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LE PRINCIPALI NOTIZIE DI OGGI

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Roma 27 maggio 2019 – Il Pd supera il 30% ed è il primo partito a Roma. La Lega avanza fino al 26%, cresce anche Fratelli d’Italia, mentre il M5S crolla: non raggiunge nemmeno il 18%. In calo pure FI. Sono questi i risultati, parziali, delle Europee 2019, quando è stato scrutinato l’82 per cento delle sezioni. Idem in testa anche nel Lazio, ma il Carroccio li incalza. L’affluenza scende sia nella Capitale, sia nella Regione.

Lo scarto c’è fin dalle prime sezioni scrutinate: la Lega di Matteo Salvini nella Capitale supera il Movimento 5 Stelle e quando lo scrutinio arriva a 2.337 sezioni sulle 2.600 complessive , lo scarto trai due partiti è di 8,2 punti con il Carroccio al 25,9 per cento (255.527 voti) e il M5s al 17,7 per cento (174.274 preferenze). Ma la vera sorpresa è il Partito Democratico che, nella Capitale, scavalca entrambi e a tre ore dalla chiusura dei seggi si attesta sul 30,3 per cento, che tradotto in voti fa 298.792 preferenze . «Siamo il primo partito , è l’effetto Zingaretti» , chattano i dem. Dietro Fratelli d’Italia con 1’8,7percentoe 85.678 voti, Forza Italia con il 5,5 per cento e 54.818 preferenze e “+Europa” con il 3,9 per cento (39.001 voti). Completamente residuale, invece, almeno dai primissimi risul tati, la performance di CasaPound che si attesta sullo 0,4 per cento raccogliendo 4.124 voti.

Non si è verificato il caos ai seggi, paventato nei giorni scorsi per la mancanza di scrutatori e presidenti (per ché già la sera risultavano le presenze in tutti i 2.000 seggi elettorali della Capitale). Un po’ di confusione, però, ieri non è mancata perchè a volte nelle sezioni non sono state date informazioni precise a chi aveva la tessera elettorale piena di timbri e doveva anda re al Municipio più vicino per sostituire il documento. La sindaca Virginia Raggi è stata criticata da alcuni residenti quando a mezzogiorno è an data a votare a Ottavia con figlio e marito. Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha votato verso le 10 vicino Prati. 

Il conto alla rovescia è cominciato. Ma anche la resa dei conti dentro al Movimento Cinque Stelle dopo la pesante debacle subita su Roma . Il crollo dei consensi, infatti, agita anche i rapporti tra Raggi e i vertici del M5S: i leader nazionali la accusano di «pensare poco ai problemi dei romani», lei è pronta a cercare di smarcarsi, invocando mani libere per le future scelte che dovrà fare, in particolare il rimpasto di giunta (manca l’assessore ai Rifiuti), il Cda dell’Ama e il Bilancio. Sullo sfondo, il ritorno della vicenda giudiziaria: in autunno c’è il processo d’appello per il caso-Marra.

Tutto il grande consenso macinato nelle periferie dai Cinque Stelle è evaporato. Il Pd è il primo partito a Roma e molto del consenso stellato è passato alla Lega che in quasi tutti i Municipi totalizza percentuali sopra alla media nazionale e in tutti i casi incrementa i consensi racimolati alle Politiche . Va peggio invece al Movimento 5 stelle romano, appunto e quindi alle politiche capitoline di Virginia Raggi. Il M5S nei Municipi tiene la media nazionale già molto deludente, e a in alcuni casi la supera. 

Lo spoglio regala sorprese rispetto a exit poli e proiezioni nazionali che vedono, invece, la Lega in testa. E, in ogni caso, a compiere il balzo più importante su Roma è pro pio la formazione di Matteo Salvi n i: dall’l,4% del 2014 passa oggi a una percentuale ampiamente superiore al 20 (26%), nella notte primo partito in VI (37%) e X Municipio (29%). E così, il partito del vicepremier si candida prepotente mente a giocarsi da protagonista (in un futuro ancora indefinito) la prossima sfida per il Campidoglio. Chi si lecca le ferite, in una notta – ta pessima, dove ogni certezza ormai è venuta meno, sono Virginia Raggi e l’MSS che restano a guarda – re, nettamente più deboli di pri ma: il calo rispetto al 35,3% delle Comunali di 3 anni fa verrà calcolato oggi con esattezza, così come ri spetto al 25% delle precedenti Europee. La soglia psicologica del 20% sembra difficile da raggiungere.

Il calcio d’inizio avrebbe dovuto darlo Totti. Non ci riuscirà nemmeno De Rossi, Florenzi chissà. Tra burocrazia, inchieste, nodi tecnici e politici, una data per l’inaugurazione del nuovo stadio della Roma non c’è: non prima del 2022-23. Eppure se ne parla dal 2012, quando l’impianto (da 60mila posti) va leva appena il 16% di un progetto faraonico, con business park e due grattacieli disegnati dall’archistar Daniel Libeskind, e forse proprio da qui partono i problemi. li sito è il vecchio ippodromo di Tor di Valle, periferia sud della Capitale, terreni di Eurnovad i Luca  Parnasi, che con la Neep di Pallotta fonda la Stadio Tdv Spa, per costruire l’impianto e darlo alla Roma per30 anni. Oggi di quel piano resta poco. 

Nel 2014 l’assemblea dell’ex sindaco Ignazio Marino aveva votato l’interesse pubblico, ma il MSS quando è salito al Campidoglio ha iniziato una lunga trattat iva. 11 progetto ne è uscito dimezzato: taglio del 40% delle cubature e senza torri. Così, però, sono stati eliminati anche gli investimenti privati sulle infrastrutture, 600 milioni in meno fra cui il prolungamento della metro B e il ponte su I Tevere. La mobilità è la maggiore incognita: restano solo la via del Mare e la disastrata ferrovia Roma-Lido; l’ex governo Pd si è impegnato a finanziare il ponte sul Tevere con soldi pubblici, ma chissà quando. L’ultima grana è l’inchiesta sullo stadio che ha travolto Parnasei la politica locale. li progetto a parole va avanti, ma manca la decisiva variante urbanistica da votare in aula. Dopo l’arresto del capogruppo De Vito, la maggioranza della sindaca Raggi è impaurita e divisa. li club continua a parlare di posa della prima pietra nel 2019: è tutto fermo.

Balzo della Lega alle elelzioni Europee, gli exit poli danno il Carroccio prossimo al 30%. L’alleato di governo, invece, fa un passo indietro rispet to alle politiche di un anno fa , con una forbice tra il 18,5 e il 22,5 percento, con il Pd molto vicino al sorpasso: tra il 21 e il 25 per cento. Forza Italia è tra 1’8 e il 12%, Meloni 5-7%. In risalita l’affluenza.

L’Europa ci consegna un’ltalia più salviniana e meno grillina; ma forse meno populista e sovranista del previsto, nonostante il grande successo della Lega. E una maggioranza che, con i rapporti di forza invertiti, si profila più fragile. Con Io spoglio quasi terminato non è chlaro se le due formazioni dell’esecutivo raggiungeranno insieme più del 50 per cento.

La Lega spera di ottenere anche in provincia di Roma una prima generazione di sindaci. I candidati di Salvini sono in corsa a Palestrina, Tivoli, Cave, Nettuno e Civitavecchia. Oggi i risultati: molti potrebbero arrivare al ballottaggio.

L’inferno dei rifiuti a Roma sta per entrare nel suo girone più spaventoso: gli impianti di Malagrotta dovranno ridtme di 500 tonnellate la capacità di ricevere l’immondizia: l’emergenza ci sembrerà un piacevoler icordo.L ‘inierno dei rifiuti è il modo attraverso cui guardiamo al nostro peggio, la dimensione che esemplifica il nostro dramma collettivo, la materia che mostra quanto l’inferno sia il risultato della mancanza di responsabilità, in alto come in basso

Task force dei carabinieri forestali di Ostia contro gli “incivili” che abbandonano i rifiuti in strada. Una situazione arrivata al limite sul litorale che da una parte contrappone la maleducazione di chi sporca all’inefficienza del Comune con il “porta a porta”. E c’è anche l’esasperazione dei residenti che non vogliono soffocare nell’immondizia tra le pareti domestiche a dar vita a fenomeni illegali come il lancio del sacchetto o l’abbandono dei rifiuti in strada.

CGIL, CISL E UIL LAZIO, BENE REGIONE LAZIO CHE DA SEGUITO AD ACCORDI SU CAPOLARATO

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Roma, 20 maggio 2019 – (Agenzia Nova)Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Lazio in una nota esprimono soddisfazione per l’intervento della Regione Lazio che ha dato seguito agli accordi sottoscritti nei mesi scorsi in materia di capolarato: “Da sempre le organizzazioni sindacali confederali contrastano il fenomeno delittuoso del caporalato. L’8 gennaio presso la Prefettura di Latina Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Lazio hanno sottoscritto il protocollo per un lavoro di qualità in agricoltura, attraverso il quale si intende realizzare un piano d’intervento sui fenomeni del lavoro nero e dello sfruttamento del lavoro e per la valorizzazione del dell’agricoltura nella Regione Lazio. Fra i vari punti che prevede il protocollo ci sono le misure di agevolazioni in materia di trasporto pubblico per i lavoratori da e per il luogo di lavoro, anche attraverso convenzioni con le aziende di trasporto pubblico locale – hanno spiegato i sindacati nella nota congiunta -. Infatti successivamente si è insediato il tavolo tecnico a cui hanno partecipato Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil del Lazio per dare seguito all’accordo dell’8 gennaio e per definire lo schema che porterà i braccianti agricoli di Latina e provincia ad utilizzare gratuitamente i bus del Cotral e del tpl per recarsi al lavoro. Infine il 17 maggio la Regione Lazio con un atto amministrativo che coinvolge i comuni di Latina, Maenza, Pontinia, Roccagorga, Sabaudia, Sezze, Terracina e l’azienda Cotral ha concordato lo schema citato sul trasporto gratuito dei lavoratori agricoli. I segretari generali Michele Azzola di Cgil Roma e Lazio, Paolo Terrinoni della Cisl del Lazio e Alberto Civica della Uil del Lazio apprezzano l’impegno della Regione Lazio nell’aver dato seguito agli accordi sottoscritti. Adesso ci aspettiamo i provvedimenti per rendere il mercato del lavoro agricolo più trasparente e un rafforzamento delle ispezioni”, hanno concluso le organizzazioni sindacali.

LAVORO. CISL LAZIO: SABATO GIORNATA SERVIZI IN RETE CON GAZEBO SU TERRITORIO

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(DIRE) Roma, 2 maggio 2019. – “Sabato 4 maggio la Cisl del Lazio organizza la Giornata dei servizi in rete della Cisl con gazebo allestiti sul territorio per incontrare la cittadinanza e illustrare tutte le possibilita’ offerte dal variegato sistema dei servizi del sindacato. L’iniziativa arriva a conclusione del percorso formativo interno organizzato dalla Cisl regionale, che si e’ svolto durante tutto il mese di aprile e ha coinvolto ottocento operatori tra Rsu, Rsa, delegati, agenti sociali, volontari coordinati dalle Ust Cisl di Roma Capitale e Rieti, Latina, Frosinone e Viterbo”. Cosi’ in un comunicato la Cisl del Lazio. “Siamo felici di aver organizzato questo corso sui servizi perche’ si e’ rivelato un’occasione unica di incontro e condivisione con centinaia di operatori e delegati della nostra organizzazione- commenta Paolo Terrinoni, segretario generale della Cisl del Lazio– Ora e’ importante attivarsi per la fase 2, quella in cui dobbiamo aprirci verso l’esterno per condividere questo patrimonio di opportunita’ con tutti i cittadini con i quali verremo a contatto durante la Giornata dei servizi in rete il prossimo 4 maggio”. I gazebo dove verra’ distribuito il materiale sui servizi offerti dal Caf Cisl, dal patronato Inas Cisl, da Enti e Associazioni come Adiconsum, Anolf, Anteas, Iscos, Sicet, Sindacare e Sportello lavoro, saranno presenti nelle seguenti localita’: a Roma in piazzale Appio (adiacente civico 9 – lato Coin), via Andrea Doria (adiacente civico 41 – ingresso Mercato Trionfale), piazza Bologna (adiacente civico 39 – davanti Ufficio Postale); a Rieti in via Mercatanti (area antistante centro commerciale Perseo); a Latina in piazza del Popolo; a Viterbo in piazzale Porsenna; a Frosinone in via Aldo Moro; a Sora a piazza Santa Restituta; a Cassino a piazzale Nicholas Green e ad Anagni.

L’ESPERIENZA DELLA FIRST CISL NEI FONDI DI SOLIDARIETÀ E L’IMPATTO DI ‘QUOTA 100’ SUI PROSSIMI ESODI

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Roma 2 aprile 2019 – Si è tenuto all’Auditorium di via Rieti a Roma, il seminario formativo dal titolo “L’esperienza della First Cisl nei Fondi di solidarietà e l’impatto di ‘quota 100’ sui prossimi esodi”.

L’evento promosso dalla Segreteria della First Cisl del Lazio, è stato parte integrante di un’intensa giornata di lavori che ha visto, nella mattinata, anche la celebrazione del Direttivo Territoriale della First Cisl di Roma e Rieti e del Consiglio Generale della First Cisl del Lazio.

La giornata ha rilevato una amplissima partecipazione di dirigenti sindacali provenienti da tutta la regione e ha registrato, tra l’altro, gli interventi dei Segretari Generali della UST, Luca Bozzi, e della USR, Paolo Terrinoni, e del Segretario Generale della FIRST CISL Nazionale, Riccardo Colombani.

Nel pomeriggio, il seminario è stato introdotto da Dina Signoriello, Segretaria Generale della First Cisl di Roma e Rieti e da Maria Veltri, Segretaria Generale della First Cisl del Lazio.

I lavori sono proseguiti con le relazioni di Valeria Picchio del Dipartimento Democrazia economica Fisco e Previdenza Cisl Nazionale e Mauro De Petris della Consulenza legale First Cisl Nazionale.

Sono intervenuti, a seguire, per testimoniare le esperienze dei settori di appartenenza: Umberto Bognani, Coordinatore Nazionale di CaFirst; Giuseppe Spaducci, Coordinamento Nazionale First Cisl AdER; Nicola Lauletta, R.S.A. First Cisl BNL DG Roma; Gianluca Pernisco, Responsabile Credito Cooperativo First Cisl del Lazio.

L’evento è stato moderato da Claudio Stroppa, Segretario Generale Aggiunto della First Cisl di Roma e Rieti.

In particolare, durante l’incontro, sono stati chiariti gli ambiti di applicazione della nuova legge.

Questo rappresenta l’ultimo di una serie di iniziative poste in essere dalla First Cisl del Lazio dall’inizio dell’anno. Tra le varie si ricordano i seminari su “Donne e Costituzione” e “La digitalizzazione nel settore assicurativo” oltre che i diversi interventi specifici in ambito formativo. Iniziative che, ricordano concretamente anche un passaggio del Segretario Generale Nazionale, Riccardo Colombani, che ha sottolineato come la First Cisl incarna il sindacato delle idee ed in tal senso guarda al futuro a cominciare dal considerare l’evoluzione legata all’economia digitale. Ecco perché sarà necessario avere sempre più chiaro il ruolo sociale del sindacato e dei sindacalisti tutti.

SOCIALE. CISL LAZIO e CISL ROMA-RIETI: DISABILITA’ E CONTRATTAZIONE, UNA SFIDA APERTA

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(DIRE) Roma, 29 marzo – “Disabilita’, politiche inclusive e contrattazione. Se ne e’ parlato questa mattina a Roma in occasione del seminario formativo, organizzato dalla Cisl Roma Capitale Rieti, che ha posto l’accento sul ruolo della contrattazione aziendale come leva della qualita’ di vita e inclusione sociale. Un ambito, quello del binomio lavoro e inclusione, dove proprio il sindacato e’ il soggetto ideale per interpretare e organizzare la domanda sociale favorendo relazioni e alleanze fra istituzioni e organizzazioni”. Cosi’, in una nota, la Cisl di Roma Capitale e Rieti. “Se uno sguardo generale della relazione disabilita’ e lavoro evidenzia una mancanza di sistematicita’ e il prevalere di iniziative di singole realta’, questo e’ ancor piu’ vero nella Capitale dove nonostante la presenza di 22.596 titolari di rendita Inail, per lo piu’ ultra 65enni, rileva Luca Bozzi, segretario generale della Cisl di Roma Capitale e Rieti, c’e’ ‘una situazione poco governata e senza raccordi istituzionali coordinati, e i legami stabiliti con le realta’ del territorio, Comune e Regione in primis, non realizzano una solida e duratura integrazione di pratiche. Per questo abbiamo deciso di mettere in campo un gruppo di lavoro intercategoriale e trasversale per intercettare, in un’ottica di rete, anche altre realta’ associative dove noi, come sindacato, ci facciamo portatori di inclusione sociale con il lavoro’.

 

Una missione che richiede la conoscenza profonda del territorio e la condivisione delle buone prassi, anche aziendali, come il progetto avviato in Merck Serono che e’ stato presentato da Ada Paletta, segretaria generale aggiunta Femca Cisl Roma Capitale Rieti. Proprio la contrattazione aziendale e’ uno dei terreni piu’ fertili per adeguare i luoghi di lavoro all’accomodamento ragionevole previsto dalla Convenzione Onu, ratificata in Italia nel 2009, che prevede osservatori aziendali e disability management, cosi’ come evidenziato da Silvia Stefanovichj, responsabile disabilita’ della Cisl nazionale. A conclusione dei lavori, Paolo Terrinoni, segretario generale Cisl del Lazio, nel sottolineare l’importanza di un cambio di passo nella percezione della condizione della disabilita’ e nelle modalita’ della comunicazione, ha evidenziato come “nella nostra regione ci sia la necessita’ di maggiori risorse considerando che, con 3,8 persone su 100 con gravi disabilita’, il Lazio si posiziona sopra la media nazionale che e’ di 3,5. Risorse che dovrebbero essere destinate espressamente per la disabilita’ e non rientrare nel capitolo della sanita’ per scongiurare il rischio di una sanitarizzazione del welfare. Di passi avanti ne sono stati fatti molti- ha concluso il sindacalista- ma molti dobbiamo ancora farne'”.

LAVORO. CISL LAZIO: PARTE CAMPAGNA FORMAZIONE PER 1.000 OPERATORI

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(DIRE) Roma, 29 marzo 2019 – “Il prossimo 1 aprile parte il percorso formativo organizzato dalla Cisl del Lazio rivolto a mille operatori tra RLS (Rappresentanze locali sindacali), agenti sociali e volontari della FNP, la categoria che rappresenta i pensionati della Cisl. Le Federazioni di categoria della Cisl regionale coinvolgeranno le proprie RSU, RSA e delegati. I seminari di formazione vedranno anche la partecipazione delle Ust Cisl di Roma Capitale e Rieti, Latina, Frosinone e Viterbo”. Cosi’, in una nota, Paolo Terrinoni, segretario generale della Cisl del Lazio. “Obiettivo del corso, strutturato in 6 giornate, e’ la condivisione e la conoscenza a 360 gradi di tutte le opportunita’ e i servizi, anche quelli piu’ innovativi, offerti dal Caf Cisl e dal patronato Inas Cisl, senza dimenticare le opportunita’ espresse da Enti e Associazioni del mondo Cisl quali Adiconsum, Anolf, Anteas, Iscos, Sicet, Sindacare e Sportello lavoro, cosi’ come deciso dalla Conferenza regionale dei Servizi in Rete che si e’ tenuta a Roma lo scorso mese di ottobre. Lunedi’ 1 aprile si parte con le RLS, gli agenti sociali e i volontari della FNP. A seguire, per tutto il mese di aprile, le categorie di rappresentanza dei lavoratori attivi”.

CGIL CISL UIL. IL 21 MARZO BANDIERE DELL’UNIONE EUROPEA ESPOSTE IN TUTTE LE SEDI SINDACALI. “PIÙ DIRITTI, LAVORO E SOLIDARIETÀ”

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Roma, 21 marzo 2019 – “Mai come ora l’Europa ha bisogno dell’Italia ed il mondo dell’Europa. Per questo oggi 21 marzo, inizio di primavera e festa di San Benedetto, Patrono d’Europa, la Cisl ha accolto con entusiasmo e con impegno civico l’iniziativa di esporre nelle nostre sedi sindacali la bandiera Europea e la bandiera Italiana che sono il simbolo di unità, di solidarietà, di pace, di democrazia, dell’identità di un’intera comunità che confida nella legalità, nella multiculturalità, nell’umanesimo condiviso. Iniziamo un nuovo percorso.” Lo scrive sulla pagina Facebook della Cisl la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando l’iniziativa “Bandiere per il futuro“ in corso in tante città italiane. Un “segno di forte identità europeista”, così Cgil Cisl Uil definiscono la loro scelta di esporre le bandiere d’Europa da oggi, giovedì 21 marzo sino al 26 maggio, giorno in cui si svolgeranno le elezioni europee, presso tutte le loro sedi e strutture. “I sindacati confederali italiani Cgil Cisl Uil – si legge in una nota unitaria – hanno contribuito fattivamente nella loro storia alla formazione dell’Unione Europea pensata come spinta propulsiva a una nuova comunità transazionale che si riconoscesse nei valori della Democrazia, della Coesione Sociale, del Lavoro, dell’Uguaglianza e della Pace. “In coerenza con il nostro cammino di sostegno e supporto di questi valori in questi tempi particolarmente delicati su questo versante, – prosegue la nota – in occasione del prossimo 21 marzo, data in cui ricorre il patrono d’Europa, si invitano le strutture territoriali e regionali a dare un segno di forte identità europeista, esponendo la bandiera dell’Unione Europea al fianco di quelle rappresentanti il nostro Paese e le nostre Organizzazioni sindacali, nelle sedi ove questo già non avvenga. Tali bandiere potrebbero restare esposte sino al 26 maggio, giorno in cui i cittadini europei saranno chiamati alle urne per rinnovare le proprie Istituzioni democratiche”. “Testimoniando e chiarendo nelle modalità più opportune – conclude la nota – il nostro rinnovato impegno per un’Unione Europea fondata su diritti, lavoro e solidarietà”.

CGIL CISL E UIL INSIEME L’8 MARZO PER FESTEGGIARE LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

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Roma 26 Febbraio 2019 – L’8 marzo verrà celebrata la “Giornata Internazionale della Donna” con un’iniziativa nazionale unitaria a Roma presso l’Aula A di Patologia Generale del Policlinico Umberto I, con accesso attraverso l’ingresso di viale Regina Elena. L’iniziativa “Si chiamerà Futura – La contrattazione di genere protagonista del cambiamento”, vuole evidenziare la nostra forte volontà di rilanciare la “contrattazione di genere” quale elemento centrale della promozione della parità in ciascun contesto produttivo e sociale, nonché come strumento utile nella prevenzione e contrasto delle forme di discriminazione, per combattere la segregazione e la segmentazione di genere. L’evento avrà inizio alle ore 9.30 e terminerà circa alle ore 13.00 con le conclusioni di Annamaria Furlan, Segretaria Generale della CISL. 

APPELLO CONTRO LA REGIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA D’ISTRUZIONE

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Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione 

Come è noto, le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno, tra l’altro, chiesto al Governo forme ulteriori e condizioni specifiche di autonomia in materia di istruzione e formazione. 

L’obiettivo è quello di regionalizzare la scuola e l’intero sistema formativo tramite una vera e propria “secessione” delle Regioni più ricche, che porterà a un sistema scolastico con investimenti e qualità legati alla ricchezza del territorio. Si avranno, come conseguenza immediata, inquadramenti contrattuali del personale su base regionale; salari, forme di reclutamento e sistemi di valutazione disuguali; livelli ancor più differenziati di welfare studentesco e percorsi educativi diversificati. Di fatto viene meno il ruolo dello Stato come garante di unità nazionale, solidarietà e perequazione tra le diverse aree del Paese; ne consegue una forte diversificazione nella concreta esigibilità di diritti fondamentali. 

La proposta avanzata dalle Regioni si basa sulle previsioni contenute nell’art. 116 della Costituzione, modificato dalla riforma del Titolo V approvata nel 2001, che consente a ciascuna Regione ordinaria di negoziare particolari e specifiche condizioni di autonomia. Fino ad oggi quelle disposizioni non erano mai state applicate, essendo peraltro già riconosciute alle Regioni potestà legislativa regionale esclusiva e concorrente in molte materie; ora invece, nelle richieste avanzate da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, gli effetti dell’autonomia regionale ulteriormente rinforzata investono l’intero sistema dell’istruzione con conseguenze gravissime. Vengono meno principi supremi della Costituzione racchiusi nei valori inderogabili e non negoziabili contenuti nella prima parte della Carta costituzionale, che impegnano lo Stato ad assicurare un pari livello di formazione scolastica e di istruzione a tutti, con particolare attenzione alle aree territoriali con minori risorse disponibili e alle persone in condizioni di svantaggio economico e sociale. 

La scuola non è un semplice servizio, ma una funzione primaria garantita dallo Stato a tutti i cittadini italiani, quali che siano la regione in cui risiedono, il loro reddito, la loro identità culturale e religiosa. 

L’unitarietà culturale e politica del sistema di istruzione e ricerca è condizione irrinunciabile per garantire uguaglianza di opportunità alle nuove generazioni nell’accesso alla cultura, all’istruzione e alla formazione fino ai suoi più alti livelli. 

Forte è la preoccupazione che l’intero percorso venga gestito con modalità che non consentono un’approfondita discussione di merito, dal momento che le Camere potrebbero essere chiamate non a discutere e a valutare, ma unicamente a pronunciarsi su ciò che le Regioni richiedenti e il Governo avranno precedentemente sottoscritto; tutto ciò con vincoli giuridici decennali. 2 

Con l’introduzione dell’autonomia differenziata, che destruttura il modello configurato dalla Costituzione Repubblicana, si portano a compimento scelte politiche che più volte negli ultimi anni hanno indebolito le condizioni di vita delle persone e della società. 

A nulla valgono le rassicurazioni circa il fatto che alcune Regioni richiedenti non avrebbero in termini finanziari niente di più di quello che oggi spende lo Stato per i servizi trasferiti. Quelle Regioni insistono in realtà nel voler stabilire i trasferimenti di risorse sulla base della riduzione del cosiddetto “residuo fiscale”, cioè la differenza fra gettito fiscale complessivo dei contribuenti di una regione e restituzione in termini di spesa per i servizi pubblici. 

Sarà quindi inevitabile l’aumento del divario tra nord e sud e tra i settori più deboli e indifesi della società e quelli più abbienti. In tale contesto, dunque, una scuola organizzata a livello regionale sulla base di specifiche disponibilità economiche, rappresenta una netta smentita di quanto sancito dagli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione a fondamento del principio di uguaglianza, cardine della nostra democrazia, e lede gravemente altri principi come quello della libertà di insegnamento. 

La scuola della Repubblica, garante del pluralismo culturale e preposta a rimuovere ogni ostacolo economico e sociale è, e deve essere, a carico della fiscalità generale nazionale, semplicemente perché esprime e soddisfa l’interesse generale. 

Un Paese che voglia innalzare il proprio livello d’istruzione generale deve unificare, anziché separare: unificare i percorsi didattici, soprattutto nella scuola dell’obbligo; garantire, incrementandola, l’offerta educativa e formativa e le possibilità di accesso all’istruzione fino ai suoi livelli più elevati; assicurare la qualità e la quantità dell’offerta di istruzione e formazione in tutto il Paese, senza distinzioni e gerarchie. 

Regionalizzare la scuola e il sistema educativo e formativo significa prefigurare istituti e studenti di serie A e di serie B a seconda delle risorse del territorio; ignorare il principio delle pari opportunità culturali e sociali e sostituirlo con quello delle impari opportunità economiche; disarticolare il CCNL attraverso sperequazioni inaccettabili negli stipendi e negli orari dei lavoratori della scuola che operano nella stessa tipologia di istituzione scolastica, nelle condizioni di formazione e reclutamento dei docenti, nei sistemi di valutazione, trasformati in sistemi di controllo; subordinare l’organizzazione scolastica alle scelte politiche – prima ancora che economiche – di ogni singolo Consiglio regionale; condizionare localmente gli organi collegiali. Significa in sostanza frantumare il sistema educativo e formativo nazionale e la cultura stessa del Paese. Questa frammentazione sarà foriera di una disgregazione culturale e sociale che il nostro Paese non potrebbe assolutamente tollerare, pena la disarticolazione di un tessuto già fragile, fin troppo segnato da storie ed esperienze non di rado contrastanti e divisive. 

Per questo lanciamo il nostro appello ad un generale e forte impegno civile e culturale, affinché si fermi il pericoloso processo intrapreso e si avvii immediatamente una confronto con tutti i soggetti istituzionali e sociali. 3 

Di fronte ai pericoli della strada intrapresa, intendiamo mobilitarci, a partire dal mondo della scuola, perché si apra un grande dibattito in Parlamento e nel Paese, che coinvolga i soggetti di rappresentanza politica e sociale e tutti i cittadini, come si richiede per una materia di tale importanza per la vita delle persone e dell’intera comunità nazionale. 

Contrastare la regionalizzazione dell’istruzione in difesa del principio supremo dell’uguaglianza e dell’unità della Repubblica è un compito primario di tutte le forze politiche, sindacali e associative che rendono vivo e vitale il tessuto democratico del Paese. 

Roma, 15 febbraio 2019 

ADERISCI! 

#RestiamoUniti 

Promotori: 

Sindacati: FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda Unams, SNALS Confsal, COBAS, Unicobas Scuola e Università. 

Associazioni: Associazione Nazionale “Per la scuola della Repubblica”, ACLI, AIMC, ANDDL, ASSUR, CIDI, MCE, UCIIM, IRASE, IRSEF IRFED, Proteo Fare Sapere, Associazione Docenti Art. 33, CESP, Associazione “Unicorno-l’AltrascuolA”, “Appello per la scuola pubblica”, Autoconvocati della Scuola, Gruppo No Invalsi, Link, Lip scuola, Manifesto dei 500, Rete degli studenti medi, Rete della conoscenza, Unione degli Studenti, Uds, Udu. 

COME ADERIRE 

Chi intende aderire all’appello può farlo compilando il modulo disponibile al link sotto indicato (seguire le indicazioni riportate nel modulo); il modulo consente l’adesione di singoli firmatari o di gruppi e associazioni 

https://goo.gl/forms/anOr0fhibkHXFWDK2

 

FIRST CISL LAZIO: SOTTOSCRITTO ACCORDO SINDACALE CHE ESTENDE IL CONTRATTO DEI BANCARI A TUTTI I DIPENDENTI DI CDP IMMOBILIARE

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Roma 22 febbraio 2019 – Si concluderà il 25 febbraio 2019, con la firma delle conciliazioni, il lungo percorso sindacale che, in controtendenza rispetto al settore, ha esteso il contratto dei bancari a tutti i dipendenti di CDP Immobiliare – società partecipata al 100% da CDP S.p.A. -, compresi quelli ai quali si applicava il CCNL Edili.
Per La First Cisl la trattativa di armonizzazione è stata condotta da Fiorella Barcherini, RSA aziendale di CDP Immobiliare, supportata dalla segreteria regionale nella persona del Segretario Generale Maria Veltri.
Un accordo che ha fatto da apripista al rinnovo del contratto di II livello che ha previsto importanti integrazioni a favore dei lavoratori. Tra i vari istituti contrattuali ricordiamo il riconoscimento del TFR calcolato sull’intera retribuzione (mentre per il resto dei bancari dal 2012 questa attribuzione è ancora parziale), l’aumento della contribuzione aziendale in termini di previdenza integrativa, oltre che le provvidenze riconosciute per i figli dei dipendenti di ogni ordine e grado.
Questo accordo va in netta discontinuità con quanto sta succedendo nel settore già da diversi anni,” dichiara Fiorella Barcherini che continua: “Il contratto rilancia la dignità del lavoro, valorizzando al contempo un approccio innovativo alle relazioni industriali.” Le fa eco Maria Veltri: “questa intesa certifica l’ottimo lavoro sindacale svolto nel tempo in CDP Immobiliare e conferma il ruolo costruttivo della First Cisl, unitariamente alle altre OO.SS. presenti in azienda.”
Sull’intesa Dina Signoriello, Segretario Generale di First Cisl Roma e Rieti: “abbiamo visto con soddisfazione come le rappresentanze sindacali abbiano dimostrato una reale capacità di interpretare al meglio le aspettative presenti e future di tutti i lavoratori.