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Coppotelli(CISL Lazio):  La sfida del Pnrr. Le politiche di sviluppo future passano necessariamente dalla sostenibilità  ambientale e dalla digitalizzazione.

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Ciociaria Oggi 14 gennaio 2022 – Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha bisogno di progetti mirati per poter essere “scaricato a terra”. E nel Lazio può  esere uno dei cardini del rilancio, a patto che le risorse vengano intercettate.   un concetto sul quale il segretario generale della Cisl Lazio Enrico Co otell insiste molto. a atto anche in una recente intervista a “Cuore economico”, pubblicata il 12 gennaio scorso. Ha detto Coppotelli:  Il Pnrr può  essere una straordinaria occasione: 3 miliardi e 500 milioni di euro su digitalizzazione, innovazione e competitività  del sistema produttivo; 3 miliardi e 589 milioni di euro su infrastrutture per la mobilità ; 5 miliardi 302 milioni 366mila 917 euro su rivoluzione verde e transizione ecologica; 2 miliardi 100 milioni su equità  sociale, di genere e territoriale; 1 miliardo 900 milioni su istruzione, formazione, ricerca e cultura; 800 milioni su salute. Per una dotazione complessiva di 17 miliardi 191 milioni 366mila 917 euro. Abbiamo ottenuto risposte e disponibilità  al confronto da parte della Regione Lazio. Bisogna essere pragmatici: per 3,5 intercettare quelle risorse occorrono progetti mirati, gioco di quadra e capacità  cli spesa.

 

 

 

Turismo: sindacati, interventi urgenti urgenti per salvare il settore nel Lazio e a Roma

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L’Inchiesta, 13 gennaio 2022 – “La crisi che sta colpendo il sistema del turismo romano e laziale, con vertenze aperte che sono state denunciate dalle categorie del settore qualche giorno fa, rende necessari provvedimenti urgenti e retroattivi al primo gennaio 2022 per bloccare i licenziamenti e definire con urgenza misure di protezione e sostegno specifici al fine evitare le crisi occupazionali. E’ necessario poi intervenire con altrettanta urgenza su tutta la filiera industriale del turismo locale”.

Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl del Lazio, la Cisl Roma Capitale Rieti e la Uil del Lazio. “Per rilanciarlo – continua la nota – occorre riconoscere il turismo e la relativa filiera come un settore industriale strategico a livello locale, coniugandolo da un lato a un vero e proprio Piano del Lavoro per le professionalità in esso impiegate e dall’altro a un Piano Industriale per l’innovazione e la sostenibilità ricettiva, integrando la strategia di rilancio con il sistema culturale, lo spettacolo dal vivo, il patrimonio storico ambientale e la mobilità sostenibile collettiva e a domanda singola.

Turismo: sindacati, interventi urgenti urgenti per salvare il settore a Roma e nel Lazio

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Roma, 12 gennaio 2022 – (Agenzia Nova) – “La crisi che sta colpendo il sistema del turismo romano e laziale, con vertenze aperte che sono state denunciate dalle categorie del settore qualche giorno fa, rende necessari provvedimenti urgenti e retroattivi al primo gennaio 2022 per bloccare i licenziamenti e definire con urgenza misure di protezione e sostegno specifici al fine evitare le crisi occupazionali. E’ necessario poi intervenire con altrettanta urgenza su tutta la filiera industriale del turismo locale”.

Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl del Lazio, la Cisl Roma Capitale Rieti e la Uil del Lazio. “Per rilanciarlo – continua la nota – occorre riconoscere il turismo e la relativa filiera come un settore industriale strategico a livello locale, coniugandolo da un lato a un vero e proprio Piano del Lavoro per le professionalità in esso impiegate e dall’altro a un Piano Industriale per l’innovazione e la sostenibilità ricettiva, integrando la strategia di rilancio con il sistema culturale, lo spettacolo dal vivo, il patrimonio storico ambientale e la mobilità sostenibile collettiva e a domanda singola. Ricordiamo infatti che tutta la filiera turistica romana e regionale soffre di un alto livello di sottoccupazione e sottoprofessionalità a causa di una sempre più diffusa precarietà ed dell’elusione contrattuale.

Il settore alberghiero romano e laziale è caratterizzato, ad esempio, da un’occupazione assai bassa rispetto alla media degli alberghi europei. Questo fattore incide, ovviamente, sulla qualità e quantità dei servizi offerti e sulla capacità di innovare e diversificare il ‘prodotto accoglienza’ “. “Occorre inoltre guardare con grande attenzione ai trends internazionali prodotti dall’immobilismo delle amministrazioni locali circa i cambiamenti strutturali del settore a partire da quello alberghiero. Alcuni grandi gruppi internazionali, sia di estrazione alberghiera che puramente finanziari, iniziano ad acquisire appartamenti o interi stabili per riconvertirli in B&B, Case Vacanze e via dicendo, relegando quello alberghiero a mercato di lusso”, prosegue la nota.

“L’effetto finale è la progressiva scomparsa degli alberghi di tutte le categorie e della relativa occupazione regolare a causa dell’utilizzo di cooperative spurie oppure di una miriade di lavoratori in nero che si occupano della ricettività derivata dalla cosiddetta ‘platform economy’. Per questo riteniamo importanti i segnali di attenzione che arrivano dagli assessori comunali Pratelli e Onorato e dall’assessore regionale Corrado ma è necessaria e urgente un’azione corale che coinvolga le istituzioni locali e le parti sociali per un progetto realizzabile e condiviso”, concludono la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl di Roma Capitale Rieti, la Cisl del Lazio e la Uil del Lazio.

Coppotelli (Cisl Lazio): «Divario tra Roma e il resto della regione risucchiata dal Mezzogiorno, Pnrr occasione»

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Roma 12 Gennaio 2022 – Il mondo del lavoro nel Lazio alla prova della ripartenza e del Pnrr. CUOREECONOMICO fa un giro d’orizzonte con Enrico Coppotelli, segretario regionale della Cisl.

Come è stato il 2021 per l’economia del Lazio e quali sono le prospettive per il 2022?

«C’è una ripresa fisiologica ma non sistematica. C’è una ripresa “precaria” e non strutturale. Tutti i dati ci dicono questo. Anche quelli più recenti dell’indagine Excelsior Unioncamere, seppure parametrati solo su Roma.

Nella Capitale l’occupazione è tornata ai livelli di prepandemia. Quest’anno i dati sono simili a quelli del 2019, con 379.000 posti. C’è stato il traino dell’industria, dell’edilizia in particolare, del manifatturiero.

Ma nei servizi va meno bene, mentre continua la sofferenza di settori come il turismo e la ristorazione. Però il minimo comune denominatore è che l’80% della nuova occupazione è fatta di contratti a tempo determinato.

Il nodo è questo. Non dimentichiamo inoltre che molti occupati in realtà sono rientri dalla cassa integrazione. E’ una tendenza chiara, che si manifesta anche nel Lazio, nelle nostre province. Una ripresa non strutturale quindi.

E teniamo presente anche situazioni future pesanti per quanto riguarda la vita quotidiana delle famiglie. Mi riferisco agli aumenti della luce, del gas, della benzina. Quelli sì, strutturali.

Per quanto riguarda il 2022, per la Cisl del Lazio occorre ripartire dalle diseguaglianze e agire con tutte le energie che abbiamo affinché i lavori precari vengano trasformati in opportunità a tempo indeterminato. Soltanto così si potranno dare opportunità di futuro.

Solo un’occupazione stabile è in grado di trasmettere certezze, di alimentare i consumi, di aumentare la base fiscale dei contribuenti.

C’è anche il profilo della dignità. Infine, è evidente che bisognerà fronteggiare la pandemia: per noi l’unica soluzione è nel vaccino».

Il Lazio è una regione complessa, con tre zone ben distinte. Roma, l’alto Lazio e la zona Sud, forse più vicina per problematiche al Meridione. Lei pensa che il Pnrr possa servire in qualche modo a colmare queste differenze?

«Lo dice la classifica del quotidiano economico Il Sole 24 Ore. Roma è al 13° posto e guadagna diciannove posizioni. Poi Rieti al 75° posto (+5), Viterbo al 78° (-20), Frosinone all’82° (+3), Latina all’83° (-1).

La situazione è delicata e seria per le due Provincie del Basso Lazio, chiaramente associata al divario, sempre più ampio, che esiste tra Roma e le altre 4 province.

Il Lazio è da sempre ed oggi ancor di più, un territorio di frontiera, ma vaste aree della nostra regione ricadono e vengono risucchiate nelle dinamiche del Mezzogiorno.

La dinamica salariale piatta vuol dire che nelle regioni meridionali c’è un 15,3% di dipendenti con bassa paga, rispetto all’8,4 del Nord.

Il Pnrr può essere una straordinaria occasione: 3 miliardi e 500 milioni di euro su digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; 3 miliardi e 589 milioni di euro su infrastrutture per la mobilità; 5 miliardi 302 milioni 366mila 917 euro su rivoluzione verde e transizione ecologica; 2 miliardi 100 milioni su equità sociale, di genere e territoriale; 1 miliardo 900 milioni su istruzione, formazione, ricerca e cultura; 800 milioni su salute.

Per una dotazione complessiva di 17 miliardi 191 milioni 366mila 917 euro. Abbiamo ottenuto risposte e disponibilità al confronto da parte della Regione Lazio.

Bisogna essere pragmatici: per intercettare quelle risorse occorrono progetti mirati, gioco di squadra e capacità di spesa. Si tratta della sfida più grande che abbiamo davanti».

Quali sono i punti di forza sui quali il Lazio può puntare in questa fase di ripartenza e dove invece bisogna maggiormente investire?

«L’industria, e in particolare l’edilizia, hanno numeri importanti. Anche in questo caso parlano le cifre: il trend dell’edilizia fa registrare 42.000 posti di lavoro occupati, 12.000 in più rispetto al 2019.

Con un +40,6% rispetto al 2019 e un +47,1% con riferimento al 2020. Bene anche il manifatturiero. Poi ci sono le eccellenze del chimico-farmaceutico e dell’aerospaziale.

La base di partenza è questa ma che di pari passo dovrà prevedere un investimento poderoso nel lavoro pubblico, con un grande investimento sia sul personale che sulle innovazioni che la PA deve avere in una Regione cardine come il Lazio.

Si devono però, altresì, sostenere i settori in crisi. Alcuni dati: nei primi sei mesi dell’anno la spesa dei turisti stranieri è stata circa il 70% in meno rispetto a quella del primo semestre 2020.

La disoccupazione è cresciuta, le misure di sostegno ai redditi hanno riguardato il 7,7% delle famiglie. Anche questo un dato maggiore della media nazionale. E’ la fotografia del Lazio scattata da Bankitalia.

In Italia l’inflazione è arrivata a livelli che non si vedevano dal 2008. Un aumento record dei prezzi del 3,8% rispetto ad un anno fa. Rispetto a un anno fa mandare avanti la casa costa il 14,1% in più.

Ecco, tutto questo non può essere ignorato o lasciato solo alle dinamiche del mercato. Servono anche interventi locali. Poi è prioritario investire sulla sicurezza sul lavoro: le morti bianche sono inaccettabili e ce ne sono ancora troppe».

Transizione ecologica e digitale: a che punto è il mercato del lavoro laziale?

«Sono i temi chiave che ci proietteranno nel futuro. Immaginare politiche di sviluppo sganciate dalla sostenibilità ambientale non è possibile.

Per quanto riguarda il digitale, ci sono forti squilibri territoriali a livello regionale. Ma è evidente che oggi le infrastrutture immateriali fanno la differenza, ragione per la quale occorre mettere le imprese nella condizione di poter competere.

E lo si fa dando la possibilità di connessioni sicure, rapide e competitive. La transizione ecologica e digitale è la nuova frontiera sulla quale si misurerà il livello di modernizzazione del Paese.

Ma la modernizzazione di un Paese si misura anche su altri temi: come formiamo le nuove competenze e i nuovi lavori che si genereranno da questa transizione e soprattutto come riqualifichiamo e creiamo reti di protezione e di coesione sociale per quei lavoratori che avranno difficoltà per la perdita del loro posto di lavoro?

Digitale e sviluppo sostenibile, ma con la persona al centro».

Di recente avete siglato un accordo con la Regione per la riduzione della pressione fiscale a partire dalle fasce di reddito più basse. In cosa consiste esattamente?

«Un risultato storico con un fondo per mantenere inalterata la pressione fiscale a partire dalle fasce di reddito più basse. Poi c’è un punto specifico che stabilisce di approfondire, per l’anno 2022, le misure da adottare con riferimento alla maggiorazione dello 0,50% dell’addizionale regionale dell’Irpef (la cosiddetta Irpef Sanità).

Tanto per essere chiari: parliamo di un’addizionale introdotta con il commissariamento della sanità laziale, allora necessaria per coprire il deficit.

Un’addizionale che doveva sparire con la fine del commissariamento. Ma non è stato così. Un balzello che nel 2013, nell’ambito dell’aumento delle aliquote Irpef per accedere al prestito da 10 miliardi di euro dallo Stato, è stato portato da 1,23% a 1,73%.

Da qui 0,50%. Parliamo di una misura sulla quale la Regione Lazio mai aveva aperto spiragli. Essere riusciti a ricomprenderla in questo accordo è un traguardo che non è esagerato definire storico. Noi abbiamo dimostrato che, insomma, si può fare…»

Di Emanuele Lombardini

https://www.cuoreeconomico.com/coppotelli-cisl-lazio-divario-tra-roma-e-il-resto-della-regione-risucchiata-dal-mezzogiorno-pnrr-occasione/

Regione: redditi medio bassi, l’Irpef non aumenta. Coppotelli(CISL), raggiunto traguardo senza precedenti

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Rassegna Stampa 23 dicembre 2021 – Siglato l’accordo con i sindacati per ridurre la pressione fiscale. Sarà creato un fondo per sostenere la riduzione dell’addizionale Irpef per i redditi più bassi. Per Enrico Coppotelli, Segretario Generale della CISL Lazio, si tratta di un risultato del quale andare fieri.

 

Lazio: Cisl, bene accordo con Regione per ridurre la pressione fiscale

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Roma, 22 dicembre 2021 – (Agenzia Nova) – “Dobbiamo ridurre la pressione fiscale a partire dai redditi più bassi, anche per il 2022. Non solo un imperativo categorico e un dovere morale. Ma molto di più: un accordo siglato con la Regione Lazio e definito nelle modalità, nei tempi e negli obiettivi con un percorso chiaro, dettagliato e inderogabile. Un risultato della quale la Cisl va molto fiera”. Lo dichiara in una nota Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl Lazio. “Da pochi minuti è stato sottoscritto un verbale di accordo sindacale con la Regione Lazio, nel quale è scritto nero su bianco che verrà previsto un valore del fondo che permetta di mantenere inalterata la pressione fiscale a partire dalle fasce di reddito più basse – spiega la nota del sindacato -. Ma c’è un punto del quale andiamo particolarmente orgogliosi come Cisl, quello che stabilisce di approfondire, per l’anno 2022, le misure da adottare con riferimento alla maggiorazione dello 0,50 per cento dell’addizionale regionale dell’Irpef (la cosiddetta Irpef Sanità). Tanto per essere chiari: parliamo di un’addizionale introdotta con il commissariamento della sanità laziale, allora necessaria per coprire il deficit. Un’addizionale che doveva sparire con la fine del commissariamento. Ma non è stato così”.

“Un balzello che nel 2013, nell’ambito dell’aumento delle aliquote Irpef per accedere al prestito da 10 miliardi di euro dallo Stato, è stato portato da 1,23 per cento a 1,73 per cento. Da qui 0,50 per cento – spiega il sindacalista -. Parliamo di una misura sulla quale la Regione Lazio mai aveva aperto spiragli. Essere riusciti a ricomprenderla in questo accordo, con l’impegno di approfondire seriamente la questione, è un traguardo che non è esagerato definire storico. Riuscire ad abbassare la pressione fiscale su questo specifico punto avrebbe una valenza straordinaria, destinata anche a riverberare i suoi effetti sul versante ‘redistributivo’ e sociale. In presenza di quote rilevanti di extragettito si possono abbassare le aliquote tributarie. Solo che non era mai successo prima. Abbiamo infranto il tabù. Ma nel verbale di accordo sottoscritto con la Regione c’è anche molto altro: la previsione di interventi sulla riqualificazione della spesa corrente, l’elaborazione di strategie al fine di consentire il cofinanziamento dei fondi europei per liberare risorse aggiuntive utili a ridurre la pressione fiscale”, sottolinea Coppotelli.

“Entro la prima decade di marzo – prosegue Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl Lazio – verrà istituito un tavolo di confronto per definire l’intero impianto del sistema delle addizionali regionali Irpef. Ad aprile saranno valutati sia gli esiti del confronto che le risorse disponibili. E a quel punto esamineremo gli interventi che si possono realizzare per rendere strutturale la riduzione della pressione fiscale. La nostra bussola è la salvaguardia del potere di acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati. Il caro bollette incombe, l’inflazione galoppa. La riduzione strutturale delle tasse è una rivoluzione vera. L’unica misura possibile anche sul versante dell’equità sociale. La Cisl resterà in trincea fino al raggiungimento di tutti i risultati. Quello di oggi è un punto di partenza, non di arrivo”, conclude il sindacalista.

Lazio più a sud: qualità della vita in calo, Coppotelli(CISL) situazione grave

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Roma 14 dicembre 2021 – Oggi su Conquiste del Lavoro intervento del Segretario Generale Cisl Lazio, Enrico Coppotelli, su rapporto qualità della vita edito da Il Sole 24 ore

 

Province: Coppotelli (Cisl Lazio), ancora una bocciatura su qualità vita nostra Regione

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Roma, 13 dicembre 2021 – (Agenzia Nova) – “Cambiano gli enti e le istituzioni che effettuano gli studi, ma non la sostanza. Nel Lazio si vive peggio rispetto a molti altri territori. Non solo: è ormai chiaro che c’è una differenza enorme tra la situazione di Roma e quella delle altre 4 province”. Così il segretario generale della Cisl Lazio Enrico Coppotelli. “Ci riferiamo alla classifica sulla qualità della vita pubblicata oggi dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore. Roma è al 13esimo posto e guadagna diciannove posizioni. Poi Rieti al 75esimo posto (+5), Viterbo al 78esimo (-20), Frosinone all’82esimo (+3), Latina all’83esimo (-1). Stessa situazione guardando ai singoli capitoli. Prendiamo ricchezza e consumi: Roma 42esima, Rieti 70esima, Frosinone 75esima, Viterbo 76esima, Latina 81esima”.

“Quindi affari e lavoro: Roma è decima. Poi però: Latina al posto numero 50, Rieti a quello 63, Frosinone 73 e Viterbo 74. I risultati dell’indagine evidenziano che tra le prime dieci province, sette sono del Nord-Est: Bolzano (quinta), Pordenone (settima), Verona (ottava) e Udine (nona) che confermano la loro vivibilità e Treviso (decima) è l’unica new entry, anche grazie al primato nella Qualità della vita delle donne, l’indice presentato per la prima volta quest’anno per mettere al centro le tematiche di genere nella ripresa post-pandemia. Su novanta indicatori le ultime posizioni sono popolate in ben 57 casi da province del Sud o delle Isole. E le prime province non del Mezzogiorno che si incontrano, partendo dal fondo e salendo verso l’alto, sono Latina (83esima) e Frosinone (82esima)”, spiega ancora.

“La situazione non è delicata, è grave per le due Provincie del Basso Lazio chiaramente associato al divario, sempre più ampio, che esiste tra Roma e le altre 4 province. Il che conferma che il nodo da sciogliere è strutturale infatti, nei giorni scorsi, commentando il recente rapporto Svimez, abbiamo avuto modo di dichiarare: ‘Il Lazio è da sempre ed oggi ancor di più, un territorio di frontiera, ma vaste aree della nostra regione ricadono e vengono risucchiate nelle dinamiche del Mezzogiorno. La dinamica salariale piatta vuol dire che nelle regioni meridionali c’è un 15,3 per cento di dipendenti con bassa paga, rispetto all’8,4 del Nord. Anche nel Lazio conosciamo un basso tasso di occupazione, un’eccessiva flessibilità del mercato del lavoro con il ricorso al tempo determinato e al part time involontario. Tutto questo frena la crescita. Dobbiamo guardare in faccia la realtà. Il Pnrr può essere una straordinaria occasione, ma non è la pietra filosofale. Va programmato prima che gestito’. La situazione è questa purtroppo. L’indagine sulla qualità della vita de Il Sole 24 Ore conferma che il Lazio, con l’eccezione di Roma, scivola verso il Mezzogiorno. La realtà va guardata in faccia”, conclude Coppotelli.

 

Lazio: sindacati, bene istituzione tavolo regionale su automotive

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Roma, 10 dicembre 2021 – (Agenzia Nova) – “Su richiesta di Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Lazio in data odierna si è tenuto un incontro con la Regione Lazio per l’istituzione di un tavolo regionale di confronto sull’automotive”. Così una nota dei sindacati. “All’incontro con l’assessore Orneli hanno partecipato, oltre alle strutture regionali di Cgil Cisl e Uil , i rappresentanti delle categorie dei metalmeccanici e delle strutture confederali territoriali”.

“La Regione – continua la nota – ha risposto positivamente alla nostra richiesta prevedendo l’avvio della discussione entro la fine del mese. Il tavolo affronterà tutte le tematiche connesse alla transizione occupazionale, ecologica e tecnologica del settore automobilistico e della filiera dell’automotive. Argomenti centrali del confronto saranno la tutela dei livelli occupazionali e la formazione per le nuove competenze lungo tutta la filiera del settore, azioni per il sostegno al riposizionamento produttivo delle aziende del Lazio sulle nuove filiere derivanti dall’elettrico e dall’idrogeno, il sostegno istituzionale alla necessità strategica del riposizionamento dell’impianto di Stellantis di Piedimonte San Germano di Cassino sulle nuove piattaforme tecnologiche per il full electric e il coinvolgimento nella definizione del piano regionale per l’automotive delle competenze presenti nella regione, nei centri di ricerca, nelle università e nelle grandi aziende operanti nella specializzazione energetica”.

#Disabilità: Coppotelli (#Cisl), ancora tanto lavoro per abbattere barriere e società inclusiva

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Roma, 3 dicembre 2021 – (Agenzia Nova) – “La Giornata Internazionale dei diritti delle persone con #disabilità quest’anno raggiunge i 40 anni e assume i contorni di una giornata particolare. In questi primi 40 anni sono stati raggiunti tanti traguardi. Uno dei più importanti riguarda l’allontanamento, anche se ancora parziale, di ogni forma di #discriminazione e #violenza“. Così in una nota Enrico Coppotelli, segretario generale Cisl Unione Sindacale Regionale Lazio. “Sono state rotte tante barriere, aperte tante porte, ma non si è ancora realizzata una società pienamente inclusiva. In altre parole ancora oggi non è stato raggiunto un equilibrio tra i diritti delle persone con disabilità e lo sviluppo della società. Abbiamo intere città dove i disabili non possono muoversi liberamente. Troppo spesso si pensa che la disabilità sia una problematica che riguarda qualcun altro, invece riguarda ciascuno di noi. Una giornata importante, per riflettere su come e quanto i diritti delle persone con disabilità vengono rispettati. La disabilità non deve costituire una barriera per una vita piena e dignitosa, in condizioni di parità con ciascuna altra persona del mondo. L’esperienza della pandemia li ha segnati profondamente e li ha gettati nell’incertezza. Noi dobbiamo lavorare affinché tutto questo non accada e si realizzi anche per loro una piena inclusione sociale e lavorativa”, conclude la nota.