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Lavoro: Coppotelli (Cisl Lazio), occupazione giovanile resta priorità da risolvere

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Roma, 14 settembre 2021 – (Agenzia Nova) – L’occupazione giovanile nel Lazio continua ad essere un’emergenza alla quale non si danno risposte, una priorità verso la quale è necessario intraprendere azioni veloci e concrete per il futuro dei nostri giovani. Lo dichiara in una nota il segretario generale della Cisl Lazio, Enrico Coppotelli. “L’ultimo rapporto dell’Istat sul benessere – spiega il segretario -, ci evidenzia che in provincia di Latina soltanto il 27,4 per cento dei ragazzi compresi nella fascia di età 18-24 anni ha un lavoro. Va ancora peggio in provincia di Frosinone (25,8 per cento) e in quella di Viterbo (24,8 per cento). Meglio a Rieti (28,3 per cento) e soprattutto a Roma (32,8 per cento). Dobbiamo tenere conto che la media nazionale è del 29,7 per cento. Cioè vuol dire che soltanto nella provincia di Roma è superiore e questo conferma come nella nostra regione continui ad allargarsi il gap tra la Capitale e le altre province”.

per il rapporto sul benessere, “leggendo i numeri si capisce bene come la sproporzione aumenti se si prendono in considerazione le donne – continua il segretario generale della Cisl Lazio, Enrico Coppotelli -. Inoltre, nel calcolo statistico non figurano soltanto i contratti a tempo indeterminato, ma anche quelli annuali e stagionali. Insomma, ci sono anche e soprattutto pure quelle categorie che fanno rima con incertezza sul futuro. La parte prevalente del nuovo mercato del lavoro. Gli effetti sono quelli che conosciamo bene nella nostra regione: dall’instabilità diffusa al precariato di massa. Per non parlare del fenomeno della “fuga dei cervelli”, in particolar modo dei più giovani. E questo è un elemento allarmante, perché in prospettiva tratteggia scenari inconciliabili con lo sviluppo, con il futuro, perfino con la programmazione”, conclude Coppotelli.

“D’altronde tutti gli indici sulla popolazione fanno capire come il fenomeno della ‘fuga dalla provincia’ sia diffuso – prosegue il sindacalista -. Sia per motivi di studio che di lavoro. Lo diciamo in modo semplice: in questo modo sta aumentando in maniera esponenziale il rischio di esportare figure professionali fondamentali per provare invece a costruire il futuro nel nostro territorio. In un momento in cui il Pnrr apre comunque delle prospettive interessanti. Se non si metterà un argine a questa “fuga” aumenterà inesorabilmente e progressivamente il gap rispetto ad altre zone produttive del nostro Paese. Sul versante dell’occupazione i giovani sono e restano una categoria fragile, anche in un momento come questo nel quale molti indicatori economici fanno segnare dati positivi. Ma il punto è che ci sono sproporzioni evidenti ed il Lazio non può permettersi il lusso di regalare il suo futuro. Il punto è questo. E per onestà intellettuale dobbiamo aggiungere che questa situazione non è stata determinata solo dal Covid. È per questo che continueremo a tenere alta la guardia perché non vorremmo che in questa fase di ripresa non venga posta la giusta attenzione ad un tema che per la Cisl del Lazio è assolutamente tra le priorità”, conclude la nota.

Scuola: Cisl Lazio, ripartenza va programmata tenendo insieme sicurezza e didattica

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Roma, 01 settembre 2021 – (Agenzia Nova) – La ripartenza della scuola va programmata tenendo insieme la sicurezza e la didattica. E’ quanto affermano in una nota Enrico Coppotelli e Claudio De Santis, segretario generale della Cisl e Cisl Scuola Lazio. “Il prossimo anno scolastico sarà cruciale. Per i problemi legati alla sicurezza, al green pass, alle sanificazioni e a tutto il resto – aggiungono i sindacalisti -. Ma non possiamo dimenticare che al centro resta la scuola come comunità, con le sue finalità di educazione, di conoscenza e di crescita. E’ per questo che come Cisl e Cisl Scuola Lazio siamo disponibili e pronti ad affrontare tutti i nodi da sciogliere insieme ai docenti, al personale Ata e ai dirigenti scolastici. Con determinazione, competenza, generosità, nell’ambito di una visione comune”.

“Non possiamo e non vogliamo rassegnarci alla logica del tirare a campare – continuano i segretari -. No, la scuola va programmata e seguita. Siamo alla terza stagione alle prese con la pandemia, ma il tema della didattica e della sicurezza non possono essere ‘conflittuali’. Dobbiamo fare i conti con le incertezze relative all’utilizzo del Green Pass, mancano indicazioni chiare e concrete alle scuole per la gestione operativa dell’emergenza sanitaria. Su questi punti occorrono disposizioni e regole chiare. Che però vanno fatte osservare. Così come è essenziale programmare nei minimi dettagli la questione del trasporto pubblico. Non è possibile pensare di limitare il dibattito a temi come il sistema di ricambio di aria nelle classi, alla strumentazione adeguata per la prevenzione, ad una maggiore sinergia con le autorità sanitarie locali per il tracciamento e il monitoraggio del contagio. Argomenti che diamo per scontati. Sarà un anno complesso per chi opera nella scuola e per la scuola. Questo lo sappiamo – affermano i segretari della Cisl Lazio -, ma francamente pensiamo che delle soluzioni operative vengano trovate”.

“Ci preoccupiamo invece – sottolineano i segretari della Cisl Lazio – degli investimenti che vanno fatti sul sistema scuola. Pensiamoall’assunzione di personale aggiuntivo, pensiamo alle nomine dei dirigenti scolastici, pensiamo all’utilizzo degli spazi per assicurare il distanziamento di sicurezza nelle aule. Perché dobbiamo entrare nell’ordine di idee che l’anno scolastico inizia per essere completato. Non per poi passare alla Dad o ad altre soluzioni. Chiediamo scelte immediate, concrete e rapide che vengano intese in un modo solo. Cioè come volontà di iniziare per portare a termine l’anno scolastico. Gli standard di qualità dei sicurezza devono viaggiare di pari passo con le lezioni in presenza e con la didattica. Questi anni di pandemia hanno minato alla radice il rapporto di “fiducia” che si crea nelle scuole, tra le famiglie e il corpo docente. Tra le famiglie e lo Stato. Perché la scuola in un certo qual modo è lo Stato”.

Per Coppotelli e De Santis “la sfida principale del nuovo anno scolastico, sarà condizionata dall’ evoluzione dell’epidemia che, pare ormai certo, si diffonde adesso con maggiore velocità tra i giovani. Da qui la richiesta “di assumere scelte coraggiose e necessarie per risolvere i veri problemi strutturali che rischiano di amplificare le nuove criticità e quelle storiche irrisolte. A nostro giudizio la strada maestra non è quella di scaricare le responsabilità su docenti, dirigenti scolastici e personale Ata. I nodi irrisolti vanno affrontati insieme – dichiarano i segretari della Cisl Lazio -. La road maplogistica è chiara: la sicurezza nella ripartenza delle lezioni, il tema della mobilità degli studenti anche questa in sicurezza ed efficienza e infine quello dell’infrastrutturazione intesa sia dal punto di vista degli immobili che devono essere sufficienti ed adeguati per garantire lezioni sicure, sia da quello delle forniture necessarie a questo scopo. Ma oltre a tutto questo c’è un aspetto didattico che non può continuare ad essere marginale”. Coppotelli e De Santis sono soddisfatti del “protocollo sulla sicurezza sottoscritto tra il ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali. Ora però nei singoli territori del Lazio vanno messi a punto i piani per il rientro in classe. In questa fase serve la collaborazione e la partecipazione responsabile di tutte le parti. Tenendo tutto insieme: l’aspetto sanitario e quello dei trasporti, la didattica e l’organizzazione. Noi ci siamo”, conclude la nota dei sindacalisti.

Frosinone: Cisl Lazio, solidarietà a Stefania Ruffo per il grave atto intimidatorio

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Roma, 13 agosto 2021 – (Agenzia Nova) – La Cisl del Lazio con il segretario generale Enrico Coppotelli, “esprime solidarietà a Stefania Ruffo, presidente del consorzio di bonifica della valle del Liri, vittima di un atto intimidatorio”. “I bulloni delle ruote della sua auto – si legge in una nota – sono stati manomessi. Si tratta di un atto criminale che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. La violenza, l’intimidazione, non possono far parte del vivere civile e vanno combattute con ogni mezzo a disposizione”.

Politiche attive, Regione e sindacati ci riprovano

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Il Messaggero di Frosinone 29 luglio 2021 – Rendere il territorio della provincia di Frosinone a “disoccupazione zero” attraverso politiche attive costituite da progetti mirati che possano creare le condizioni per contratto a tempo indeterminato per gli Under 58 e che possano accompagnare gli Over 58 alla pensione attraverso lavori di pubblica utilità. Se ne è parlato ¡eri in un incontro tra i sindacati Cgil, Cisl, Uil Lazio e l’assessore regionale al Lavoro, Claudio Di Berardino, dedicato al futuro delle Aree di Crisi Industriale Complessa. Nel Lazio ce ne sono due: in provincia di Frosinone e in quella di Rieti. In questi territori sono possibili gli ammortizzatori in deroga, mobilità e cigs per coloro che hanno perso lavoro o che sono occupati in aziende in crisi. Il totale dei disoccupati interessati da queste misure nel Lazio è pari a 1054 la gran parte dei quali ciociari. Da quattro anni ormai sono beneficiari della misura della mobilità che essendo arrivata al quarto anno di proroga prevede una decurtazione del 40% rispetto all’assegno iniziale. L’assegno mensile oggi è di circa 500 euro. L’incontro di ieri ha riportato sul tavolo il tema delle politiche attive per il reinserimento lavorativo. Se ne parla da quattro anni ma ad oggi è stato un fallimento. Ma in Europa queste politiche hanno funzionato ecco perché Cgil, Cisl, Uil stanno incalzando la Regione Lazio affinchè si parta con progetti mirati per il territorio. Intanto dall’incontro di ieri è emersa una buona notizia. La Regione Lazio, dopo il disguido dei giorni scorsi, ha inviato di nuovo le determinazioni all’Inps per i pagamenti della mobilità.

 

CISL Lazio: Maria Veltri eletta segretaria regionale Lazio

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Roma, 28 luglio 2021 – (Agenzia Nova) – Il consiglio generale della Cisl Lazio ha eletto oggi su proposta del segretario generale Cisl Lazio, Enrico Coppotelli, Maria Veltri, attuale segretaria generale della First Cisl Roma e Lazio (il sindacato che segue i lavoratori e le lavoratrici del settore bancario, assicurativo, finanziario, della riscossione e delle authority). “Con questo ingresso in segreteria”, afferma Coppotelli in una nota, “rafforziamo la squadra della Cisl del Lazio davanti alle numerose sfide che ci attendono con una importante dirigente sindacale che proviene da una federazione di categoria di assoluta rilevanza nel panorama laziale”.

Lavoro: sindacati, documento “Ricostruire il futuro” per sviluppo di qualità nel Lazio

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Roma, 22 luglio 2021 – (Agenzia Nova) – Diritti sociali, green economy e fondi europei per fronteggiare la crisi da Covid-19 sono i tre pilastri su cui si fonda il documento “Ricostruire il futuro”, presentato un anno fa da Cgil, Cisl, Uil, regionali e discusso oggi nell’attivo unitario dei delegati e delle delegate di Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio, Uil Lazio. Lo spiega, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola, la segretaria della Cisl del Lazio Rosita Pelecca e il segretario generale della Uil del Lazio Alberto Civica. “Il documento – continuano – indica gli assi di intervento chiari per superare gli effetti sociali ed economici causati dal Covid- 19 e ribadisce come per uscire dalla crisi pandemica sia indispensabile costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile e sia necessario agire con tempestività e con un approccio sistemico. Cgil, Cisl e Uil del Lazio ribadiscono come la lotta alle diseguaglianze, il contrasto all’evasione fiscale, una politica economica più equa, una nuova politica industriale basata sul lavoro di qualità e una trasformazione in chiave green della società attuale debbano essere alla base di un nuovo modello di sviluppo sostenibile”.

“In sintesi – continuano i sindacati -, programmare e progettare adesso il futuro, affrontare con determinazione e coraggio la transizione ecologica ed energetica per trovarci pronti quando l’emergenza sarà superata. Nonostante le proposte che abbiamo avanzato, mirate a sostenere e rafforzare il tessuto sociale, occupazionale e produttivo esistente e a programmare gli interventi per la transizione verde, dobbiamo purtroppo constatare come manchino ancora gli interventi necessari a garantire la ripresa in sicurezza del prossimo anno scolastico, delle prestazioni socio-sanitarie no Covid, del trasporto pubblico locale, del turismo e delle attività culturali. Dopo un primo momento, coinciso con la fase più acuta dell’emergenza pandemica, in cui la Regione Lazio si era mostrata disponibile a cercare soluzioni condivise alle problematiche da noi sollevate e che ha portato alla sottoscrizione di importanti intese confederali e di categoria a livello regionale e territoriale, abbiamo registrato una difficoltà sui temi generali del nuovo modello di sviluppo e in diverse occasioni un rispetto solo parziale e tardivo degli impegni sottoscritti”.

Per i sindacati “le prossime settimane saranno determinanti per comprendere se gli auspici e gli impegni ribaditi in tutti i tavoli di confronto si tramuteranno in risultati concreti. Da mesi ripetiamo che nulla dovrà essere più come prima. Dobbiamo agire sulle cause strutturali che sono alla base dell’attuale crisi, ragione per cui non possiamo reputare sufficienti le misure fini a oggi adottate dalle istituzioni territoriali e dalla Regione Lazio”. Le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil si impegnano “a promuovere a partire dal mese di settembre iniziative di approfondimento tematiche sul PNRR e sugli altri fondi europei di prossima programmazione, a verificare lo stato di attuazione degli accordi sottoscritti e a rivendicarne la piena attuazione, a sostenere le attività promosse dai singoli territori e le vertenze promosse da Cgil Cisl Uil, a partire dalla quella relativa alla gestione degli appalti pubblici e all’accesso e all’implementazione dei servizi socio-sanitari e della sanità pubblica territoriale”, conclude la nota.

Lavoro: sindacati, anche nel Lazio partono licenziamenti metalmeccanici, sostegno a sciopero

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Roma, 22 luglio 2021 – (Agenzia Nova) – “Dopo lo sblocco dei licenziamenti già dalle scorse settimane anche nel Lazio, alcune aziende multinazionali hanno avviato le procedure per il licenziamento di centinaia e centinaia di lavoratori”. E’ quanto si legge in una nota dei sindacati Cgil, Cisl, Uil del Lazio, che per questi motivi sostengono “con forza lo sciopero proclamato dalle rispettive categorie dei metalmeccanici per domani 23 luglio nelle ultime due ore di ogni turno di lavoro”. “Si tratta di decisioni inaccettabili – affermano i sindacati -. Azzola, Coppotelli e Civica ribadiscono il loro no ai licenziamenti che in questo momento di pandemia rischiano di creare ulteriori squilibri economici e sociali. Occorre difendere l’occupazione, fornire soluzioni concrete alle crisi aziendali aperte e impedire alle multinazionali speculazioni che porteranno inevitabilmente il mondo del lavoro ad un punto di non ritorno”.

Sindacati: Attivo unitario di Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio, Uil Lazio per uno sviluppo e un lavoro di qualità nel Lazio

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Roma 19 luglio 2021 – Il 22 luglio presso la sala delle carte geografiche in via Napoli 36 a Roma dalle ore 10 si terrà l’attivo unitario dei delegati e delle delegate della CGIL di Roma e Lazio, della Cisl  Lazio, della UIL Lazio. Vogliamo rimettere al centro la persona, lo sviluppo, il lavoro nel Lazio. Fare il punto sullo stato del confronto con la Regione Lazio e con le controparti datoriali e sulle iniziative per scongiurare i licenziamenti. Analizzare le opportunità del Pnrr per programmare il futuro nella sua interezza e la sanità. All’attivo unitario per la CISL Lazio interverrà il Segretario Generale, Enrico Coppotelli

 

Lavoro: sindacati, abbiamo apprezzato iniziativa Regione Lazio

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Roma, 16 luglio 2021 – (Agenzia Nova) – “Abbiamo apprezzato l’iniziativa di approfondimento che la Regione Lazio ha voluto proporre su un tema che reputiamo centrale e cioè il governo della trasformazione del mercato del lavoro”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl del Lazio e Uil del Lazio. “In particolare – continua la nota – abbiamo apprezzato l’obiettivo, la scelta di campo della Regione Lazio, che con quest’iniziativa si è collocata tra coloro i quali vogliono indirizzare la ripresa verso un lavoro di qualità. Nei nostri contributi alla discussione abbiamo sottolineato che già prima della pandemia il mercato del lavoro del Lazio era deficitario in particolare verso i giovani e le donne. La pandemia ha accelerato tutti i processi di trasformazione portando alla luce ed estremizzando tutte le dinamiche distorsive. Le trasformazioni non governate allargano la forbice della distribuzione della ricchezza favorendo chi è più forte, dunque bisogna certamente governare il processo ma bisogna farlo avendo ben chiaro quale sarà l’approdo finale”.

“La società post pandemica deve imparare dall’esperienza e cambiare le logiche, a volte agghiaccianti, del profitto per orientarsi verso un modello di società più giusto, solidale nel quale si riattivi la mobilità sociale ferma da troppo tempo – proseguono i sindacati -. Per raggiungere questi obiettivi la strada è una sola: il lavoro. Il lavoro come strumento di un’equa distribuzione della ricchezza, che dia dignità alle persone, che valorizzi il merito. Per dirla con un solo aggettivo il lavoro deve essere di qualità. Il patto sulle politiche attive firmato lo scorso mese di marzo è uno strumento utile in questa direzione. Per questo motivo le risorse a sostegno vanno spese nel più breve tempo possibile, in tal modo si potrà verificare se lo strumento sia adeguato e se, come pensiamo che sia, possa divenire uno degli assi del Pnrr sul quale puntare. Su queste basi abbiamo dato la nostra disponibilità ad approfondire il confronto e individuare strumenti all’altezza della sfida”, concludono.

Cgil, Cisl e Uil: tenuta occupazionale a rischio. Con la Regione via alle politiche attive ma non solo

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L’Inchiesta 14 luglio 2021 – Nel  territorio laziale ed in quello delle province la crisi non è superata e la pandemia ha lasciato fasce d’indigenza ampie oltre ad una instabilità allarmantemente diffusa nell’occupazione del settore privato. Cgil, Cisl e Uil lanciano un appello alle aziende ma anche alla politica ed alla Regione affinchè si facciano le politiche attive e si adottino misure che contrastino i licenziamenti. Il segretario generale della  Cisl Lazio, Enrico Coppotelli si sofferma sul Rapporto annuale dell’Inps diffuso ieri dal quale emergono  sia l’efficacia delle misure emergenziali nel tutelare le persone colpite dalle restrizioni e dal calo di attività  legate al covid, sia il grande lavoro svolto dall’istituto nell’implementare le misure stesse: i l numero delle prestazioni erogate durante la lunga fase di emergenza. I dati del rapporto dell’lnps hanno due lacce: impressionante  il calo degli occupati del 2,8% nel corso del 2020, la riduzione delle ore lavorate del 7, 7%, così  come il calo di reddito di chi non ha perso il lavoro ma ha subito una brusca riduzione dell’attività. La dimostrazione evidente che purtroppo non siamo affatto fuori dalla crisi – sottolineano dalla Cisl. Siamo molto preoccupati dalle prime situazioni di aziende che, uscite il 30 giugno dal blocco generalizzato dei licenziamenti hanno manifestato l’intenzione di licenziare o, peggio, di chiudere l’attività: vanno subito attivati tavoli di crisi per verificare la reale percorribilità  di alternative. E soprattutto non dobbiamo farci trovare impreparati da situazioni come queste e  dalla prossima scadenza del 31 ottobre: va finalmente chiuso il cantiere delle riforme degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive per poter disporre d  sistemi più  inclusivi, anche nei confronti delle piccole aziende che devono poter utilizzare strumenti adeguati e sostenibili finanziariamente per poter tutelare i propri dipendenti, nonchè  di percorsi di politiche attive che possano prendere in carico i lavoratori dal primo giorno di disoccupazione per riqualificarli.