Archivio per Categoria Notizie Cisl Lazio

Lazio: sindacati, presentato a IV commissione bilancio documento “Ricostruire il futuro”

Share
Roma, 26 novembre 2020 – (Agenzia Nova) – “Abbiamo inviato alla IV commissione regionale e al suo presidente, Fabio Refrigeri, il documento ‘Ricostruire il futuro’, richiamato nel corso dell’audizione del 19 novembre scorso relativa alle politiche regionali ed europee 2021-2027”. Lo dichiarano in una nota Cgil, Cisl e Uil Roma e Lazio. “Il documento, che rappresenta e definisce i principali perimetri di intervento per lo sviluppo sostenibile e alcune misure, non ordinarie, di contrasto alla crisi sociale da Covid-19, poggia su tre principali pilastri: i diritti sociali (sanità, sociale, scuola, casa, lavoro), le politiche socio-industriali per lo sviluppo sostenibile (ricerca – green economy – transizione digitale – individuazione dei settori e delle infrastrutture strategiche) e i 1.800 miliardi di euro che l’Europa, attraverso i fondi europei, metterà a disposizione per far fronte a questa situazione straordinaria nel periodo 2021/2024 (l’Italia dovrebbe fruire di circa il 15-20 per cento del valore complessivo del quadriennio). Quest’ultimo percorso sarà decisivo sia per la programmazione dei fondi europei che per il bilancio della Regione – spiegano -. Nel documento vengono indicate le direttrici fondamentali degli interventi da sostenere perché realmente nulla sia come prima del Covid. Il lavoro nasce dallo studio degli indicatori socio-economici pluriennali regionali e dalle analisi territoriali del 2006 e del 2020 contenute nelle relazioni di presentazione dei Por della Regione Lazio. L’approfondimento dei temi ci consegna un territorio in sostanziale stagnazione – aggiungono – in cui restano irrisolti alcuni vecchi problemi strutturali socio-economici. La Regione Lazio, infatti, pur presentando una maggiore tenuta economica di altre aree del paese al susseguirsi delle crisi economiche e pandemiche degli ultimi 10 anni non riesce comunque a intercettare positivamente i flussi dello sviluppo sociale, occupazionale e dei redditi da lavoro, né i flussi della crescita diffusa dell’innovazione e del valore aggiunto delle produzioni e dei servizi. In questa situazione alla luce della lunga transizione imposta dalla pandemia, riteniamo pertanto necessario confrontarci sulle rispettive priorità rispetto alla necessità di proporre, congiuntamente, azioni e investimenti in grado di sostenere e rafforzare il tessuto sociale, occupazionale e produttivo esistente e di programmare gli interventi per la transizione verde e per il futuro sostenibile della Regione”, concludono.

LE PRINCIPALI NOTIZIE DI OGGI

Share

Roma 26 novembre 2020 – La metro C si ferma di nuovo: per la linea più automatizzata della Capitale è la seconda volta in tre giorni. Dopo il lunedì nero che ha portato allo stop di oltre quattro ore dell’intera tratta a causa delle assenze di soli sei dipendenti Atac inedito assoluto che ha scatenato polemiche e attivato le inchieste sia del Campidoglio sia del Garante degli scioperi (ieri audizione di Atac: assenze regolarmente giustificate, focus su organizzazione aziendale) -, la terza metro di Roma è rimasta chiusa di nuovo. Stavolta non per uno sciopero bianco, come ipotizzavano lunedì i tecnici capitolini, ma per una manifestazione dichiarata da giorni che ha portato alla chiusura dei cancelli dalle 8,30 alle 12,30.

Si accendono le polemiche sulla riorganizzazione dell’ospedale De Lellis e, in particolare, sul trasferimento di chirurgia a Villa Tiberia. Una misura temporanea, decisa dalla necessità di fronteggiare al meglio il coronavirus e l’intera emergenza sanitaria. Parte degli amministratori e dei sindacati evidenziano come il de Leilis sia l’unico ospedale del territorio e contestano questa decisione. Non mancano appelli all’unità, come dal presidente del consiglio comunale di Rieti, Giuliano Sanesi, che invita a fronteggiare uniti la pandemia. Intanto, numeri in altalena sul fronte del Covi d-19. Ieri sono stati registrati sei decessi, che portano il totale nel territorio a 110.1 nuovi contagi sono stati 84 ma elevato anche il dato dei guariti, 95. Il numero complessivo degli attuali contagiati si attesta a 1.402, in lieve discesa nelle ultime ventiquattro ore e anche rispetto ai giorni precedenti. Dall’inizio della pandemia sono stati oltre tremila i residenti nel territorio contagiati, pari all’1,9 per cento dell’intera popolazione nella provincia di Rieti

Il tasso dei positivi ancora giù, ieri era a 7,2. Ma ancora 58 decessi nel Lazio. I contagi nella regione sono stati 2.102, a Roma 1.139. Lieve miglioramento anche nei reparti di degenza ordinari, con una diminuzione dei pazienti ricoverati. Più quattro, invece, i malati nelle Terapie intensive.

Oltre 600 contagi nelle case di riposo. È il bilancio terribile eppure solo parziale dello tsunami pandemico che ha travolto le strutture dedicate ai più fragili nel Lazio. Cifre relative solo alla seconda ondata in corso e quindi provvisorie, ma anche incomplete, perché un report preciso sugli anziani infettati dal Covid ancora non esiste. Come mancano stime certe delle vittime, spesso uccise dal virus nel silenzio di una Rsa o spirate in un letto d’ospedale. A oltre sei mesi dai primi focolai divampati, poco sembra essere cambiato: scarsi protocolli di sicurezza, personale ridotto, informazioni carenti.

Coronavirus, nel Lazio sono 2102 i nuovi positivi (di cui ben 1.139 a Roma città e altri 529 in provincia) con 29.189 tamponi e 58 i decessi nelle ultime 24 ore. I guariti sono 1275 in un giorno, mentre continua a migliorare il rapporto positivi/tamponi, che scende dall’8,98% di martedì al 7,20% di ieri. Alessio D’Amato, assessore regionale alla Salute, ha spiegato: «Tutti i dati stanno migliorando e gli ospedali stanno reggendo, bene anche la rete dei soccorsi; questo dimostra che le misure prese finora stanno funzionando e dobbiamo continuare così.

Assunzioni alla municipalizzata Ama di Roma ancora ferme a conferma dei timori sindacali. Martedì la direzione del personale non ha confermato che, come garantito per mesi, siano sufficienti il piano assunzionale e il piano finanziario per dare il via alle assunzioni”. Lo dichiarano i segretari generali Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel Roma Lazio, Giancarlo Cenciarelli, Marino Masucci e Massimo Cicco. “Abbiamo fatto presente ai vertici di Ama e Roma Capitale – aggiungono – come, dopo gli annunci sui media e le dichiarazioni della stessa Sindaca, manchino dei passaggi amministrativi per far partire davvero le procedure. Nonostante le fasi preselettive già in corso, non risulta ancora firmata la determina aziendale”.

«Un dipendente Ama è stato scoperto a rubare del carburante. È stato licenziato, chi sbaglia deve pagare. Nessuna tolleranza per le mele marce». Così Virginia Raggi, in un tweet.

 Gli ultimi sviluppi allontanano il club dal progetto originario di Tor di Valle, anche se non è stato completamento abbandonato. I Friedkin vogliono prendere in esame anche altre soluzioni, non ultima quella del Flaminio, che presenta comunque diversi ostacoli. I nuovi proprietari non hanno una posizione intransigente al riguardo, faranno le loro valutazioni. E soprattutto non vogliono essere trascinati in situazioni che coinvolgono la campagna elettorale per II nuovo sindaco. DI sicuro c’è una lettera d’impegno della Roma con Eurnova firmata nel 2014 per la realizzazione del progetto. Ma secondo la legge sugli stadi non è possibile presentare un progetto se tra i proponenti non c’è la società sportiva.

“Pure sullo stadio, alla fine , avevo ragione io…”. Paolo Berdini, ex assessore all’Urbanistica della giunta di Virginia Raggi, conta le sue rivincite come i grani di un rosario. “Tor di Valle non andava bene, è un’area troppo isolata rispetto al resto della città. Toccava al settore pubblico, ovvero al Campidoglio, scegliere una nuova area, in periferia ma inserita in un contesto urbano e sociale, i 5 Stelle prima erano per il no, poi hanno detto sì e ora si ritrovano con un pugno di mosche in mano”, dice Berdini. Il quale, con una storia ambientalista e di sinistra, è stato un elemento spurio di quella giunta, e infatti, dopo neanche un anno dalla nomina, nel febbraio 2017 se ne andò.  La notizia degli ultimi giorni è invece che Paolo Berdini (romano, 72 anni, ingegnere e urbanista) si candida a sindaco. Ha presentato “Idea di città”, un progetto per la capitale da qui ai prossimi dieci anni, che sta riscontrando consenso nei Verdi, in Potere al popolo e nelle forze alla sinistra del Pd, compresa un pezzo di Leu.

L’impresa è titanica. Ma se non ci riescono loro, i militari, cgi altro può farcela? E così, oltre a essere impegnati nei fronti di guerra, nella lotta al terrorismo, nella protezione dei siti a rischio, nella lotta alla criminalità, nell’emergenza Covid, gli uomini dell’esercito si cimenteranno nella missione di tappare le buche della Capitale, È scritto nel documento programmatico pluriennale per la Difesa 2020-2022, dove si mettono per iscritto i programmi dell’esercito per il prossimo biennio. E tra questi compare, avete capito bene, il rifacimento del manto stradale di Roma. Le risorse destinate sono 15 milioni di euro in due anni. Un impegno economico notevole.

Lo sgombero del Cinema Palazzo marca una lunga giornata per Virginia Raggi, e restituisce la misura di quanto la sindaca autoricandidata per le elezioni della prossima primavera e alla ricerca di consensi rischi di finire in balia delle istanze contraddittorie dei suoi primi quattro anni di amministrazione. Di buon mattino. Raggi affida le sue valutazioni ad un tweet che accomuna la sala strappata al gioco d’azzardo a San Lorenzo al contemporaneo sfratto di una sede di Forza Nuova nei pressi del quartiere San Giovanni.

I blindati si schierano all’alba e il cinema Palazzo così come i locali Ater occupati abusivamente da Forza Nuova in via Taranto vengono sgomberati. Ma se a San Giovanni la riconsegna delle chiavi avviene senza disordini, San Lorenzo si infuoca: manifestazioni e scontri con la polizia in serata. Ferito un agente.

Ai Friedkin, i nuovi proprietari della Roma, sono bastati tre mesi per accorgersene. Anche a Radovan Vitek, l’immobiliarista ceco che sta per acquistare i terreni di Tor di Valle, dovrebbe essere ormai chiaro. Nella Città Eterna, la balneazione è pericolosa. Bisogna ascoltare tutti, non fidarsi di nessuno, schivare i pescecani. I biglietti, gli strani intrecci del calciomercato, il giro di corruzione nato attorno al progetto dello stadio: la riforma del club giallorosso è appena partita e non ammette interferenze.

I presidi delle scuole romane e del Lazio sono divisi sulla riapertura, che potrebbe essere decisa a partire dal 9 dicembre. Due i temi: il nodo dell’eventuale positività degli studenti e la capienza dei mezzi di trasporto. Il provveditore Rocco Pinneri: «Noi siamo pronti, la didattica a distanza non funziona come quella in classe». Dati choc sulle Rsa della nostra regione: 600 gli anziani contagiati dal Covid per le carenze sanitarie.

Acea e la Regione ieri sera hanno illuminato di rosso la sede di via Rosa Raimondi Garibaldi, aderendo alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha inaugurato una panchina rossa, installata proprio di fronte all’ingresso principale della sede della Regione in via Cristoforo Colombo.

.

 

FIRST CISL Lazio: Prosegue anche nel 2020 la desertificazione bancaria del Lazio

Share

Roma 25 Novembre 2020 – È stato presentato durante la riunione del Comitato Esecutivo della First Cisl del Lazio, l’ultimo aggiornamento sulla situazione del credito nel Lazio predisposto dalla segreteria della First Cisl di Roma e Rieti.
L’aggiornamento evidenzia come prosegue, purtroppo, il fenomeno della desertificazione bancaria nella regione e come la pandemia abbia impattato con forza sia sui volumi di credito, sia sull’economia regionale basata, in grande parte, sul turismo e sull’accoglienza.
Al mese di ottobre 2020 i comuni laziali serviti da almeno uno sportello bancario sono 219, contro i 225 del mese di dicembre 2019.
Nel primo semestre del 2020, sulla base dell’Indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia, l’attività economica nel Lazio si sarebbe contratta di 10,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il comparto turistico è stato duramente colpito dalla crisi di Covid-19. Secondo i dati dell’Ente Bilaterale Turismo Lazio (EBTL), nei primi nove mesi dell’anno le presenze nelle strutture alberghiere della Città Metropolitana di Roma Capitale (circa il 90 per cento di quelle del Lazio) sono, infatti, diminuite del 77,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019.
Dallo studio si evidenzia anche come più del 30% della domanda di credito sia stata rivolta, nel primo semestre 2020, alle ristrutturazioni di crediti esistenti.
Diventa, quindi, urgente:

  • immaginare la creazione di un osservatorio regionale sul Credito che veda coinvolte le Istituzioni pubbliche, i Sindacati, le Università, le rappresentanze delle imprese e della società civile ovvero, nelle more dell’istituzione dell’osservatorio, la sottoscrizione di un protocollo regionale sul credito;
  • progettare la riapertura delle filiali fisiche su tutti i territori, con particolare attenzione ai Comuni oggetto di desertificazione bancaria;
  • istituire centri decisionali di prossimità per la valutazione e l’erogazione del Credito tradizionale e del microcredito;
  • organizzare percorsi di educazione finanziaria dei cittadini
  • valorizzare le competenze e le professionalità sul territorio per l’insediamento di centri di servizio specialisti bancari (ICT, Backoffice ecc…).

CASA. IL 25 AL VIA RICERCA CISL LAZIO E SICET SU IMPATTO PANDEMIA

Share

(DIRE) Roma, 23 novembre 2020. – Cosa e’ successo con la comparsa del Covid-19, nelle famiglie e nel sistema abitativo delle nostre citta’? Quali nuove difficolta’ sono intervenute nell’abitare? Abbiamo dovuto scegliere tra cose essenziali, pagare l’affitto o il mutuo? Come pensiamo che possa essere il dopo? Ascoltare, elaborare e cercare di rispondere a queste domande e’ l’impegno che Cisl Lazio e Sicet Roma e Lazio si propongono nella ricerca dal titolo ‘Il Covid 19 e le difficolta’ economiche ed abitative delle famiglie’. La ricerca si avviera’ il 25 novembre su Roma e Viterbo, due citta’ diverse ma con problemi simili. Possono partecipare tutti i cittadini compilando in pochi minuti un questionario anonimo online condiviso sul sito ufficiale del Sicet Roma e Lazio, sulla pagina Facebook e Twitter. Chiunque di Roma e Viterbo volesse portare il suo contributo, puo’ accedere- conclude il comunicato- direttamente al questionario attraverso il link:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf77DDM03OyrY4omxfMgTH0HOd8psVjNvu6vtf0HVRLfhTh-A/viewform

 

 

Covid: sindacati Lazio, servono misure più stringenti per abbassare curva contagi

Share

Roma, 14 novembre 2020 – (Agenzia Nova) – “L’ordinanza varata ieri dalla giunta regionale per contrastare l’emergenza pandemica nel Lazio non è sufficiente per allentare la pressione sul sistema sanitario regionale e scongiurare un aggravarsi dell’emergenza pandemica nelle prossime settimane”. Lo dichiarano in una nota Cgil di Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Lazio. “Servono infatti misure più stringenti almeno nel week end e in particolare la domenica per abbassare velocemente la curva dei contagi. Se si vuole scongiurare nelle prossime settimane un aggravamento della situazione – spiegano – bisogna agire adesso con misure mirate nei singoli territori e in particolare nelle città. Il sistema sanitario regionale (Ssr) è sotto stress, bisogna diminuire il numero di persone che necessitano di un ricovero, permettere di aumentare la capacità di tracciamento dei casi, prevenire i cluster, riprendere quelle attività che dopo l’estate hanno permesso al Lazio di gestire meglio di altre regioni l’emergenza pandemica”.

“Bisogna agire in fretta – sottolineano i sindacati – per permettere anche ai cittadini che non hanno contratto il Covid-19 di curarsi, dare il tempo al Ssr, di reclutare i medici e il personale aggiuntivo necessario, riorganizzare e investire in prevenzione e controlli e sulle cure territoriali per affrontare al meglio i mesi invernali in cui oltre al Covid, si dovrà gestire l’ondata influenzale tradizionale. Dovremo convivere con questo virus ancora per molto, le istituzioni intervengano in maniera tempestiva dimostrando di essere in grado di governare la situazione scongiurando cosi’ nuove restrizioni nei mesi futuri. Allo stesso modo invitiamo tutti a ritrovare quello spirito di coesione che ci ha sostenuto durante il primo lockdown. È bene che i cittadini capiscano – concludono – e si convincano al più presto che solo con la responsabilità di ognuno, nell’osservanza delle regole, può tirarci fuori da questa tragedia sanitaria, sociale ed economica”.

Lavoro: sindacati, sostegno a manifestazione domani per rinnovo contratto, assunzioni, sicurezza.

Share

Roma, 12 novembre 2020 – (Agenzia Nova – Nova Roma) – Gli addetti alla pulizia e alla sanificazione di ospedali, scuole e uffici pubblici e il personale sanitario che sta affrontando in prima linea questa emergenza pandemica: saranno queste due categorie di lavoratori “a mobilitarsi domani, a livello nazionale, per sensibilizzare i cittadini su quanto il loro contributo professionale sia considerato essenziale, ma al contempo dimenticato quando si tratta di riconoscere diritti e tutele. Sosteniamo la loro lotta e quella delle categorie del commercio e della funzione pubblica che li rappresentano”. E’ quanto si legge in una nota della Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl Roma Capitale Rieti, la Cisl Lazio e la Uil Lazio. “Domani saremo al fianco dei lavoratori della Multiservizi, che quotidianamente garantiscono servizi utili a tutti i cittadini e che da 8 anni si vedono negare il rinnovo del contratto, e del personale sanitario che chiede, per fronteggiare la pandemia, maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro, ulteriori assunzioni e, a loro volta, il rinnovo del contratto – sottolineano i sindacati -. Potenziare la sanità pubblica è, in questa fase, imprescindibile. È vero che sono stati assunti oltre 6.500 tra medici e infermieri e nuove selezioni si stanno aprendo, ma per colmare il deficit che ha fatto perdere nel Lazio oltre il 10 per cento del personale in 15 anni. Ora occorre uno sforzo straordinario per immettere personale. Serve arrivare almeno alle 10 mila unità in forma stabile e bisognerà utilizzare ogni spazio finanziario e normativo possibile, anche attraverso la stabilizzazione dei precari, per evitare il collasso della sanità”.

Covid: Coppotelli (Cisl Lazio), investimenti per rilanciare economia, istruzione e sanità

Share

Roma, 12 novembre 2020 – (Agenzia Nova) – “La pandemia in atto è uno shock con il quale ci stiamo, faticosamente, misurando”. Servono investimenti per rilanciare economia, sanità, lavoro e istruzione. Così Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl Lazio, aprendo i lavori del Consiglio generale della Cisl regionale, che ha visto la partecipazione della segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. “Nella prima fase del lockdown, ha chiuso le nostre vite dentro le case confinando i rapporti interpersonali, amicali e professionali nei monitor dei Pc – aggiunge Coppotelli -. Tutto ciò ha messo a dura prova il nostro essere sociale, ma, paradossalmente, ha dato anche il via ad un fortissimo processo di innovazione nelle nostre vite che, in tempi normali, avrebbe richiesto anni. Un processo senza ritorno che va assolutamente compreso e guidato anche ora che stiamo lottando, con le unghie e con i denti, contro la seconda ondata pandemica. Per questo, in occasione del nostro consiglio generale, proviamo a pensare all’economia e alla società di domani. Una volta che avremo superato lo stillicidio giornaliero del numero dei contagi – spiega – dovremo comprendere le dinamiche e le nuove disuguaglianze che questa emergenza sanitaria ha innescato: sociali, economiche, lavorative, educative, di genere”.

“Allo stesso tempo – continua Coppotelli – e con la stessa intensità dobbiamo sfruttare questi giorni nefasti per immaginare nuovi orizzonti e disegnare nuove traiettorie sociali. Gli stimoli sono molti ma noi, per la nostra Regione, puntiamo ad un’economia circolare, verde, sostenibile provando a gettare lo sguardo oltre i terribili giorni che stiamo vivendo. Come? Pensando al rilancio, ad esempio, del sistema portuale regionale realizzando nuove infrastrutture a Gaeta, Civitavecchia e Fiumicino. Provando a ripensare l’intera politica industriale della Regione tutelando asset strategici come l’automotive, il settore chimico-farmaceutico, l’aerospaziale e la meccanica di precisione – sottolinea il segretario Coppotelli -. Provando a immaginare un nuovo sistema dei servizi alla salute assecondato da una rinnovata stagione di investimenti (a partire dal Mes per proseguire con il Recovery Fund) e assunzioni per rimodernare quella rete territoriale e ospedaliera che tanto sacrificio sta dimostrando in questi mesi durissimi. Mesi durante i quali gli ammortizzatori sociali hanno rappresentato solo un’aspirina per contrastare il grande male che ci ha travolto. Ora servono gli investimenti, solo loro saranno il vero ‘vaccino’ per il rilancio dell’economia”.

Secondo quanto rende noto la Cisl, il Consiglio generale, ha quindi posto le basi per fare il punto sulle priorità dell’azione sindacale, anche in considerazione del particolare momento storico, politico e sociale in corso. “Prova ne sia l’elevato livello del dibattito – si legge in una nota – che ha coinvolto praticamente tutti i responsabili delle categorie che hanno preso la parola per illustrare le difficoltà dei propri settori di appartenenza e delle lavoratrici e lavoratori rappresentati”. Dal canto suo, Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl nazionale, ha stigmatizzato l’inadeguatezza del sistema Paese ad affrontare l’emergenza della pandemia, anche a causa di questioni irrisolte che si trascinano da tempo. “Il tema della responsabilità che significa individuare con chiarezza chi fa che cosa è un tema trasversale che coinvolge anche emergenze importanti come la sanità e il diritto alla salute. Quest’ultimo – spiega Furlan – in diverse regioni, è stato messo a repentaglio per un modo frammentato di affrontare la sanità e per questo, credo, l’architettura dello Stato e delle Istituzioni sarà uno dei temi da affrontare nel dopo pandemia”.

Altro tema è lo scollamento tra realtà e politica. “I bisogni veri delle persone sono da sempre, e oggi ancora di più, la salute, la scuola, i trasporti, il lavoro, e invece, la scorsa estate, si è perso tempo parlando di cose inutili. Ma i ritardi si pagano. E li stiamo pagando ora. Come si fa, dopo tutti i tagli fatti alla sanità negli ultimi 10 anni, a dire che non abbiamo bisogno del Mes?”. “Serve responsabilità a ogni livello – prosegue Furlan – e per questo abbiamo rilanciato la necessità di stringere un patto sociale, dal livello nazionale al livello locale: per contrastare rabbia sociale, egoismo e uno scontro fra generazioni che, purtroppo, stanno montando. Il governo non perda tempo ulteriore e ci convochi, presto, per aprire il confronto sulle risorse del Recovery fund e sulla nuova finanziaria. Vanno fissate le priorità per non rischiare di perdere le risorse, e per noi, al centro di ogni azione, di ogni decisione, a qualsiasi livello, rimane sempre la persona e il lavoro”, conclude.

Scarica Ciociaria Oggi del 13 Novembre con l’intervento del Segretario Generale della CISL del Lazio, Enrico Coppotelli.

Appello dei sindacati: in questa fase è necessario limitare la mobilità

Share

Il Messaggero – Cronaca di Roma 11 novembre 2020 – «Bisogna limitare la mobilità» «Occorre una strategia complessiva che parta dal ripensamento dei tempi e dei modi in cui si vive la città e il territorio» spiegano i sindacati confederali che ieri hanno incontrato insieme alle federazioni dei lavoratori publici e pensionati il capo di gabinetto e gli assessorati alla Sanità e al Sociale della Regione Lazio. «Mentre si lavora per alleggerire la pressione sul trasporto pubblico, anche sospendendo i varchi delle zone Ztl dobbiamo pensare anche a come regolamentare la vita sociale, limitando la mobilità e prevenendo qualsiasi forma di assembramento».

 

 

COVID. SINDACATI LAZIO: RIDURRE MOBILITÀ E SPOSTAMENTI CON CHIUSURE MIRATE

Share

(DIRE) Roma, 10 novembre 2020.  “Che il Lazio sia classificato come zona gialla e’ segno che finora si e’ fatto un lavoro importante ma la situazione, dal punto di vista del contenimento dei contagi, non e’ sotto controllo. La rete ospedaliera e’ in sofferenza, cosi’ come i servizi territoriali e domiciliari, sia quelli legati alla gestione dell’emergenza Covid che quelli complessivamente erogati dal sistema socio-sanitario”. Cosi’ in un comunicato Cgil Cisl Uil del Lazio che insieme alle federazioni dei lavoratori pubblici e pensionati hanno incontrato oggi il capo di gabinetto e gli assessorati alla Sanita’ e al Sociale della Regione Lazio. “Il sistema sanitario e’ il punto critico e nodale: dalla sua tenuta dipende il grado di restrizioni e misure che vengono attuate sul territorio. Da qui bisogna partire e continuiamo a chiedere uno sforzo ancora maggiore per potenziare la sanita’ pubblica, con assunzioni straordinarie su tutti i profili, una regia pubblica degli investimenti sull’intera rete, non solo per le cure Covid ma anche per continuare a erogare servizi sanitari pubblici sull’insieme delle prestazioni ordinarie, un investimento mirato e anch’esso straordinario sul territorio e sui servizi sociali, socio sanitari e socio assistenziali, che devono continuare a essere garantiti alle fasce piu’ fragili della popolazione. Contestualmente occorre una strategia complessiva che parta dalla regolamentazione e dal ripensamento dei tempi e dei modi in cui si vive la citta’ e il territorio. Mentre si lavora per alleggerire la pressione sul trasporto pubblico, per cui e’ necessario potenziare linee e mezzi, rispettare le limitazioni sulle capienze, anche sospendendo i varchi delle zone ztl e il pagamento dei parcheggi e rimodulare gli orari, dobbiamo pensare anche a come regolamentare la vita sociale e civile specialmente nella citta’, limitando la mobilita’ e prevenendo qualsiasi forma di assembramento”. “Chiediamo a Regione, Roma Capitale, Comuni e Prefettura di assumersi la responsabilita’ di definire misure concrete per la prevenzione di assembramenti e contagi, come il DPCM gia’ consente. Si tratta di scelte difficili ma che possono evitare l’aggravarsi dell’emergenza pandemica nel nostro territorio, che renderebbe inevitabile un lockdown totale. Dall’estensione dello smart working alla rimodulazione degli orari degli esercizi commerciali, a chiusure mirate nei weekend, in particolare la domenica, oltre che dei centri commerciali gia’ chiusi per decreto, della grande distribuzione e di tutti gli esercizi commerciali. Limitazioni che vanno accompagnate anche dalla previsione di ulteriori sostegni economici a imprese ed esercizi. Oltre alla regolamentazione degli accessi o alla chiusura di ogni spazio pubblico, anche all’aperto e alla previsione di ‘zone rosse’ nei luoghi a maggior rischio o dove i focolai sono gia’ fuori controllo. Richiamare i cittadini alla responsabilita’ individuale, attraverso la moral suasion non basta, ne’ vanno criminalizzati i comportamenti dei singoli. Le difficolta’ economiche, l’insicurezza, le ricadute sul sistema e sulla tenuta dei servizi: si puo’ e si deve lavorare complessivamente a un senso di cooperazione tra tutti i corpi sociali, senza alimentare un clima di tensione, che gia’ ha prodotto troppe manifestazioni di esasperazione e conflitto. Rinunciare oggi a una parte di liberta’ puo’ essere determinante per mantenere sotto controllo l’epidemia, allontanando lo spettro di misure totalmente restrittive, che comporterebbero a catena danni ben peggiori per tutti, cittadini, tessuto economico e produttivi, servizi”, concludono i sindacati.

Lavoro: sindacati Lazio, Regione ci incontri su mobilità in deroga su aree crisi industriale

Share

Roma, 6 novembre 2020 – (Agenzia Nova) – I sindacati Cgil, Cisl e Uil del Lazio sono fortemente preoccupati per la situazione delle aree di crisi complessa di Colleferro, Frosinone e Rieti e pertanto hanno chiesto un incontro alla Regione Lazio per sciogliere le incertezze sulle indennità riservate ai lavoratori licenziati che non possono accedere ad altri ammortizzatori sociali. In una nota i segretari generali Michele Azzola, Enrico Coppotelli e Alberto Civica, spiegano che si tratta di “realtà territoriali che ormai da anni soffrono una crisi economica strutturale e deprivante, dove le politiche attive per il lavoro non sono mai decollate e solo la caparbietà del sindacato confederale ha permesso che le politiche passive fossero ancora quella rete di protezione sociale utile a evitare forti drammi sociali. La pandemia attuale – proseguono i sindacalisti – sta facendo il resto. Riconosciamo il percorso comune fin qui svolto con la Regione Lazio ma non avendo avuto a oggi nessun riscontro, esprimiamo forte preoccupazione per l’incertezza in cui versano tutte le famiglie coinvolte. Proprio per risolvere questa incertezza e dare una speranza a quei territori e a quelle persone chiediamo all’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino un incontro urgente per la definizione della copertura finanziaria della mobilità in deroga per l’anno 2020. Non è pensabile e sostenibile che non ci sia totale copertura per l’anno 2020 e 2021 – concludono – della mobilità in deroga per queste aree così depresse della nostra Regione”.