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Lavoro: Coppotelli Cisl Lazio, bene approvazione legge regionale sugli Appalti Pubblici.

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Roma 19 maggio 2022 – L’approvazione della legge regionale che stabilisce disposizioni per la qualità, la tutela e la sicurezza del lavoro nei contratti pubblici certifica che “‘impegno che si è assunto il presidente della Regione Nicola Zingaretti con i sindacati Cisl, Cgil e Uil del Lazio è stato finalmente portato a termine”. “È una legge innovativa che colloca il Lazio tra le regioni che stanno meglio operando per qualificare e rendere stabile il lavoro negli appalti prodotti da tutti gli enti locali presenti sul territorio. L’approvazione di questa legge, infatti, rappresenta un passo avanti per il rafforzamento dei diritti e delle tutele delle decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori che operano nel mondo degli appalti. L’indicazione della clausola sociale da parte delle stazioni appaltanti nei bandi di gara e negli inviti relativi i cambi d’appalto, l’esclusione dalle gare dei soggetti che non sottoscrivono la clausola, l’avere introdotto un sistema di premialità per le aziende che, oltre a dare occupazione a giovani e donne, applicheranno correttamente il contratto in riferimento all’oggetto dell’appalto e assumeranno tutto il personale già assunto nell’appalto precedente, sono misure che vanno nella direzione da noi indicata per garantire dignità e diritti a chi lavora e un primo tentativo di superare le gare al massimo ribasso a favore di gare con il principio dell’offerta più economicamente vantaggiosa”.

“La previsione della clausola sociale per garantire nel cambio d’appalto, la continuità occupazionale, lo stesso salario e gli stessi diritti già acquisiti, consegna finalmente alle lavoratrici e ai lavoratori degli appalti il diritto della continuità di carriera fino ad oggi disatteso – afferma Enrico Coppotelli, Segretario Generale CISL Lazio. Un’inversione di tendenza, dopo anni di frammentazione e deregolamentazione del mondo del lavoro, che è frutto della incessante azione sindacale, della forte partecipazione e dell’impegno della Cisl insieme a Cgil e Uil per garantire la salvaguardia occupazionale nei cambi di appalto e contrastare il dumping contrattuale che, oltre a introdurre concorrenza sleale tra le imprese, ricade direttamente sulla pelle di chi lavora, determinando condizioni di lavoro peggiorative e trattamenti economici più bassi”.

SOCIALE. WELFARE ITALIA INDEX, CISL LAZIO: LAZIO AL SETTIMO POSTO.

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(DIRE) Roma, 18 maggio 2022.  –  “Dagli ultimi dati del Welfare Italia Index, a livello globale il Lazio si piazza in 7^ posizione tra le regioni italiane “per efficacia e capacità di risposta del sistema di welfare”, guadagnando 5 posti rispetto all’anno precedente. Le dolenti note arrivano dall’indicatore riguardante i beneficiari del sussidio di disoccupazione Naspi sulla popolazione 15-64 anni”. Cosi in una nota Enrico Coppotelli, segretario generale CISL Lazio. “Il Lazio è 20° su 21- scrivono dal sindacato regionale- con il 4% di individui beneficiari sul totale della popolazione attiva della Regione, contro il 10% nazionale. Sul versante della dispersione scolastica, il tasso, come si legge nello studio, “risulta superiore rispetto al valore nazionale (18%): con un 20% di studenti di scuola secondaria di secondo grado che non riescono a raggiungere il titolo di studio o che non hanno le competenze previste dal titolo formale”. Il Lazio è al 14° posto. Stessa posizione, 14^, nel capitolo della spesa sanitaria pubblica. La cifra pro capite è 2.026 euro, mentre il valore mediano nazionale si attesta a 2.114 euro. Invece il Lazio è al primo posto tra le Regioni per il maggior contributo medio in forme pensionistiche integrative: 3.150 euro annui rispetto ad una media nazionale di 2.450. La nostra è tra le Regioni con la minore incidenza di pensionati sulla popolazione: terzo posto. Risultano 23,6 pensionati ogni 100 abitanti, mentre la media nazionale è 26,9. Il Lazio al quinto posto per quel che concerne l’indicatore delle famiglie in povertà relativa sul totale delle famiglie regionali, con un dato del 5,7% rispetto al 6,9% nazionale. Terzo posto per la spesa media regionale per l’utente fruitore degli asili nido, con 9.811 euro contro un valore mediano nazionale di 5.537. Il Lazio risulta essere “una delle Regioni con la migliore offerta di asili nido: con 30,6 posti negli asili nido autorizzati ogni 100 bambini da 0-2 anni”. Per la Cisl del Lazio si tratta “di indicazioni che fanno emergere difficoltà e malessere e che ci spingono quindi a sollecitare maggiore attenzione e un confronto serio per arrivare a provvedimenti in grado di colmare il gap. Dove siamo riusciti ad incidere con la nostra azione sindacale, capillare e diffusa, soprattutto attraverso la contrattazione sociale i dati sono stati evidenti. Chiaramente resta ancora molto da fare soprattutto nei confronti di chi perde il lavoro e che di riflesso vive un dramma che si estende alla famiglia e all’ambito sociale della propria vita. Non si può aggiungere svantaggio a svantaggio. La sanità e l’istruzione sono i capisaldi di un sistema di welfare all’altezza della situazione, per questo il nostro impegno sarà quello di contrattare sempre di più e meglio, affinché si faccia meglio in termini di provvedimenti, di risorse e di effettiva applicazione delle norme che già ci sono. Chi vive situazioni di svantaggio deve avere risposte senza se e senza ma. Evidentemente c’è ancora molto da fare e l’occasione del PNRR non può essere sprecata se davvero vogliamo rimettere al centro la persona”. Cosi in una nota Enrico Coppotelli, segretario generale CISL Lazio.

CISL Lazio: Effetto Catalent e immobilismo regionale, l’allarme di Coppotelli.

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L’Inchiesta 18 Maggio 2022 – «Sostenibilità ed economia circolare sono due argomenti che come Cisl portiamo avanti con la battaglia per ìa sburocratizzazione» Enrico Coppotelli, Segretario Generale CISL Lazio, interviene in merito all’autorizzazione, da parte del MISE, di un accordo con l’azienda Laziale dei Fratelli Mazzocchia di Prosinone. Un’intesa per realizzare un investimento di oltre 6 milioni di euro nel settore della progettazione e realizzazione di automezzi compattatori ad alta efficienza e basso impatto ambientale e la sfida lanciata dalla più grande realtà produttiva del settore del cemento italiano, attraverso il programma di Open innovation della Regione Lazio gestito da Lazio Innova, Italcementì, che chiede agli innovatori (startup, maker, Pmi e liberi professionisti) di ripensare e rigenerare i propri spazi di accoglienza e accesso sono esempi che vanno nella direzione giusta. «Quella della sostenibilità e dell’economia circolare – sottolinea Coppotelli. Due argomenti che da anni la CISL del Lazio, insieme alle Federazioni Regionali di Categoria sta portando avanti parallelamente alla battaglia per la sburocratizzazione. Il rischio, infatti, è che a cansa della troppa burocrazia si verifichi quello che è stato battezzato “Effetto Gâtaient”. Per questo non riusciamo a comprendere come mai, dopo l’annuncio sul Sin Valle del Sacco fatto alcune settimane fa dal presidente della Regione Nicola Zingaretti, durante l’Assemblea di Unindustria Lazio, proprio per evitare altre fughe simili a quella della Gâtaient, sia tutto fermo e non si siano fatti passi in avanti». Come aveva annunciato il MISE alcuni giorni fa, il progetto finamziato ai Fratelli Mazzocchia «prevede attività di ricerca industriale e fasi di sperimentazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’impresa dell’Università di Roma Tor Vergata. E’ una azienda specializzata del settore che produce veicoli, attrezzature e impianti per la raccolta e il trattamento dei rifiuti sia per il mercato italiano che estero (Europa, Nord Africa, Medioriente, Ciña e Sud America). Il Ministero dello sviluppo economico agevola l’investimento con circa 2,6 milioni di euro che consentiranno, oltre alla salvaguardia dell’occupazione esistente, un incremento di 15 nuovi posti di lavoro tra personale operativo, ingegneri e tecnici specializzati».

Scarica L’inchiesta di oggi 18 maggio 2022 con l’intervento del Segretario Generale della CISL Lazio, Enrico Coppotelli. 

Imprese: Cisl Lazio, Regione inspiegabilmente ferma su sin Valle del Sacco

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Roma, 17 maggio 2022 – (Agenzia Nova)Regione Lazio inspiegabilmente ferma sul sin Valle del Sacco. Cosi in una nota Enrico Coppotelli segretario generale Cisl Lazio. “L’autorizzazione da parte del Mise di un accordo con l’azienda Laziale dei Fratelli Mazzocchia per realizzare un investimento di oltre 6 milioni di euro nel settore della progettazione e realizzazione di automezzi compattatori ad alta efficienza e basso impatto ambientale e la sfida lanciata dalla più grande realtà produttiva del settore del cemento italiano, attraverso il programma di Open innovation della Regione Lazio gestito da Lazio Innova, Italcementi, che chiede agli innovatori (startup, maker, Pmi e liberi professionisti) di ripensare e rigenerare i propri spazi di accoglienza e accesso sono esempi che vanno nella direzione giusta. Quella della sostenibilità e dell’economia circolare – sostiene Coppotelli -. Due argomenti che da anni la Cisl del Lazio insieme alle Federazioni Regionali di Categoria sta portando avanti parallelamente alla battaglia per la sburocratizzazione. Il rischio, infatti, è che a causa della troppa burocrazia si verifichi quello che è stato battezzato ‘Effetto Catalent’. Per questo non riusciamo a comprendere come mai dopo l’annuncio sul Sin Valle del Sacco fatto alcune settimane fa dal presidente della Regione Nicola Zingaretti, durante l’assemblea di Unindustria Lazio, proprio per evitare altre fughe simili a quella della Catalent, sia tutto fermo e non si siano fatti passi in avanti”, conclude il sindacalista.

“Esserci per cambiare. Persona, lavoro, partecipazione per il futuro del Paese”: a Roma il XIX Congresso Confederale Cisl

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Roma 17 maggio 2022 “Esserci per cambiare. Persona, lavoro, partecipazione per il futuro del Paese” : si ispira alla celebre frase di Tina Anselmi lo slogan del XIX Congresso Confederale della Cisl in programma a Roma dal 25 al 28 maggio presso la Nuova Fiera di Roma (Via Portuense 1645-1647). All’assise nazionale parteciperanno 1005 delegate e delegati in rappresentanza di 4 milioni e 76 mila iscritti della Cisl, di cui il 58,89 per cento sono lavoratori attivi ed il 41,11 pensionati. All’appuntamento la Cisl arriva al termine di un grande percorso di democrazia associativa, di partecipazione e di confronto costituita da migliaia di assemblee nei luoghi di lavoro e di congressi a livello aziendale, territoriale, regionale e di categoria a tutti i livelli. Un momento di verifica politica e di rilancio programmatico ed organizzativo per la Confederazione di via Po per rispondere alle enormi transizioni digitali, ambientali, tecnologiche, energetiche e demografiche in atto. I lavori del Congresso si apriranno il 25 maggio alle 15.00 con i saluti delle istituzioni e la relazione del segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. Nelle giornate successive sono previsti, oltre al dibattito, momenti di confronto e “focus“ specifici sui temi dell’attuazione del Pnrr, del lavoro che cambia, del futuro dei giovani, del legame tra legalità e sviluppo, a cui parteciperanno esponenti delle istituzioni europee, del Governo nazionale, della magistratura, del mondo accademico e giuridico, delle associazioni imprenditoriali e sindacali, della società civile. Il Congresso si chiuderà sabato 28 maggio in tarda mattinata con la replica di Luigi Sbarra e l’elezione degli organismi nazionali.

 

CISL Lazio: Coppotelli, l’invecchiamento deve essere attivo

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Roma 16 Maggio 2022 – Su Avvenire il Segretario Generale della CISL Lazio,  Enrico Coppotelli, interviene sull’invecchiamento attivo nel Lazio. “Oggi ancora di più è l’obiettivo strategico in un’epoca in cui la popolazione nel suo complesso invecchia, cresce mo­lto di più la compon­ente anziana a fronte anche di una consi­stente denatalità”.

 

CISL: Il dialogo paga; Sbarra, dopo l’incontro del 2 maggio con il Governo, conquistiamo forti avanzamenti nel DL Aiuti

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Roma 4 maggio 2022 – Dal Bonus
di 200 euro a 28 milioni di famiglie al taglio delle accise sui carburanti fino a luglio, si passa al bonus bollette, al sostegno agli affitti e si finisce con il sostegno alle aziende energivore.

 

 

 

 

Coppotelli(CISL Lazio): Un Primo Maggio che viene vissuto con preoccupazione per la crisi dei redditi e la disoccupazione registrate nel Lazio

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Avvenire Lazio Sette 1 maggio 2022 – (di Igor Traboni) Una festa del lavoro con un lavoro che nel Lazio viene sempre meno: si potrebbe riassumere amaramente così il dato ultimo della disoccupazione regionale, con il numero dei senza lavoro tornato ai livelli pre-pandemia. L’analisi, supportata da vari dati raccolti, analizzati, selezionati e confrontati, arriva dalla Cisl regionale ed evidenziano innanzitutto un forte e preoccupante incremento tra chi si affaccia per la prima volta sul mercato del lavoro (disoccupati senza esperienza) e tra chi torna a cercare attivamente una occupazione (ex inattivi). Desta preoccupazione anche il numero di persone che non cercano lavoro, e comunque disponibili a lavorare se fosse concessa loro un’occupazione, passato da 232.339 unità a 300.822, con un aumento quindi di quasi 70mila unità e del 2,7 in percentuale. Se il tasso di disoccupazione nel Lazio è complessivamente sceso dal 9,9% al 9, 1 %, quest’ultimo dato non deve trarre in inganno e far tirare un sospiro di sollievo, come visto fin qui, anche per la scarsa omogeneità dello stesso nelle cinque province del Lazio: è più alto a Frosinone (11,3%) e Latina ( 11,4%) rispetto a Rieti ( 6,8% ), Roma (8, 7%) e Viterbo (8,9%). E con la sola eccezione di Roma, dove il tasso di disoccupazione maschile e femminile è pressoché uguale, in tutte le altre province il tasso per le donne è più elevato rispetto agli uomini. Latina: 15,3% per le donne. Frosinone: 14, 1 % per le donne. Anche da questo punto di vista il Lazio si conferma come una sorta di territorio di frontiera, con tre zone distinte nella stessa regione: Roma, l’Alto Lazio e la zona Sud, quest’ultima forse più vicina alle problematiche del Meridione. L’ultima classifica de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita è chiara: Roma al 13° posto in Italia (guadagna 19 posizioni), Rieti al 75 °, Viterbo al 78 °, Frosinone all’82 ° e Latina ancora più in basso all’83 °. Ma rispetto a questo quadro, già a tinte fosche, c’è anche dell’altro, come evidenzia il segretario regionale della Cisl Enrico Coppotelli: «La progressiva scomparsa del ceto medio, i morti e gli infortuni sul lavoro che ci rimandano al tema della sicurezza e dei diritti, salari sempre più bassi e occupazione precaria che rappresentano un quadro a tinte ancora fosche nonostante le stime di crescita. E poi tutto il resto: dal sommerso al caporalato, dal gap di genere allo sfruttamento dei più deboli. Un primo maggio di profonda riflessione per una Festa del Lavoro che deve proiettarci verso il domani tra rivendicazioni, una nuova partecipazione e la presa di coscienza che molto abbiamo fatto e d1e molto però resta da fare. Per questo dobbiamo “Esserci per cambiare”, come abbiamo detto al nostro congresso regionale. Le continue crisi di questi anni hanno profondamente compromesso l’istruzione, la formazione e l’occupazione dei giovani, rendendo ancora più difficile il loro ingresso nel mondo del lavoro. Ma le crisi hanno anche minato i redditi e le certezze delle famiglie», conclude Coppotelli.

Primo maggio: Coppotelli (Cisl Lazio), serve profonda riflessione e più rappresentanza per diritti lavoratori

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Roma, 29 aprile 2022 – (Agenzia Nova) – “Un Primo Maggio di profonda riflessione per una Festa del Lavoro che mai come quest’anno cade in un momento terrificante: la guerra tra Russia e Ucraina, le congiunture internazionali e nazionali ancora completamente stravolte, come se non bastassero i danni causati dalla pandemia da Covid 19. Tutto questo però non ci induce a tirare i remi in barca. No: ci sprona a restare in prima fila, più concentrati e determinati che mai”. Lo afferma in una nota il segretario della Cisl Lazio Enrico Coppotelli.

“Ma c’è dell’altro, c’è molto di più, anche nel Lazio: la progressiva scomparsa del ceto medio, i morti e gli infortuni sul lavoro che ci rimandano al tema della sicurezza e dei diritti, salari sempre più bassi e occupazione precaria che rappresentano un quadro a tinte ancora fosche nonostante le stime di crescita. E poi tutto il resto: dal sommerso al caporalato, dal gap di genere allo sfruttamento dei più deboli. Un Primo Maggio di profonda riflessione per una Festa del Lavoro che deve proiettarci verso il domani tra rivendicazioni, una nuova partecipazione e la presa di coscienza che molto abbiamo fatto e che molto però resta da fare”.

“Per questo dobbiamo ‘Esserci per cambiare’, come abbiamo detto al nostro congresso regionale del Lazio. Le continue crisi di questi anni hanno profondamente compromesso l’istruzione, la formazione e l’occupazione dei giovani, rendendo ancora più difficile il loro ingresso nel mondo del lavoro. Ma le crisi hanno anche minato i redditi e le certezze delle famiglie, devastando il ceto medio. E’ questo il grande dramma del Lazio”, aggiunge Coppotelli. “Oggi la carenza di materie prime, l’aumento dei costi delle stesse, dell’energia, le incertezze legate alla guerra sono una spada di Damocle ulteriore sulla ripresa laziale. Soprattutto sulla produzione manifatturiera. Le previsioni ci dicono che il Pil della Regione crescerà del 7,5 per cento. Ma ad oggi c’è una ripresa fisiologica e non sistematica. Una ripresa precaria, non strutturale. Non può bastare”.

“L’attività economica nel Lazio è cresciuta del 5,3 per cento, meno della media nazionale. La spesa dei turisti stranieri è stata circa il 70 per cento in meno rispetto a quella del primo semestre 2020. A soffrire i comparti maggiormente legati al turismo (alberghiero, ristorazione, commercio). Ma anche nell’industria e nei servizi gli investimenti sono stati deboli. E’ cresciuta la disoccupazione e le misure di sostegno ai redditi hanno riguardato il 7,7 per cento delle famiglie (più della media nazionale). Il 46 per cento degli espulsi dal mondo del lavoro è concentrato nelle regioni meridionali. E il Lazio è un territorio di frontiera, dove le dinamiche salariali sono tendenzialmente piatte (busta paga bassa), dove il tasso di occupazione rimane basso e dove l’eccessiva flessibilità del mercato del lavoro si sostanzia in un ricorso massiccio al tempo determinato e al part time involontario” continua la nota.

“Avevamo ragione quando dicevamo che la ripresa, minima, è precaria. Il Lazio, dicevamo, è un territorio di frontiera e una regione complessa, con tre zone distinte: Roma, l’Alto Lazio e la zona Sud, forse più vicina alle problematiche del Meridione. La classifica del quotidiano economico Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita è chiara: Roma al 13mo posto in Italia (guadagna 19 posizioni), Rieti al 75mo, Viterbo al 78mo, Frosinone all’82mo, Latina all’83mo. Non c’è bisogno di aggiungere molto”, aggiunge Coppotelli.

“I dati disponibili sono tanti, ma limitarsi ad enumerarli tutti non dà il quadro esatto della situazione. Vanno letti, analizzati, selezionati e confrontati. Nel mercato del lavoro nel Lazio il numero dei disoccupati è cresciuto tornando ai livelli medi pre-pandemia. In particolare, si osserva un forte incremento tra chi si affaccia per la prima volta sul mercato del lavoro (disoccupati senza esperienza) e tra chi torna a cercare attivamente una occupazione (ex inattivi). E in quello stesso periodo il numero di persone che non cercano lavoro e comunque disponibili a lavorare se fosse concessa loro un’occupazione è passato da 232.339 unità a 300.822: un aumento di 68.483 unità, il 2,7 per cento”, continua.

“Il tasso di disoccupazione nel Lazio è complessivamente sceso dal 9,9 per cento al 9,1 per cento. Ma non è omogeneo. E’ più alto a Frosinone (11,3 per cento) e Latina (11,4 per cento) rispetto a Rieti (6,8 per cento), Roma (8,7 per cento) e Viterbo (8,9 per cento). E con la sola eccezione di Roma, dove il tasso di disoccupazione maschile e femminile è pressoché uguale, in tutte le altre province il tasso per le donne è più elevato rispetto agli uomini. Latina: 15,3 per cento per le donne. Frosinone: 14,1 per cento per le donne”, aggiunge Coppotelli.

“Molto interessante l’analisi dell’Istat su questo punto specifico. Rileva l’Istituto nazionale di statistica: nel Lazio, più che in Italia, la principale fonte di reddito delle famiglie è costituita dal lavoro dipendente. Questa condizione è condivisa dal 47,5 per cento delle famiglie residenti in regione, contro il 45,1 per cento delle famiglie residenti in Italia. Sebbene meno presente che in Italia, nel Lazio è comunque molto importante (35,9 per cento delle famiglie) anche la percentuale di quelle che lavorano prevalentemente su redditi da trasferimenti pubblici”. E ancora: “Una particolare attenzione va riservata ad alcune tipologie di lavoratori che, per la loro maggiore vulnerabilità a causa dell’instabilità delle posizioni occupazionali, sono particolarmente deboli nei periodi di crisi”, afferma ancora.

Allarmanti tutti i dati sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel Lazio la strage delle morti bianche ci conferma in modo drammatico che i dati assoluti diminuiscono soltanto al diminuire delle persone occupate. “Dal 1999 nel Lazio sono morti 224 operai edili, a partire dal 1 gennaio 2003 al 31 dicembre 2021 di cui 134 a Roma e Provincia, 34 a Latina, 36 a Frosinone, 16 a Viterbo, 4 a Rieti. Ben 33.251 infortuni sul lavoro nel Lazio tra Gennaio e Novembre 2021, 99 quelli mortali nello stesso periodo. L’analisi territoriale nel primo trimestre 2022, invece, rispetto al primo trimestre del 2021 evidenzia un incremento delle denunce di infortunio all’Inail con i maggiori aumenti percentuali che si segnalano principalmente nel Lazio (+73,8 per cento), con il triste primato del terzo posto in Italia. La massa delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti del Lazio si è attestata a 44,3 miliardi di euro, pari al 12,77 per cento del totale nazionale”, dice ancora Coppotelli.

“Qualche mese fa come Cisl Regionale lanciammo l’allarme perché dovevamo prepararci a fronteggiare una sorta di ‘tempesta perfetta’. E non era ancora scoppiato il conflitto tra la Russia e l’Ucraina. Ma ci sono delle situazioni che affondano le loro radici da lontano e che dobbiamo tenere presenti. La Cisl del Lazio ha fatto della difesa del lavoro nel tempo e nello spazio la propria bandiera. Oggi dobbiamo accettare e vincere la sfida di ampliare la nostra visione di rappresentanza. Perché tante professioni verranno superate a causa del disallineamento con le richieste del mercato e tutto questo dovrà essere affrontato tramite un cambiamento culturale verso un mercato del lavoro più dinamico e con conoscenze e competenze in aggiornamento continuo. Vuol dire che la formazione sarà al centro del sistema”, aggiunge il segretario della Cisl Lazio.

“E’ importante che il Lazio confermi la netta capacità di recupero delle eccellenze industriali, evitando però altri casi Catalent. La burocrazia non può rappresentare un ostacolo alla crescita ma neppure un alibi per chi è chiamato a prendere decisioni e a dare risposte. La Cisl nel Lazio continuerà a fare la sua parte, restando concentrata sui diritti e sulle esigenze dei lavoratori e sullo sviluppo integrale, con la persona al centro. Ponendo la massima attenzione a tutte le fragilità. Non volteremo la testa dall’altra parte, nemmeno in relazione alla guerra. Il nostro segretario generale Luigi Sbarra ha detto subito: ‘Con l’attacco all’Ucraina, la Russia sta attaccando l’Europa, i suoi valori, la sua stabilità’. La nostra posizione è questa. Non ci riconosciamo nelle 50 sfumature di ‘neutralità attiva’ che pervadono la politica italiana”, aggiunge Coppotelli.

“Al contempo, mai come oggi il lavoro va difeso e va salvaguardato il potere d’acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati. Un ultimo pensiero alle famiglie di coloro che sono morti e a quanti hanno subìto incidenti sul lavoro. Come ha ricordato Papa Francesco, sono persone, non numeri. Anzi, sono amici, colleghi di lavoro che la mattina si sono alzati per andare a guadagnarsi la giornata e non che non sono tornati a casa. La fascia di età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni. Questo ci dice quanto ci sia ancora da fare, quanto sia attuale la battaglia sui diritti e sulla sicurezza. Un Primo Maggio di profonda riflessione per una Festa del Lavoro che deve proiettarci verso il domani tra rivendicazioni, una nuova partecipazione e la presa di coscienza che molto abbiamo fatto e che molto però resta da fare”, conclude il segretario