito di Cerreto con una proroga dell’esercizio dell’impianto che era stato fissato al 14 maggio: altri 6 metri in altezza (pari a circa una capacità di 50-60mila tonnellate), da aggiungersi ai 10 già autorizzati proprio dalla Presidenza del Consiglio dei ministri a marzo dello scorso anno. 

Dopodomani scade la prima ordinanza sui parcheggi gratis. In attesa del nuovo decreto del Presidente Conte si va verso la proroga della sospensione del pagamento del parcheggio sulle strisce blu. L’ordinanza firmata dalla sindaca Virginia Raggi lo scorso 19 marzo verrà riproposta per mantenere gratis i parcheggi sulle strisce blu che di solito sono a pagamento. L’ordinanza infatti è valida dal 19 marzo fino al 3 aprile. I termini stanno dunque per scadere. Visto che anche dal governo hanno annunciato di voler mantenere le restrizioni agli spostamenti, in Campidoglio pensano già a una proroga. 

Manovra bis per il commercio con saldi e aperture notturni Allo studio della Regione le misure  post-emergenza per le attività produttive con l’ipotesi di liberalizzare le date degli sconti. 

Divieti violati, boom di segnalazioni Raggi: Non abbassiamo la guardia Circa cento denunce al giorno su romani che non rispettano le prescrizioni contro gli assembramenti e vanno in giro nonostante i rischi di contagio. Tutte “presentate” alla sezione Segnala un assembramento del sito del Comune di Roma. 

Via al Piano Sampietrini, lo annuncia il sindaco su Facebook. Il primo progetto sistematico di manutenzione e risistemazione della pietra è previsto a piazza Venezia. L’impresa è già al lavoro per la delimitazione dell’area di cantiere tra piazza d’Aracoeli e piazza di San Marco. Alle operazioni di manutenzione stradale seguiranno interventi di bonifica della rete idraulica con pulizia di caditoie e tombini e restyling della segnaletica orizzontale. Gli interventi su Piazza Venezia dureranno circa210 giorni – afferma ancora Raggi – durante i quali saranno delimitate di volta in volta le nuove aree di cantiere per non arrecare disagi. 

II traffico è fermo. Eppure per due giorni di fila, lunedì e ieri, la maggioranza delle centraline, 10 su 13, hanno registrato una presenza di polveri sottili superiore ai limiti. Ma la ragione, spiegano dall’Arpa Lazio, è dovuta a polveri desertiche che in questi giorni hanno investito diverse regioni. Particelle che vengono registrate dalle centraline e che saranno nell’aria per qualche giorno ma che nulla hanno a che vedere con il traffico o con il riscaldamento. Si tratta di fenomeni che avvengono più volte in un anno e che modificano i dati, ma gli esperti assicurano che nulla hanno a che vedere con una eventuale ripresa della circolazione in violazione ai decreti. 

Finisce con un bed&breakfast blindato e piantonato dall’esercito la crociera di una comitiva di 73 turisti indonesiani arrivati domenica sera a Fiumicino. In 32 sono risultati positivi al coronavirus e, dopo un vertice tra sindaco, questore e prefetto sono state adottate le misure straordinarie di contenimento. 

La presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia è stata sottoposta al test del coronavirus a seguito di alcuni sintomi ed è risultata positiva. Lo comunica l’Ufficio stampa della Consulta che riferisce che la presidente gode di buone condizioni generali e si trova in isolamento presso la sua abitazione di Milano, da dove continuerà a seguire i lavori e l’attività della Corte costituzionale, secondo la programmazione prevista, attraverso i sistemi telematici già predisposti. 

 

CORONAVIRUS: SINDACATI LAZIO, AZIENDE SIANO RESPONSABILI QUANTO I LAVORATORI

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Roma, 30 marzo 2020 – (Agenzia Nova)I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Lazio, Michele Azzola, Enrico Coppotelli e Alberto Civica, affermano in una nota che questa “è una settimana cruciale per la Regione Lazio: non è il momento di furbizie e scorciatoie. Le aziende siano responsabili almeno quanto i lavoratori che stanno tenendo in piedi il sistema paese. Non è il momento di fare i furbi mettendo a repentaglio la salute delle persone”. I sindacalisti precisano che si stanno “riferendo a tutte quelle aziende che alle nostre rappresentanze vanno a dire che quanto deciso, il 22 e il 25 marzo da governo e parti sociali, non cambierebbe nulla rispetto alla situazione precedente. Non è così: proprio in questa settimana, considerata unanimemente fondamentale per il contenimento del virus nella Regione Lazio, occorre fare uno sforzo generale per non disperdere l’impegno collettivo profuso nelle scorse settimane. I numeri divulgati dalle autorità sanitarie degli ultimi giorni – sottolineano i sindacalisti – premiano questo impegno e non è certo il momento di fare passi indietro. In tutte le cinque province della nostra regione siamo in contatto con le prefetture, che stanno operando (al netto delle scarse risorse umane a disposizione) per fare fronte a migliaia di autocertificazioni, arrivate nell’ultima settimana, di attività palesemente fuori dai codici Ateco autorizzati dal governo. Attività sicuramente non essenziali e che stanno creando un pericoloso ingorgo. Per quanto ci riguarda stiamo segnalando le aziende che operano in contrasto con i provvedimenti del governo. Le prefetture devono disporne la chiusura”.

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Lazio, chiedono quindi “responsabilità sia alle aziende che alle associazioni datoriali, onde preservare il punto di equilibrio trovato in sede governativa. Se questo non dovesse verificarsi – aggiungono -, intraprenderemo tutte le azioni necessarie a tutela dei lavoratori e dei loro nuclei familiari. Non possono essere questi ultimi a pagare mentre l’intero paese si appresta alla proroga delle misure contenitive oltre il 3 aprile. Ci risulta inoltre che molte aziende stiano operando senza rispettare il protocollo su salute e sicurezza del 14 marzo in merito ai dispositivi di protezione e alle distanze di sicurezza. Stiamo segnalando puntualmente agli organismi ispettivi situazioni molto pericolose e che rischiano di esporre lavoratori (e le loro famiglie) al contagio. Su questo punto – concludono – ci sembra evidente che occorra estendere ai luoghi di lavoro il sistema di vigilanza utilizzato per evitare assembramenti nelle strade. Questo per non creare ingiustificabili zone franche. In serata solleciteremo la Regione Lazio anche a intraprendere sul tema iniziative congiunte”.

CORONAVIRUS: SINDACATI LAZIO, SERVE URGENTE SOSTEGNO A CHI VIVE IN CASE IN AFFITTO

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Roma, 30 marzo 2020 – (Agenzia Nova) – I sindacati Cgil, Cisl, Uil Lazio e Sunia, Sicet, Uniat Aps Lazio chiedono che sia dato “con urgenza un sostegno a chi vive in affitto”. In una nota i sindacati affermano che “le conseguenze dell’emergenza sanitaria su chi conduce in locazione un immobile non sono ancora concretamente tangibili, ma l’impatto rischia di essere devastante, aprendo una stagione di sfratti per morosità insostenibile, portando migliaia di famiglie in emergenza abitativa. Il provvedimento di sospensione del pagamento dei mutui è una misura sicuramente importante ma non copre i bisogni dei tanti che una casa non la hanno”. Per i sindacati “in un momento di tale gravità serve che la Regione e i Comuni si adoperino per trovare tutte le risorse disponibili e che si agisca per sensibilizzare il governo nazionale sul problema” e le manovre necessarie secondo i sindacati sono: rifinanziare adeguatamente il fondo di sostegno all’affitto, necessario a superare la crisi (nel Lazio erano già 7 mila le persone colpite da uno sfratto prima dell’inizio dell’emergenza); semplificare ed accelerare al massimo le procedure di accesso, gestione ed erogazione di questi fondi; favorire e incentivare forme di rinegoziazione delle condizioni che possano includere sospensione parziale o totale del canone con esenzione fiscale del locatore per il reddito non percepito nei relativi periodi (anche per gli usi commerciali); apertura da parte dei comuni dei tavoli istituzionali per la revisione straordinaria degli accordi territoriali, rendendo disponibili tutte le risorse non spese per individuare forme condivise di attuazione di questi obiettivi. Infine quindi i sindacati lanciano “un appello alla Regione Lazio, che nell’imminente provvedimento a sostegno delle famiglie possa introdurre adeguate misure, ai Comuni e alle organizzazioni della proprietà, affinché tutti facciano la propria parte ed insieme si sostenga questa richiesta utile a dare risposte concrete a chi rischia di pagare gli effetti più gradi di questa emergenza”.

CORONAVIRUS: SINDACATI LAZIO, NELLA REGIONE 37 MILIONI PER BUONI SPESA, È BOCCATA D’OSSIGENO

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Roma, 30 marzo 2020 – (Agenzia Nova) – “Siamo in una vera emergenza sociale ed economica. Quello che il Covid sta generando nella nostra Regione è addirittura peggio della profonda crisi finanziaria mondiale che portò al crac del colosso Lehman Brothers. Bene che i 400 milioni di euro del governo siano vincolati, ossia destinati esclusivamente a misure urgenti di solidarietà alimentare per consentire alle persone in stato di necessità di soddisfare i bisogni più urgenti ed essenziali”. Così in una nota affermano i segretari generali della Cisl Lazio e della Fnp Cisl Lazio, Enrico Coppotelli e Paolo Terrinoni, e il presidente Anteas Lazio Tommaso Ausili. “Perché purtroppo è di questo che stiamo parlando – continua la nota -. In questa fase stiamo assistendo, soprattutto per gli anziani e per i disoccupati anche alla difficoltà di soddisfazione dei bisogni primari. La Cisl del Lazio, l’Fnp Cisl Lazio e l’Anteas Lazio hanno fatto una mappatura delle risorse che verranno assegnate ai territori della regione. Andando ad approfondire i dati che riguardano il nostro territorio regionale vediamo che l’importo spettante a tutti i 378 Comuni è pari a circa 37 milioni di euro”, così ripartiti: i comuni della provincia di Frosinone riceveranno complessivamente 3.771.436,75 euro, i comuni della provincia di Latina 4.356.453,99 euro, i comuni della provincia di Rieti 1.070.750,05 euro, i comuni della provincia di Roma 25.539.710,85 euro e i comuni della provincia di Viterbo 2.256.141,51 euro.

“Una boccata d’ossigeno in quei territori e in quelle piccole comunità dove maggiormente si annidano il disagio e le difficoltà quotidiane. Crediamo fortemente a questa iniziativa, in quanto potrebbe diventare un catalizzatore per le catene di solidarietà – aggiungono Coppotelli, Terrinoni e Ausili -. Il nostro territorio regionale è sempre stato storicamente solidale ed è per questo che è il momento di fare squadra tra le filiere dei produttori, delle associazioni, delle aziende e delle persone singole, o tramite l’attivazione coordinata a supporto del progetto delle grandi strutture associative e di volontariato. Indubbiamente questi devono essere processi attivatori e moltiplicatori di solidarietà, in ogni angolo dei 378 comuni che compongono il nostro territorio regionale”, conclude la nota.

Scarica la tabella con le cifre che spettano a ogni Comune della Regione Lazio

CORONAVIRUS: COPPOTELLI-CHIERCHIA-TERRINONI (CISL), FOCOLAI RSA, UNA STRAGE SILENZIOSA

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Roma, 27 mar 16:17 – (Agenzia Nova) – L’esplosione nelle Rsa e nelle Case di Riposo d’importanti focolai d’infezione covid-19 che hanno coinvolto ospiti, operatori e le stesse comunità locali “impongono una riflessione seria per capire a chi va fatto il tampone e a chi vanno dati i dispositivi di protezione individuale”. Così in una nota i segretari generali della Cisl Lazio, Fp Cisl Lazio e Fnp Cisl Lazio, Enrico Coppotelli, Roberto Chierchia e Paolo Terrinoni. “Stiamo assistendo a una strage silenziosa – proseguono i sindacalisti – dove i contagi per gli ospiti avvengono soprattutto tramite il personale, poiché sono 20 giorni che è fatto divieto ai familiari di fare visita agli ospiti. Crediamo che L’estensione dei tamponi a chi, per la professione che svolge, rischia il contagio da Coronavirus è un dovere oltre che un obbligo. Troppi i morti tra i medici e gli operatori socio sanitari. I dati drammatici delle ultime ore impongono, per i dipendenti delle cooperative sociali, per i lavoratori della sanità – compresa quella privata accreditata che svolge servizio pubblico, che copre il 40 per cento del sistema sanitario regionale ed è in attesa di rinnovo di contratto da 13 anni, l’estensione del tampone e la dotazione di dispositivi di protezione individuale come mascherine, tute, guanti, calzari oltre a tutte le misure che consentano di lavorare in sicurezza”.

Sono loro, proseguono i segretari generali della Cisl Lazio, Fp Cisl Lazio e Fnp Cisl Lazio, Enrico Coppotelli, Roberto Chierchia e Paolo Terrinoni, “che quotidianamente vivono in trincea e combattono il virus. Ed è a loro che per primi andrebbero estese queste misure. Sia per proteggerli che per proteggere le persone che gli sono vicine. Mai come in questo momento risulta evidente la necessità di investire nel sistema sanitario, per troppo tempo sottoposto al rigore dei vincoli di bilancio, a partire dalle assunzioni di personale infermieristico, tecnico, amministrativo, professionale e di assistenza. E’ inoltre indispensabile fare di più sul lavoro agile, dando seguito ai provvedimenti normativi. Come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto alla Regione interventi che vadano oltre i semplici annunci. Nei giorni scorsi grazie all’intervento delle organizzazioni sindacali sono state ridefinite meglio le attività produttive davvero indispensabili e sono state ristrette le produzioni davvero indispensabili per garantire la continuità del nostro sistema sanitario e del settore dell’agro alimentare, ossia di quelle attività che adesso sono indispensabili. Con la Regione Lazio, prima ancora del decreto del Governo abbiamo ridotto gli orari dei supermercati alle 19 e la domenica alle 15. Si tratta di misure che si sono rese necessarie per tutelare anche quei Lavoratori che garantiscono un servizio essenziale. Infine ieri alla Regione Lazio abbiamo proposto di poter far intervenire le casse previdenziali contrattuali private per verificare la possibilità di effettuare il tampone per la rilevazione del coronavirus”.

CORONAVIRUS: SINDACATI LAZIO E ROMA, SERVE TAVOLO CONFRONTO SU TRASPORTI CON ASSESSORI

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Roma, 26 marzo 2020 – (Agenzia Nova) – Un tavolo di confronto sul trasporto pubblico locale con tutti i soggetti interessati per gestire l’emergenza Covid-19 a livello complessivo. È quanto chiedono i sindacati in una lettera inviata agli assessori alla Mobilità della Regione Lazio e di Roma Capitale, Mauro Alessandri e Pietro Calabrese. “La situazione che si è determinata a seguito della pandemia da Sars Cov 2 – si legge nella lettera – sta producendo, in tutto il settore del trasporto pubblico locale, ingenti ammanchi per minor entrate a causa del fortissimo calo dei trasporti, con conseguente riduzione della vendita dei titoli di viaggio”.

La lettera è firmata dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Lazio (Michele Azzola, Enrico Coppotelli e Alberto Civica) dal segretario generale della Cisl Roma Capitale Rieti (Carlo Costantini) e dai segretari di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Lazio (Eugenio Stanziale, Marino Masucci e Gian Carlo Serafini). “Le ripercussioni più pesanti – proseguono i sindacalisti – si avvertono in Atac e in Roma Tpl oltre che nel settore del trasporto privato convenzionato con gli enti locali, mentre al momento Cotral sembra riuscire a contenere, almeno in parte, le perdite. La municipalizzata capitolina, oltre a dover fronteggiare l’emergenza, si trova di fronte a impegni rigidi e stringenti per le note vicende legate agli obblighi derivanti dal concordato preventivo. Eppure, grazie anche al percorso condiviso con il sindacato, stava imboccando la via del risanamento, tanto che il bilancio consuntivo 2019, stando alle previsioni di massima, avrebbe potuto registrare un utile per la prima volta dopo molti anni. La situazione del Tpl privato nella regione è diversa da quella di Atac per dimensioni e per tipologia di affidamento ma è allo stesso modo critica. Gli interventi sui lavoratori Atac, comprese le ferrovie ex concesse, possono arrivare ad interessare anche circa 4 mila lavoratori per tutte le nove settimane previste al massimo del Decreto, mentre il numero dei lavoratori interessati a livello locale non è inferiore a 1000 ulteriori unità per lo stesso periodo”. Infine, a conclusione della lettera, si legge: “Siamo disponibili a farci carico del problema a livello generale. Ora è necessario che la Regione Lazio e Roma Capitale attivino il loro ruolo di indirizzo, di coordinamento e di gestione e convochino un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati per gestire l’emergenza a livello complessivo, con un’attenzione particolare su Atac, già oggetto di richiesta specifica di convocazione da parte dei nostri sindacati di categoria”.

LAVORO: SINDACATI, BENE ACCORDO SU CASSA IN DEROGA NEL LAZIO

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Roma, 25 marzo 2020 – (Agenzia Nova) – Nella giornata di ieri è stato sottoscritto l’accordo sulla cassa in deroga nella Regione Lazio. Nessuno è stato dimenticato. Lo affermano, in una nota, Michele Azzola, segretario generale Cgil Roma e Lazio, Enrico Coppotelli, segretario generale Cisl Lazio, Alberto Civica, segretario generale Uil Lazio. “Un accordo che ha coinvolto la Regione Lazio, le organizzazioni sindacali e tutte le organizzazioni datoriali con l’obiettivo da un lato di ricomprendere tutti i lavoratori senza esclusioni e dall’altro di semplificare le procedure – spiegano i sindacalisti-. Tutti e due gli obiettivi sono stati raggiunti all’interno di quello che il Decreto “Cura Italia” consentiva perché dovrebbe essere noto a tutti che gli accordi non possono superare i vincoli imposti dalla legge. Nell’accordo siamo riusciti a ricomprendere, sia per le imprese sopra i 5 dipendenti che per quelle sotto tale soglia, anche chi non avendo pagato i contributi previsti dalla legislazione vigente voglia regolarizzare la propria posizione. Gli Enti bilaterali peraltro si sono resi disponibili ad accogliere le imprese che lo chiedono rateizzando le quote e consentendo l’accesso da subito agli strumenti di integrazione salariale per i lavoratori coinvolti. In tutti i casi, sopra o sotto i cinque dipendenti chi non fosse titolare di ammortizzatori sociali godrà comunque della copertura offerta dalla cassa in deroga. Non riusciamo a capire se non per ragioni politiche che nulla hanno a che vedere con il bene dei lavoratori la polemica di chi definisce quello fatto nel Lazio un brutto accordo. L’intesa firmata si muove esattamente, e non poteva essere altrimenti, nel solco del Decreto Legge n°18 del 17 marzo. Pertanto – concludono i sindacalisti – è stato previsto un accordo sindacale da stipulare entro 3 giorni nelle aziende con più di 5 dipendenti e per quelle sotto i cinque un normale informativa. Gli accordi vanno letti in tutte le righe altrimenti si rischia di fare forse una bella figura nei confronti di chi ha commissionato la critica ma pessima nei confronti dei lavoratori e delle imprese coinvolte”.

LAVORO: SINDACATI, CHIUSO ACCORDO NELLA NOTTE CON REGIONE LAZIO PER CIG IN FASE EMERGENZA

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Roma, 25 marzo 2020 – (Agenzia Nova) – E’ stata raggiunta nella notte l’intesa tra Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Lazio con la Regione per un accordo quadro su cassa integrazione in deroga. Lo rendono noto i sindacati. “Questa notte abbiamo raggiunto l’intesa con Regione Lazio e associazioni datoriali per l’accordo quadro sulla cassa integrazione in deroga per dare una risposta tempestiva ai lavoratori e lavoratrici in questa fase di emergenza. Nessuno deve rimanere escluso e con questa intesa facciamo la nostra parte anche qui sul nostro territorio”, si legge nella nota dei segretari generali di Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Lazio Michele Azzola, Enrico Coppotelli e Michele Civica -. Come stabilito dal decreto di riparto la conferenza stato/regioni ha destinato al Lazio circa 145 milioni di euro per la cassa in deroga. La Regione Lazio, per il tramite dell’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino, ci ha rassicurato che questa disponibilità è solo una prima dotazione finanziaria e siamo impegnati congiuntamente affinché il governo stanzi quanto prima ulteriori risorse per dare piena copertura e garantire continuità di reddito ai lavoratori e alle lavoratrici più fragili, come appunto quelli che accederanno alla cassa in deroga. La cassa in deroga è uno strumento in più anche per quelle aziende non essenziali e per fermare le attività laddove questo non sia ancora stato fatto. Pensiamo che sia giusto sottolineare che adesso tutte le aziende – di ogni ordine e dimensione – hanno un ammortizzatore sociale per sospendere la propria attività tutelando la propria salute e quella dei propri dipendenti”, aggiungono i sindacati.

Rispetto a quanto disposto nel decreto Cura Italia, l’intesa sottoscritta nel Lazio allarga ulteriormente la soglia di tutela “per numerose figure troppo spesso ai margini del mercato del lavoro”: possono accedere alla cassa in deroga infatti i lavoratori a tempo determinato e intermittenti, gli operai agricoli precari, i lavoratori della pesca, del terzo settore, i dipendenti degli studi professionali, i somministrati e i dipendenti delle micro aziende artigiane che non riescono ad accedere ai fondi bilaterali per esaurimento di fondi a disposizione. “Consideriamo di rilievo anche l’inclusione dei lavoratori oggetto di cambio appalto e cessione di ramo aziendale, con l’auspicio che l’intesa raggiunta sul nostro territorio dia anche un positivo impulso su questo tema al percorso conversione del decreto Cura Italia”, aggiungono Azzola di Cgil Roma e Lazio, Coppotelli di Cisl Lazio e Civica di Uil Lazio. “Le aziende potranno fare richiesta di cassa integrazione in deroga allegando alla domanda l’apposito accordo sindacale da sottoscrivere con le organizzazioni sindacali più rappresentative, con un esame congiunto snello e volto a dare – nel rispetto del ruolo di tutte le parti – pronta risposta all’emergenza che imprese e lavoratori stanno vivendo. Resta ferma la necessità di una esaustiva informativa tra impresa e rappresentanza dei lavoratori, per le micro imprese sotto i 5 dipendenti, questo al fine di un monitoraggio congiunto essendo state investite ingenti risorse pubbliche”.

“Infine le parti hanno anche sottoscritto l’impegno di attivare tutte le azioni necessarie, nei confronti del governo e dell’Inps, per una rapida erogazione a beneficio dei lavoratori e delle lavoratrici. Gli sforzi fatti rischiano di essere vani se non si creano corsie di erogazione della cassa integrazione in deroga in tempi certi per garantire il reddito dei lavoratori, già fortemente compromesso. Su questo punto vigileremo quotidianamente, perché il nostro principale obiettivo è garantire che quanto prima le risorse arrivino ai lavoratori per garantire loro la possibilità di vivere questi giorni drammatici senza ulteriori preoccupazioni che non siano legate all’emergenza epidemiologica. Anche così intendiamo dare il nostro contributo per sconfiggere il virus”, concludono i segretari generali Azzola, Coppotelli e Civica.

EMERGENZA CORONAVIRUS: SEDI CISL LAZIO APERTE PER LE EMERGENZE IN TUTTA LA REGIONE

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#Emergenza #Coronavirus Cisl Lazio In questi giorni continuiamo a tutelare, anche attraverso i servizi, le nostre iscritte ed i nostri iscritti. Per questo le sedi della Cisl Lazio rimarranno aperte in tutta la regione per le emergenze. Lo ha detto Enrico Coppotelli Segretario Generale della Cisl Lazio