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Sanità: CISL Lazio, Cisl Roma Capitale Rieti candidatura Roma per agenzia ricerca biomedica è necessaria

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Roma, 17 settembre 2020 – (Agenzia Nova) – “La candidatura di Roma per ospitare la sede dell’Agenzia europea per la ricerca biomedica e per la gestione delle crisi sanitarie non è solo doverosa ma necessaria sia per il bene della Capitale, da troppo tempo una Cenerentola negli scenari economici internazionali, sia per la nostra regione, leader nella farmaceutica e nella ricerca di eccellenza”. Lo scrivono in una nota Enrico Coppotelli e Carlo Costantini, segretari generali rispettivamente della Cisl del Lazio e della Cisl Roma Capitale Rieti. “Una scelta che, da sola, – aggiungono – sarebbe il giusto riconoscimento per quanto espresso in termini di fatica e abnegazione in questi durissimi mesi di pandemia, dalle migliaia di addetti della ricerca pubblica e privata, uno per tutti l’istituto Spallanzani, e dell’intero sistema della farmaceutica laziale che rappresenta una voce importante per il lavoro e la ricchezza non solo della nostra regione ma anche nazionale. Auspichiamo che tutte le istituzioni coinvolte, in primis la Regione Lazio e il Comune di Roma, si facciano parte attiva nella candidatura e nel sostegno di Roma quale sede elettiva dell’Agenzia europea. Sarebbe il giusto ‘fiore all’occhiello’ per una realtà che già oggi è una punta di diamante dell’economia sul territorio”, concludono.

LAVORO. SINDACATI: DOMANI MANIFESTAZIONE IN PIAZZA DEL POPOLO A ROMA

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(DIRE) Roma, 17 settembre 2020. – “Stiamo vivendo una stagione eccezionale, fatta di timori, paure, incertezze fortissime sul futuro. La pandemia ha gettato un’ombra sinistra sulla nostra societa’ e sulle nostre economie, nazionali e regionali. Per questi motivi, i 209 miliardi che l’Europa ha stanziato per il nostro Paese sono un’occasione da non perdere. Non solo per recuperare il terreno perduto durante i durissimi mesi di lockdown, ma soprattutto, per sostenere la crescita, lo sviluppo, il lavoro, la ripresa economica, le famiglie, i giovani”. A dirlo, in una nota, Michele Azzola, Enrico Coppotelli e Alberto Civica, rispettivamente segretari generali di Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Lazio, presenti domani alla giornata di mobilitazione nazionale ‘Ripartire dal lavoro’ convocata da Cgil, Cisl e Uil e che si svolgera’, a Roma, a Piazza del Popolo a partire dalle ore 9.30. “Abbiamo estremo bisogno- proseguono le sigle- come Regione Lazio e come Paese, di stanziamenti mirati a sostenere strategie di crescita strutturali su direttrici importanti come le infrastrutture, materiali e immateriali, la ricerca, l’innovazione, sia per la pubblica amministrazione che per le imprese, la sanita’ che ha messo in campo donne e uomini straordinari per contrastare l’avanzata dei contagi, il mondo della scuola. Abbiamo bisogno urgente di un fisco che sia davvero e finalmente piu’ giusto e equo per tutti, riconoscendo il lavoro di qualita’ svolto da milioni di lavoratori con il rinnovo dei contratti che sono ancora in standby. Lo scorso mese di luglio, in occasione della Notte per il lavoro, siamo scesi in piazza, in tutta Italia, per rilanciare i temi della crescita e del lavoro in un momento cosi’ delicato. Gli stessi motivi che domani, 18 settembre, ci spingono a tornare di nuovo nelle piazze italiane per chiedere al governo la convocazione della Presidenza del Consiglio. In questa drammatica situazione nessuno si salva da solo! Dobbiamo stringerci tutti insieme, sindacati, imprese, istituzioni, politica, e dare ognuno il proprio contributo di proposte e idee, per il bene della nostra regione e del Paese. Per questo, a Roma, domani saremo a Piazza del Popolo, a partire dalle 9.30, con un solo slogan e il medesimo obiettivo: ripartire dal lavoro!”.

Sanità: sindacati, delibera Regione Lazio su privati passo avanti per rinnovo contratto

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Roma, 16 settembre 2020 – (Agenzia Nova) – “Lo stanziamento della quota parte spettante alla Regione Lazio per il riconoscimento degli aumenti salariali dei 25 mila lavoratori e lavoratrici della sanità privata accreditata della regione, che come gli operatori di tutta Italia aspettano il rinnovo del contratto da 14 anni, è un passo avanti verso la sua sottoscrizione definitiva, da cui le parti datoriali si sono finora tirate indietro”. Così i sindacati Cgil, Cisl e Uil regionali sulla delibera approvata ieri sera dalla Regione Lazio. “Stiamo parlando – continua la nota – di tante professionalità sanitarie che nelle strutture private accreditate garantiscono servizi pubblici alla salute a tutti i cittadini. Il peso del privato accreditato nella nostra Regione è tra i più elevati, e sostiene la parte di servizi sanitari di riabilitazione e lungodegenza per la quasi totalità. Spesso strutture d’eccellenza, in esse operano lavoratrici e lavoratori che non si sono sottratti, nell’ordinario come nel periodo di emergenza, a condizioni di lavoro pesantissime, dando sempre il massimo, come i loro colleghi del pubblico”.

“Le condizioni contrattuali e di lavoro tuttavia sono molto diverse. Con questo rinnovo si iniziano a riequilibrare le disparità in tema di diritti, salari e tutele, dando maggiore dignità e riconoscimento a questi lavoratori. La delibera di ieri, che conferma il 50 per cento delle risorse necessarie a sostenere gli aumenti previsti dal rinnovo, è un segnale concreto e importante verso la chiusura di una fase difficile”, continua la nota. “L’emergenza Covid-19 ha dimostrato che la tutela del lavoro è fondamentale per garantire servizi efficaci e di qualità. Si deve ora l’occasione per ripensare l’intero sistema degli accreditamenti, rinforzando il ruolo pubblico e l’utilizzo delle risorse dei contribuenti per il rilancio del sistema sanitario regionale. L’asticella finora spostata sul riconoscimento di risorse ai privati, tradotti in profitti milionari degli imprenditori, a cui non ha corrisposto finora adeguata responsabilità verso i propri dipendenti, deve ora riequilibrarsi a vantaggio del lavoro e dei servizi pubblici. Vanno introdotti meccanismi regolatori più efficaci, riviste le tariffe per le prestazioni, stabilit controlli progressivi sugli standard. L’indicazione ad applicare i contratti nazionali di riferimento, riconosciuti dalle sigle sindacali più rappresentative, va posta al centro e resa regola. Oggi saremo in piazza con le categorie per lo sciopero nazionale: il contratto deve arrivare alla sigla definitiva, siamo a un punto di svolta”, concludono Cgil, Cisl e Uil del Lazio.

Cgil, Cisl e Uil di nuovo in piazza il 18 settembre per la Giornata di mobilitazione nazionale “Ripartire dal lavoro”.

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Roma 15 settembre 2020Per il Lazio l’appuntamento è a Roma, Piazza del Popolo, alle ore 9.30. Nel corso della mattinata si alterneranno le relazioni di Michele Azzola, segretario generale Cgil Roma e Lazio, Enrico Coppotelli, segretario generale Cisl Lazio, agli interventi delle delegate e dei delegati. Le conclusioni saranno affidate al segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri.

Tante le questioni che saranno affrontate: la proroga degli ammortizzatori sociali e le vertenze aperte; la riforma fiscale e la lotta all’evasione; il rinnovo dei contratti nazionali pubblici e privati; il diritto all’istruzione e a una scuola sicura; sanità pubblica, sicurezza sul lavoro, conoscenza e cultura; investimenti, politiche industriali, digitalizzazione, lavoro stabile e sostenibile, mezzogiorno; legge per la non autosufficienza, previdenza e inclusione sociale.

Il 18 settembre ripartiamo tutti insieme dal Lavoro perchè è da lì che passa la dignità di ogni individuo.

LE PRINCIPALI NOTIZIE DI OGGI

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Roma 14 settembre 2020 – Le finanze di Ama ballano. Come anticipato da Repubblica, dal Campidoglio sono in arrivo almeno 5 milioni di euro di multe per i servizi non erogati dalla municipalizzata dell’ambiente nel 2019. Poi ci sono le indagini sugli sprechi: due nuovi filoni che portano direttamente ai vertici dell’azienda di via Calderón de la Barca. La doppia inchiesta aperta dalla procura della Corte dei Conti. Il primo fascicolo è sulla scrivania del pm Paolo Crea e riguarda le tre promozioni firmate il 23 marzo, in pieno lockdown, dall’amministratore unico Stefano Zaghis. Nella capitale in cui contro la mancata raccolta del porta a porta ormai a muoversi è la questura e i cassonetti pullulano di animali, dagli insetti ai cinghiali-rovistatori, a beneficiare del premio sono stati un dirigente e due quadri. Il primo ha visto salire il suo compenso annuo da 100 mila a 117 mila euro, somma a cui va aggiunta la parte variabile dello stipendio legata al raggiungimento degli obiettivi aziendali e individuali. Per gli altri due funzionari, responsabili rispettivamente dei servizi Logistica e Impianti, l’incremento salariale è in un caso di 16 mila euro in più l’anno e nell’altro di 12 mila. Il conto finale fa 45 mila euro.

Uno dei principali centri di produzione di plasma del mondo è a Rieti, un’eccellenza assoluta. Appartiene alla società giapponese Takeda e ha 550 dipendenti. L’azienda biofarmaceutica, nata nel 1781 con la vendita di erbe medicinali, è presente in 80 Paesi: nel reatino si frazionano gli emoderivati utili ai farmaci salvavita, come albumina e immunoglobuline, necessari al trattamento di patologie gravi e rare quali l’emofilia o le immunodeficienze primitive.

Coronavirus, nel Lazio 143 positivi (con 9580 tamponi processati) e un decesso nelle ultime 24 ore. A Roma città i nuovi casi sono 90, in provincia 33, mentre sono 20 i contagi accertati nelle altre province (otto a Viterbo e Latina e quattro a Rieti). Due le brutte notizie della giornata: la prima è l’attacco al laboratorio di Rieti dove la Asl si occupa di analizzare i tamponi effettuati, con la Regione che si è mossa per evitare l’interruzione del servizio. La seconda invece arriva dai dati: in aumento considerevole sia i ricoverati in ospedale (+23 in un giorno), sia i pazienti in terapia intensiva (17, uno in più nelle ultime 24 ore ma la scorsa settimana erano dieci). Gli attuali positivi nel Lazio sono 4755, di cui 4314 in isolamento domiciliare, 424 ricoverati in ospedale e 17 in terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza sono stati processati oltre 720mila tamponi, con 13.123 casi accertati, 7483 guariti e 885 vittime.

Si toma sui banchi di scuola dopo sei mesi. Oggi suona la prima campanella per oltre 5 milioni e mezzo di alunni, distribuiti in 13 regioni. La prossima settimana torneranno in classe anche gli altri, per un totale di più di otto milioni di studenti. Il ringraziamento e l’incoraggiamento del premier Giuseppe Conte a studenti e professori: «Siamo con voi». Anche papa Francesco e Vasco Rossi hanno mandato messaggi per l’anno scolastico che si apre. Le nuove regole nell’epoca del virus: un solo genitore e niente peluche in classe; a casa quando viene la febbre; se ci sono sintomi sospetti, due tamponi. L’opposizione: mancano aule, bidelli, mense.

«II nuovo Skate park di Ostia sarà pronto e riconsegnato ai cittadini tra poco». Con un video sui social, la sindaca Virginia Raggi ha annunciato che la fine dei lavori di ricostruzione dello skate park è sempre più vicina. Nel Filmato pubblicato dalla sindaca si vedono operai all’opera per la costruzione di un punto particolarmente complesso come le curve della bowl. Il vecchio Skate park di Ostia era andato completamente distrutto nel 2014, a causa di un incendio, ma il Campidoglio e il × Municipio, in collaborazione con il Coni e la Federazione Italiana di Sport Rotellistici, hanno deciso di ricostruirlo. Nel cantiere di via della Martinica, a Ostia Lido, i lavori proseguono grazie ad un pool di esperti professionisti, tra cui Sergi Arenas, l’architetto che ha disegnato oltre 70 skate park in tutto il mondo, tra cui la bowl utilizzata per l’ultimo Campionato mondiale in Cina.

Buio. È in alto mare la scelta di chi sarà il candidato del Pd a sindaco di Roma nel 2021. Le autocandidature fioccano. Una di queste è di Monica Cirinnà. E il vicesegretario Andrea Orlando non ha detto di no ma è stato anche sufficientemente vago a riprova che la questione è apertissima. «La candidatura di Cirinnà – sostiene Orlando – penso sia un contributo a mettere in moto un meccanismo da troppo tempo incagliato e che dobbiamo sbloccare molto rapidamente. Mi auguro ci siano altre candidature che possano rafforzare questo quadro. Ma penso che quella di Monica alle primarie sia una candidatura di grande livello, è una combattente e può svolgere bene quel ruolo». La Cirinnà ringrazia. La speranza dem è che si trovi il nome giusto a breve. Ma a breve non sarà.

È morto Sebastiano Spina Della Cimarra che per circa 30 anni ha accompagnato i sindaci di Roma in tutte le cerimonie nazionali ed internazionali. Una vera istituzione in Campidoglio, un maestro dei cerimoniali e delle buone maniere. Il marchese La Spina Della Cimarra, storico capo del cerimoniale del Campidoglio, ha svolto il suo incarico per 38 anni, andando in pensione nel 2009.

Ci siamo. Ripartono le scuole e iì trasporto pubblico stamattina dovrà sostenere la nuova grande prova: all’era del coronavirus, ecco il gran ritorno degli studenti sui bus e sulle metro. In Campidoglio e in Atac si spera negli effetti residui dello smartworking, che dovrebbe lasciare ancora per diverse settimane migliaia di lavoratori a casa. Si fa affidamento sugli ingressi scaglionati, visto che nei diversi istituti si entrerà in classe a partire dalle 7.45 e fino alle 10. Il resto, nelle speranze del Comune, dovrebbero farlo gli sforzi per il potenziamento del servizio. Da stamattina partirà l’orario scolastico, verranno aggiunte corse nelle fasce che coincidono con l’inizio e la fine delle lezioni. Ma, come spiegano dalla municipalizzata, della missione non faranno parte tutti i nuovi bus comprati dalla giunta Raggi: la prima tranche dei 328 mezzi ordinati a Industria italiana autobus nel 2019 è arrivata in ritardo. Tra una scartoffia e l’altra, stamattina in strada finiranno solo 20 dei primi 70 mezzi.

Le mascherine bastano per una settimana: ecco i 5 depositi che riforniranno gli istituti I presidi hanno già lanciato l’allarme: le scuole della Capitale hanno mascherine soltanto per questa settimana. Oggi aprono i cancelli di circa 400 plessi e negli istituti di Roma servono oltre 5 milioni di Dpi ogni settimana.

Scuola al via ma non per tutti. Prima campanella dopo 193 giorni di chiusura. Da trovare ancora 5.000 docenti, 250 aule, migliaia di mascherine. Incertezza su orari, mense e banchi. L’ira dei genitori per le mancate riaperture. Trasponi a rischio assembramento.

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Scuola: sindacati, avvio anno educativo nel Lazio fortemente a rischio

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Roma, 10 set 2020 – (Agenzia Nova) – “Come in gran parte del paese, l’avvio dell’anno scolastico nel Lazio appare fortemente a rischio. Le scuole sono chiamate ad affrontare una situazione di grave emergenza, senza disporre di strumenti adeguati per garantire che la ripresa delle lezioni avvenga in condizioni di sicurezza”. Lo dicono in una nota le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil. Per i sindacati sono troppi i temi aperti: “da quelli organizzativi del personale scolastico a quelli inerenti il personale che opera in appalto, al personale dedicato al supporto delle persone con disabilità dove la totale assenza di organizzazione rischia di mettere in condizioni di difficoltà proprio le persone più fragili”. “Dal confronto con dirigenti scolastici e le rappresentanze sindacali delle istituzioni scolastiche laziali – continua la nota – emergono queste problematiche: la consegna dei banchi monoposto procede a rilento. A meno di una settimana dall’inizio delle lezioni, i banchi da consegnare sono circa 300mila, il che impedisce la definizione dei piani di sicurezza delle scuole; non sono stati risolti i problemi di spazio di molte scuole: si stima che manchino ancora circa 1000 aule per ottemperare alle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico in ordine alla distanza di un metro tra le ‘rime buccali’ degli studenti a cui si aggiungono i ritardi che caratterizzano i lavori di ampliamento degli ambienti; gli esami sierologici per il personale scolastico ritardano mentre il personale che opera in appalto (mense, pulizie, supporto) è escluso da tale procedura e resta assolutamente aleatoria la condizione dei cosiddetti lavoratori fragili, in mancanza di un piano di supporto delle istituzioni scolastiche mediante la creazione di una task force sanitaria dedicata a questo compito, come avvenuto in altre regioni; non è stata completata l’assegnazione del personale alle istituzioni scolastiche per la farraginosità delle procedure del sistema informatico fortemente voluto dal ministero dell’istruzione. Errori e ritardi che determineranno il ricorso al lavoro precario nella misura di oltre 20mila unità.

“Analoghe considerazioni valgono per le Graduatorie provinciali delle supplenze (Gps), che presentano molti errori e le nomine che verranno effettuate sulla base delle stesse saranno conseguentemente viziate con l’apertura di un enorme contenzioso che impedirà un avvio ordinato dell’anno scolastico; il personale non ha ricevuto la necessaria formazione sulle procedure di gestione di eventuali casi di contagio che dovessero manifestarsi tra gli studenti e gli operatori scolastici a causa del mancato coordinamento tra le istituzioni scolastiche e i Dipartimenti di prevenzione costituiti presso le Asl; la scelta di indirizzare in modo sistematico la scuola secondaria di secondo grado verso un sistematico ricorso alla didattica a distanza, così come l’assegnazione di risorse professionali aggiuntive (il cd organico Covid) è molto grave; la totale assenza di programmazione del servizio di mensa e dell’orario a tempo pieno determinerà il rischio per migliaia di lavoratori di non poter fornire la propria prestazione e restare senza retribuzione; mancano gli strumenti di protezione individuale come mascherine, gel igienizzante, guanti; gli operatori dell’assistenza scolastica ai disabili nelle scuole dell’obbligo e superiori e gli assistenti alla comunicazione, per la limitazione delle ore di assistenza pro capite assegnate ai bambini disabili, dovranno occuparsi di più alunni spostandosi su classi e istituti diversi; a poche ore dall’inizio delle lezioni gli operatori e gli enti gestori non hanno ricevuto indicazioni sui protocolli di sicurezza”, continuano i sindacati nella nota.

“Se ci fosse un positivo in una classe il lavoratore perderebbe tutto il suo reddito; nonostante il nostro impegno, molti lavoratori sono stati esclusi dal bonus destinato agli addetti alle mense e alle pulizie ricevendo un rifiuto da parte dell’ente che ha lasciato 5 mila lavoratori senza sostegno. Ricordiamo che questi lavoratori assistono nel solo territorio del comune di Roma 10mila bambini disabili; non è stato effettuato, infine, nessun censimento sui nuovi fabbisogni necessari a garantire un trasporto in sicurezza né si sono immaginati interventi per redistribuire i mezzi dalle aree in cui la crisi ha ridotto la presenza di turisti a quelle che invece necessitano di potenziamento per garantire il trasporto degli studenti”. “Tutti siamo coscienti di quanto grandi siano le difficoltà della gestione della fase di convivenza con il virus – proseguono i sindacati – . Tutti siamo consapevoli della necessità di riaprire le scuole per garantire il processo educativo e sociale degli alunni e una normale organizzazione familiare. Ma ci pare che l’obiettivo lo si voglia cogliere scaricando le responsabilità, lasciando i tanti lavoratori della scuola in appalto in condizione di non poter ricevere un reddito, abbandonando gli studenti portatori di handicap alla marginalizzazione, lasciando ai dirigenti scolastici e al corpo docente e non docente delle scuole tutte le responsabilità senza avere leve adeguate per affrontare i problemi”.

“Così si dimostra per l’ennesima volta che la retorica sull’importanza della scuola non è sostenuta dai fatti: si è partiti con ritardo e nel ritardo assistiamo a uno scaricabarile di responsabilità tra le varie istituzioni che dovrebbero concorrere a garantire una scuola in grado di svolgere il compito che le assegna la società – proseguono Cgil, Cisl e Uil -. Riforme sbagliate, parcellizzazione di responsabilità, precarizzazione dei rapporti di lavoro, mancati investimenti negli ultimi vent’anni, esternalizzazione di sempre maggiori attività ci consegnano una scuola priva di guida e incapace di affrontare i tanti problemi presenti. Come al solito le lavoratrici e i lavoratori che concorrono a garantire il servizio scolastico ce la metteranno tutta per aiutare e sostenere famiglie e studenti. Abbiamo tuttavia l’impressione che per l’ennesima volta si scarichi sui lavoratori l’incapacità, di chi ci governa e amministra, di proporre soluzione reali. A partire dalla prossima settimana verificheremo con mano i tanti problemi non risolti che rischieranno di produrre frustrazione, confusione e un ulteriore scollamento dei cittadini rispetto alla politica. Una politica che, riteniamo, debba porsi come obiettivo la garanzia di fruizione del diritto allo studio per tutti i bambini/e e ragazzi/e dell’intero territorio regionale, scevra da discriminazioni alcune, una politica che si misurerà in inutili litigi pregiudiziali sui giornali senza riuscire a produrre un solo risultato concreto, magari provando a incolpare i lavoratori di scarso senso del dovere o accusandoli, come già avvenuto, di lavorare contro gli interessi generali”.

SANITÀ. SINDACATI LAZIO: SI APRA CONFRONTO CON ISTITUZIONI E PARTI SOCIALI

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(DIRE) Roma, 2 settembre 2020. – “Dal Mes sara’ essenziale ottenere una linea di finanziamento per la sanita’ pubblica del Lazio. Cgil Cisl e Uil hanno sempre detto con chiarezza che le risorse messe a disposizione dal Mes rappresentano una grande opportunita’ per potenziare il Servizio Sanitario Nazionale. La polemica politica e’ fuori luogo: ci aspettiamo che il presidente Zingaretti, cosi’ come ha dichiarato, apra subito un tavolo interistituzionale che coinvolga tutti gli enti locali, a partire da Roma Capitale, e le forze sociali del territorio per condividere progetti utili al rilancio del servizio sanitario pubblico del Lazio e chiedere al Governo l’utilizzo delle risorse necessarie”. Cosi’ la CGIL di Roma e del Lazio, la CISL del Lazio e la UIL del Lazio. “Dopo anni di tagli dovuti al commissariamento, una stagione di investimenti straordinari sulla sanita’ pubblica non e’ piu’ rinviabile. Tanto abbiamo fatto perche’ si tornasse finalmente ad assumere, utilizzando tutte le graduatorie aperte e mettendo in campo nuovi concorsi. Lo sforzo ulteriore fatto in emergenza Covid e’ stato significativo ma ancora tanto c’e’ da fare: si deve continuare ad assumere, e contemporaneamente ripensare l’intero sistema regionale dei servizi alla salute, potenziando la sanita’ territoriale, l’integrazione socio-sanitaria e il potenziamento della rete ospedaliera”, prosegue la nota.(SEGUE) (Comunicati/Dire) 

(DIRE) Roma, 2 settembre 2020. – “Anche la Corte dei Conti ha evidenziato le carenze dell’assistenza territoriale a vantaggio dei grandi ospedali: e’ il momento di riequilibrare il sistema e investire nei servizi di cura e assistenza nel territorio, correggendo le disuguaglianze e colmando le attuali carenze. Deve essere avviato un confronto complessivo con tutti gli attori coinvolti, a partire dagli operatori, per costruire un piano di rilancio della sanita’ pubblica del Lazio, che punti all’integrazione sociosanitaria, tanto citata quanto mai attuata, di ospedali, territorio, tecnologie e personale sanitario”, continua il sindacato. “La gestione delle risorse dovra’ essere mirata, investendo da una parte sull’ammodernamento delle infrastrutture ospedaliere e delle strumentazioni. Piu’ efficienza, piu’ personale, maggiore tecnologia e adeguata formazione possono incrementare la capacita’ di risposta ai bisogni di salute dei cittadini, dall’emergenza alla lungodegenza all’assistenza socio-sanitaria nel territorio. Le risorse umane e materiali devono essere calate in un contesto organizzativo che aumenti complessivamente le performance e la qualita’ dei servizi resi, a tutto vantaggio delle condizioni di lavoro e del diritto dei cittadini ad avere una sanita’ pubblica efficiente e di qualita’”, concludono Cgil, Cisl, Uil.

Rifiuti: Cgil, Cisl e Uil Lazio, incontrato assessore Valeriani per nostre osservazioni a piano

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Roma, 5 agosto 2020 – (Agenzia Nova) – “Abbiamo incontrato l’assessore regionale al ciclo dei rifiuti, Massimiliano Valeriani, per sottoporgli le nostre osservazioni sul piano gestionale dei rifiuti della regione Lazio, in corso di approvazione in questi giorni”. Lo riferiscono, in una nota, Cgil, Cisl e Uil regionali. “Come abbiamo ribadito all’assessore – continua la nota – la redazione di un nuovo Pgr è senz’altro un fatto positivo, utile per programmare le attività, per avere confronti costruttivi e per provare ad avere anche nel Lazio una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti. Tanti degli obiettivi previsti dal piano sono condivisibili e ci sono progetti e visioni con i quali riteniamo utile misurarci. Le nostre osservazioni, considerate condivisibili, sono state in parte già recepite nel piano durante il confronto di questi mesi, in parte sono oggetto di emendamenti da parte della stessa maggioranza. Dall’incontro è scaturito un verbale che fissa gli impegni dall’assessorato con cronoprogrammi definiti per l’attivazione di obiettivi come l’implementazione delle azioni sullo sviluppo dell’economia circolare e della raccolta differenziata, il rafforzamento dell’attività di controllo e di vigilanza, la costituzione degli Ato in tempi certi, il sostegno finanziario per lo sviluppo dell’impiantistica pubblica, l’istituzione della tariffa puntuale. Si è convenuto inoltre l’avvio del confronto permanente con le organizzazioni sindacali allo scopo di garantire i diritti dei lavoratori e la buona occupazione, con particolare attenzione agli appalti e al contrasto alle attività malavitose, notoriamente molto presenti in questo settore in tutta Italia. Aspettiamo adesso di leggere il testo definito che sarà approvato dall’aula. Nei prossimi mesi continueremo a vigilare sull’applicazione degli impegni e a stimolare discussioni ed iniziative sui temi oggetti del piano”, concludono le organizzazione sindacali.

LAVORO: INCONTRO ASSESSORE LAZIO-SINDACATI, SI ATTENDE PROROGA MOBILITÀ IN DEROGA

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Roma, 31 luglio 2020 – (Agenzia Nova) – “Dal rifinanziamento della mobilità in deroga, all’accordo di programma per il rilancio dello sviluppo industriale e del sistema locale del lavoro Frosinone–Anagni per finire al contratto di ricollocazione. Sono i temi che Cgil, Cisl e Uil hanno discusso oggi con l’assessore Di Berardino.
Per i sindacati la priorità è sbloccare le ulteriori risorse della cassa in deroga per consentire ai lavoratori e alle lavoratrici di avere un sostegno economico fino a gennaio 2021″. Lo scrivono in una nota Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Lazio. “Ci auguriamo – proseguono le organizzazioni – che il ministero sblocchi le risorse il prima possibile perché dal 2 luglio i lavoratori non percepiscono nulla. Siamo preoccupati nonostante l’assessore ci abbia rassicurato affermando che prosegue l’interlocuzione con il ministero per sbloccare le risorse. Di contro apprezziamo positivamente il fatto che la Regione pensi concretamente alle politiche attive per il lavoro perché riteniamo che le misure di cui abbiamo parlato siano importanti per favorire il reingresso nel mercato del lavoro anche di questi lavoratori e lavoratrici percettori della cassa in deroga. Alla Regione chiediamo con sollecitudine e in tempi brevi che vengano sbloccate le risorse aggiuntive per coprire l’intero anno a favore dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti nella mobilità in deroga che dal 2 luglio, lo ribadiamo, sono senza coperture. Lo sblocco delle risorse consentirà alle famiglie di poter contare su un sostegno economico fino a fine anno. Ci attendiamo che alla riunione dei primi di settembre siano portate soluzioni e non proposte”.

Sindacati: AIOP-ARIS rifiutano di rinnovare il contratto della sanità privata.

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Chiediamo che anche la Regione Lazio assuma una immediata presa di posizione a tutela dei 25 mila lavoratori in attesa del rinnovo che coprono il 40 per cento dell’offerta sanitaria nella nostra Regione.

Roma, 31 luglio 2020 – (Agenzia Nova) – “Come segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil sosteniamo la protesta delle nostre Federazioni di categoria Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl e domani mattina alle 10 saremo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori del settore al presidio presso l’ospedale San Carlo di Nancy”. Si legge in una nota delle organizzazioni sindacali. “Nel Lazio sono 25 mila i lavoratori in attesa del rinnovo che coprono il 40 per cento dell’offerta sanitaria. Il rifiuto di non trasformare in definitivo un contratto che dopo 3 anni di trattativa e 14 anni di mancato rinnovo contrattuale aveva visto la sottoscrizione dei vertici delle associazioni datoriali più rappresentative di questo settore è inconcepibile. Un atto contrario a qualsiasi principio etico che dimostra come questi imprenditori vogliano ricevere i soldi pubblici per fare profitto sulla pelle dei lavoratori. Non è bastato a fargli cambiare idea neanche l’impegno politico assunto dai massimi vertici istituzionali, Ministro della Salute e Conferenza delle regioni, di garantire la copertura del 50 per cento del costo contrattuale con un mix di interventi sulle tariffe e budget, per veder riconosciuto il sacrosanto diritto ad un contratto di lavoro per questi impagabili lavoratori che, se ci fosse stato ancora bisogno, hanno dimostrato anche nel periodo più buio della pandemia la loro professionalità ed il loro insostituibile ruolo all’interno del panorama sanitario”.

“Andremo a sostenere la mobilitazione che sta partendo, che sarà durissima e che non potrà non tener conto anche della gravissima crisi e le incertezze occupazionali e salariali derivanti dal post-covid”, continua la nota. “Appare però non più rinviabile anche da parte della Regione Lazio una immediata presa di posizione con una conseguente, formale ed urgente assunzione di provvedimenti che vadano a chiarire alle strutture sanitarie private i principi che necessitano per essere ‘accreditati’ al sistema sanitario pubblico, e che in tali principi deve essere sancito che chi è pagato per fare servizio pubblico deve essere in regola con le leggi e con i rinnovi di contratto. Anche dal punto di vista politico riteniamo non più rimandabile una presa di posizione, tanto più che nel Lazio sono circa 25mila i lavoratori della sanità privata che sono chiamati a garantire un Servizio Pubblico che per circa il 40 per cento dell’offerta sanitaria pubblica è affidato a imprenditori privati ai quali deve essere imposto il rispetto di regole per rendere tale attività paritaria e complementare a quella delle aziende sanitarie pubbliche”, concludono Cgil Roma e Lazio Cisl Lazio e Uil Lazio.