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REGIONE, AL VIA 2 BANDI DA 19MLN EURO PER TURISMO E BENI CULTURALI

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(OMNIROMA) Roma, 13 Novembre 2017 – Al via due nuovi bandi regionali da 19 milioni di euro, tra finanziamenti a tasso zero e fondo perduto, per sostenere l’attività delle imprese del settore del turismo e dei beni culturali del Lazio. I due avvisi, “Turismo e Beni Culturali” e “Piccolo Credito Turismo”, sono stati presentati stamane alle Terme di Diocleziano dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, Guido Fabiani, durante l’evento “Lazio, la grandissima bellezza”.
Lo scopo delle due misure – come spiegato nel corso della presentazione – è quello di stimolare le imprese del settore a investire su un asset fondamentale del territorio, quello dell’attrattività turistica, in modo da migliorare e specializzare verso l’alto la ricettività regionale, connettere l’offerta turistica con altre eccellenze del territorio e mettere a valore le grandi competenze esistenti nel Lazio in materia di recupero, preservazione, valorizzazione, gestione e fruizione di un patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico unico al mondo. L’avviso pubblico “Turismo e Beni Culturali” – come illistrato stamane – ha una dotazione di 15 milioni di euro (di cui 11 milioni di fondi europei del Por-Fesr 2014-2020 e 4 regionali), erogati a fondo perduto, ed è il settimo degli otto bandi del programma regionale per la Reindustrializzazione del Lazio per il quale sono stati stanziati oltre 150 milioni di euro complessivi, di cui più di 100 nel 2017. Il bando ha due ambiti di intervento: quello del Turismo e quello dei Beni Culturali. Quanto al primo ambito, possono essere presentati progetti che puntino all’efficientamento energetico delle strutture alberghiere , alla realizzazione di servizi digitali per il turismo o al miglioramento dell’offerta di ricettività alberghiera (ad esempio per quel che riguarda l’accessibilità delle strutture per i diversamente abili, il miglioramento dei servizi legati all’enogastronomia e all’Italian Style e l’adeguamento dell’offerta per intercettare il segmento congressuale e business e il turismo di fascia alta). Per quel che riguarda l’ambito di intervento dei Beni Culturali, i progetti presentati potranno riguardare il miglioramento delle tecnologie relative a conservazione e restauro dei Beni Culturali o alla loro valorizzazione, fruizione e gestione. Destinatari del bando sono le micro, piccole, medie Imprese (Mpmi), le grandi imprese, gli organismi di ricerca e diffusione della conoscenza e le loro eventuali aggregazioni temporanee.
Della dotazione di 15 milioni di euro del bando, una quota di 9 milioni di euro è destinata a progetti semplici (con una riserva di 4 milioni di euro destinata esclusivamente al miglioramento dell’offerta della ricettività alberghiera) mentre 6 milioni sono destinati a progetti integrati. I primi possono essere presentati da Pmi in forma singola e devono essere realizzati entro 12 mesi dalla data di concessione della sovvenzione. L’importo complessivo delle spese ammissibili deve essere non inferiore a 50mila euro e la sovvenzione non potrà superare i 500mila euro. Quanto ai secondi (i progetti integrati), potranno essere presentati da imprese di ogni dimensione, in forma singola o in varia forma di associazione o aggregazione anche con organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza. I progetti integrati devono essere realizzati entro 18 mesi dalla data di concessione della sovvenzione e l’importo complessivo delle spese ammissibili non deve essere inferiore a 500mila euro (salvo alcuni casi particolari) e la sovvenzione non potrà superare i 3 milioni di euro. L’avviso verrà pubblicato entro la fine di novembre 2017, la presentazione delle richieste seguirà la procedura “a sportello” e le domande di accesso all’agevolazione potranno essere presentate esclusivamente per via telematica, in due fasi. Per quanto riguarda l’avviso “Piccolo Credito Turismo”, invece, costituisce la parte riservata al settore alberghiero (per 4 milioni di euro) del Fondo Rotativo per il Piccolo Credito (la cui dotazione è di circa 39 milioni di euro), che è uno degli interventi del Programma Fare Lazio (operativo sulla piattaforma telematica www.farelazio.it). La misura destina, appunto, 4 milioni di euro alle imprese del settore turistico per investimenti nelle strutture ricettive alberghiere localizzate nel Lazio. Come spiegato, possono partecipare Pmi costituite da almeno 36 mesi del settore turistico per ottenere finanziamenti a tasso zero da un minimo di 10.000 a un massimo di 50.000 euro (durata minima: 12 mesi, massima: 36 mesi). I finanziamenti sono concessi per investimenti di tipo materiale e immateriale, servizi di consulenza di importo non superiore al 20% del totale delle spese ammissibili e per esigenze di liquidità dell’impresa in misura non superiore al 30% del totale delle spese ammissibili. Il bando è già aperto e attivo.

Sindacato. Cisl: dal Consiglio generale appoggio forte ed unanime all’azione della Segreteria

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31 gennaio 2017- Il Consiglio Generale Confederale della Cisl, riunito oggi a Roma, ascoltata l’ampia ed approfondita relazione della Segretaria Generale, Annamaria Furlan sulla situazione politico-sindacale, sia con riferimento alle posizioni ed alle azioni della Cisl nella attuale fase economica, sociale e politica del nostro Paese e sullo scenario internazionale, sia in relazione alle dinamiche interne che hanno contraddistinto negli ultimi due anni e, in particolare, negli ultimi mesi, la vita associativa dell’organizzazione, la assume integralmente e la fa propria, condividendone sia la profondità e puntualità delle analisi di contesto interno ed esterno, sia le conseguenti prospettive indicate e le coerenti prossime azioni individuate e proposte.

Esprime l’incondizionato e convinto sostegno all’importante lavoro con cui la Segretaria Generale ha ridato forza e protagonismo alla presenza ed all’azione della Cisl nella società italiana, riaperto un fecondo confronto con il Governo ed il Parlamento, che ha portato, tra l’altro, ai recenti accordi sulla previdenza, sui contratti dei lavoratori pubblici ed intensificato il rapporto negoziale con le diverse associazioni categoriali che ha prodotto importanti ed innovativi accordi.

Apprezza la coerenza e la determinazione con cui la Segretaria Generale ha sin qui perseguito e realizzato un significativo ed importante stato di avanzamento nella concreta attuazione dei deliberati dell’Assemblea Organizzativa di Riccione e del Consiglio Generale e le azioni poste in essere per realizzare una maggiore e, auspicabilmente, piena trasparenza dell’organizzazione, con particolare riferimento:

  • alla tenuta, gestione e controllo del tesseramento e delle entrate allo stesso correlate, alle regole per i trattamenti economici e normativi, il codice etico per i dirigenti e gli operatori, il bilancio sociale,
  • alla profonda rivisitazione del Regolamento di attuazione dello Statuto,
  • ai recenti necessari e, anche alla luce delle evidenze che stanno emergendo, inevitabili, provvedimenti interni portati all’approvazione del Comitato Esecutivo, che giudica pienamente condivisi non solo sul piano del merito, ma anche della procedura, tempistica e metodologia con cui sono stati attuati.

Dà mandato alla Segretaria Generale di proseguire nelle azioni di politica sindacale ed organizzative indicate nella relazione, assicurandole il proprio convinto sostegno nello sforzo che sta compiendo per assicurare alla Cisl la indispensabile trasparenza e conseguente credibilità verso i suoi associati ed interlocutori, uno sforzo che dovrà trovare nel prossimo Congresso nuova linfa e forza propulsiva, anche attraverso un rinnovato assetto della Segreteria confederale, coerente con i contenuti e le prospettive indicate dalla relazione.

Approvato all’unanimità con una astensione

Pensioni, più chance per uscire in anticipo

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Con 241 emendamenti approvati dei 900 segnalati ed estrapolati dalle 5mila proposte di modifica depositate in Commissione Bilancio, la Camera dei Deputati ha approvato la Legge di Bilancio che ora passa all’esame del Senato. Tra le modifiche apportate si segnala:

Per quanto riguarda la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, il disegno di legge di Bilancio introduce quale novità assoluta l’Ape (anticipo pensionistico), articolata in tre versioni: social, volontaria, aziendale. La prima è gratuita, le altre due a carico del lavoratore e dell’azienda. Il primo passaggio in Parlamento non ha comportato novità sostanziali per l’Ape, se non quella di prevedere l’impossibilità di cumulare la versione social con redditi da lavoro autonomo oltre 4.800 euro e da lavoro dipendente oltre 8mila (inizialmente la soglia era 8mila in entrambi i casi).

Precoci e usurati Chi ha versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni di età potrà accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi invece di 42 anni e 10 mesi (un anno in meno per le donne). Tuttavia l’agevolazione è riservata a chi si trova nelle stesse condizioni personali o ha svolto un’attività pesante come per l’Ape social. Per tutti quelli che matureranno la pensione anticipata, invece, vengono eliminate le penalizzazioni economiche se si smette di lavorare prima dei 62 anni. Alla Camera è stata prevista un’ulteriore semplificazione dei documenti necessari per accedere a questa agevolazione che finora si è caratterizzata per complessità e scarsa efficacia.

Cumulo Anticipi consistenti, anche di diversi anni, potranno derivare dal ricorso al cumulo, dato che gli spezzoni contributivi versati in più gestioni potranno essere sommati, senza costi, per raggiungere il minimo per la vecchiaia . L’ultima novità su questo fronte è la possibilità di cumulare i contributi versati alle Casse di previdenza dei professionisti. Rispetto alla vecchiaia si possono guadagnare anche sette-otto anni.

Opzione donna Nel passaggio alla Camera è stata riaperta l’opzione donna per le lavoratrici che hanno maturato il requisito anagrafico (57 anni e 3 mesi, un anno in più per le autonome) nell’ultimo trimestre del 2015. Seppur a fronte del calcolo dell’assegno con il metodo contributivo, questa via d’uscita consente di andare in pensione fino a sei-sette anni prima rispetto al trattamento di vecchiaia e ha riscosso un successo crescente dopo la riforma del 2011 che ha inasprito i requisiti standard. Ottava salvaguardia Infine arriva l’ottava salvaguardia che applica a determinate categorie di lavoratori i requisiti ante riforma Monti-Fornero (l’anzianità si raggiunge con quota 96 – minimo 60-61 anni di età e 35 di contributi). I posti aggiuntivi, inizialmente 27.700, sono stati portati a 30.700 con un emendamento approvato alla Camera.

Sottoscritto il contratto dei metalmeccanici

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Aumenti del contratto nazionale erogati ex post, nel mese di giugno, in base all’inflazione relativa all’anno precedente. Prestazioni di welfare che diventano il vero baricentro contrattuale, attraverso l’estensione della sanità integrativa al 100% dei lavoratori ed ai loro familiari, favorendo l’adesione al fondo di previdenza complementare. Sono questi i punti qualificanti dell’ipotesi di contratto nazionale dei metalmeccanici 2016-2019 firmata da Federmeccanica, Assistal, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm, dopo oltre un anno di trattativa. Se verranno confermate le previsioni inflattive del prossimo triennio, a regime in media saranno riconosciuti 51 euro di aumento; se a questa cifra si aggiungesse l’insieme delle misure di welfare aziendale trasformate idealmente in moneta corrente, per i lavoratori il beneficio complessivo a regime sarà pari a 92 euro mensili. Nel dettaglio: a tutti i lavoratori verrà riconosciuta l’inflazione con gli aumenti del contratto nazionale. Verrà calcolata ex post, ovvero dopo che a maggio sarà reso noto dall’Istat il valore dell’Ipca (indice dei prezzi al consumo armonizzato a livello europeo), nella busta paga di giugno sarà erogato l’aumento dell’anno precedente. La novità sono le prestazioni di welfare, che beneficiano di un trattamento fiscale di agevolato. Viene riconosciuta l’assistenza sanitaria integrativa gratuita a tutti i dipendenti, estendendola ai loro familiari, anche conviventi di fatto, da ottobre 2017. Viene azzerato il contributo a Metasalute a carico del lavoratore e 156 euro annui vengono posti a carico dell’azienda per assicurare la copertura di prestazioni che vanno dalle visite specialistiche alle cure dentali, al ricovero per interventi chirurgici, con un valore di mercato stimato in 700 euro. A marzo del 2017 a tutti i lavoratori sarà pagata un’una tantum di 80 euro lordi (copre il periodo che precede l’avvio della nuova contribuzione per previdenza e sanità integrativa). Il contratto dei metalmeccanici fa da apripista anche sul versante della formazione. Viene introdotto il diritto soggettivo alla formazione, pari a 24 ore per tutti nel periodo 2017-2019; i lavoratori non coinvolti in piani formativi avranno a disposizione 300 euro da spendere nel triennio per attività formative.

Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive) batte i primi colpi per il sud

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Bonus occupazione.
Uno sgravio “pieno” fino a 8.060 euro, per 12 mesi, per tutte le assunzioni a tempo indeterminato o in apprendistato, di giovani, disoccupati e over50, a condizione che vengano effettuate al Sud.
Il provvedimento è stato firmato ieri sera dal presidente dell’Anpal, la neonata Agenzia nazionale per le politiche attive, Maurizio Del Conte: farà proseguire per il 2017, la decontribuzione, ma con applicazione limitata alle sole otto regioni meridionali (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, considerate le meno sviluppate; Sardegna, Abruzzo e Molise, quelle in transizione).
Sul piatto vengono messi 530 milioni, che potrebbero salire di altri 200 milioni. La “dote” arriverebbe così a 730 milioni complessivi, se l’Unione europea deciderà di rifinanziare il programma Garanzia Giovani: i 200 milioni aggiuntivi, potranno essere utilizzati con un successivo provvedimento dell’Anpal per estendere il bonus occupazionale pieno alle imprese che, su tutto il territorio nazionale, assumeranno giovani sotto i 29 anni, Neet, cioè che non sono impegnati nello studio, nella ricerca del lavoro o nella formazione.
Tornando ai 530 milioni disponibili per le regioni meridionali, queste risorse arriveranno dai fondi comunitari (programma nazionale per l’occupazione); la misura non viaggia quindi con la manovra di Bilancio, e scatterà dal prossimo 1° gennaio. Lo sgravio spetterà a fronte di una assunzione a tempo indeterminato o in apprendistato effettuata al Sud delle categorie considerate “svantaggiate”; ovvero di giovani tra i 15 e i 24 anni, e di disoccupati tra i 24 e i 49 anni privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. La decontribuzione vale anche per l’assunzione di persone dai 50 anni in su; in questo caso vige già uno sgravio del 50% in base alla legge Fornero, e l’incentivo spetta in relazione alla parte residua dei contributi previdenziali dovuti entro comunque un tetto di 4.030 euro annui (per arrivare così agli 8.060 euro complessivi). Altro requisito, per tutti, è che non si deve avere avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi.
Le assunzioni dovranno avvenire tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2017 e riguardare sedi di lavoro ubicate in una delle regioni “meno sviluppate” (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) o “in transizione” (Sardegna, Abruzzo, Molise). L’incentivo, come detto, è pari all’esenzione dei contributi previdenziali, con esclusione di premi e contributi Inail, nel limite massimo di 8.060 euro per lavoratore assunto.

La Legge di Bilancio

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I testi del disegno di legge di bilancio e del decreto legge sono stati approvati dal Consiglio dei ministri nella riunione dello scorso venerdi. Sono diverse le novità contenute. Si prevede la proroga della decontribuzione sulle assunzioni solo per le aziende che assumono i neo-diplomati con l’alternanza “scuola-lavoro”. Arrivano il pacchetto welfare aziendale e sgravi di produttività in versione rafforzata: le soglie salgono fino a 4mila euro di premio e 80 mila euro di reddito (da 2.000 e 50.000). Per il personale della pubblica amministrazione vengono stanziati 1,9 miliardi “lordi”. Una dote da utilizzare per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, la stabilizzazione dei precari e la riorganizzazione di polizia e delle altre forze dell’ordine. Conferma anche del pacchetto famiglia (aiuto-bebé e bonus mamme) al quale vengono destinati 600 milioni, e della destinazione di nuove risorse alla lotta alla povertà. Viene poi rinnovato il bonus cultura per gli over 18 (maggiorenni) con uno stanziamento di circa 270 milioni. E vengono previste apposite borse di studio per gli studenti meritevoli, oltre alla no tax area collegata alle Università per i redditi bassi. Con la legge di bilancio è stanziato complessivamente 1 miliardo in più per scuola e università. Una parte di queste risorse è destinata alle scuole non statali e in particolare alle materne paritarie e agli istituti con molti insegnanti di sostegno o numerosi studenti disabili. Il disegno di legge, comunque, è stato approvato con la formula «salvo intese». Questo significa che i tecnici del governo potranno affinare gli articolati e le tabelle prima dell’invio in Parlamento, atteso entro il 20 ottobre. Pertanto per una lettura dettagliata ed approfondita è opportuno attendere il testo definitivo inviato al Parlamento. Comunque da una prima sommaria visione vediamo i provvedimenti che ci interessano da vicino.

  1. Pensioni, la risorsa dei contributi dispersi

Dopo il verbale del 28 settembre tra Governo e sindacati, la legge di bilancio porta in dote il cumulo gratuito dei versamenti su gestioni diverse, non solo per raggiungere la pensione di vecchiaia, ma anche per la pensione anticipata, e si potrà cumulare anche se, in una singola gestione, si sono già raggiunti i contributi minimi per un autonomo diritto alla pensione da questa singola gestione. Si allarga dunque il raggio d’azione del cumulo, che oggi, insieme a totalizzazione e ricongiunzione, è una delle tre soluzioni per sommare i contributi versati in diverse gestioni per raggiungere i requisiti minimi della pensione.

  1. In arrivo 600 milioni per il sostegno ai nuclei famigliari

Al capitolo famiglia nella legge di bilancio sarà destinata una dotazione di 600 milioni di euro.  Per il 2017, quindi, è lecito attendersi qualche intervento «spot» in termini di detrazioni e agevolazioni, ma ancora fuori da un piano organico di ridisegno della fiscalità della famiglia. Il grosso della partita, è probabilmente il quoziente familiare, che permette una discesa proporzionale dell’aliquota in relazione al numero di figli. Ma di questo si parlerà, forse, nel 2018.

 

 

  1. Doppio aiuto con 14esime e la “no tax area” estesa

Con un doppio intervento la legge di Bilancio 2017 rafforza il potere di acquisto dei pensionati con assegni più bassi. Con la prima misura si prevede l’aumento della detrazione di imposta per tutti i pensionati al fine di uniformare la loro no tax area a quella dei lavoratori dipendenti (8.125 euro). Con la seconda si interviene invece sulle 14esime. Si estende la platea di coloro che percepiscono l’assegno extra in luglio (da 2,1 milioni si passa a 3,3 milioni) e si aumenta l’importo per coloro che hanno già il beneficio. Avranno la 14esima coloro che hanno un reddito personale complessivo personale, non solo pensionistico, tra 1,5 (circa 750 euro al mese) e due volte il minimo (circa 1.000). La 14esima vale tra i 336 euro (per chi ha meno di 15 anni di contributi) e 504 (per chi ne ha oltre 25 anni). Per chi ha già ora il beneficio la somma erogata sarà pari a 436 euro per chi ha versato meno di 15 anni di contributi e 655 per chi ne ha più di 25. Sono complessivamente sette i miliardi in tre anni assegnati sulle pensioni e sono una risposta  sostanzialmente adeguata agli impegni presi tra Organizzazioni sindacali e il Governo nell’accordo sottoscritto a fine settembre sulla previdenza

 

  1. Più flessibilità in uscita con Ape e semplificazioni

L’anticipo pensionistico (Ape) apre la strada per un’uscita dal mercato del lavoro fino a 3 anni e sette mesi prima dei requisiti di vecchiaia ai nati tra il 1951 e il 1953 con 20 anni di contributi versati. Per l’Ape social, ovvero quella riconosciuta ai disoccupati senza più ammortizzatori, ai disabili o ai lavoratori con un disabile in famiglia, non sono previsti oneri di rimborso per pensioni fino alla soglia di 1.500 euro mentre per l’Ape volontaria l’onere è del 4,5-4,6% l’anno per ogni anno di anticipo. Infine l’Ape aziendale: sulla base di accordi tra le parti a pagare il rimborso ventennale dell’anticipo sarà il datore di lavoro. Canali di uscita anticipata arrivano per gli “usuranti” (si cancella l’obbligo che anche l’ultimo anno di lavoro lo sia), i lavoratori precoci (con 12 mesi di versamenti prima dei 19 anni potranno andare in pensione con 41 di contributi) e per chi ha effettuato versamenti in gestioni diverse perchè ha cambiato spesso lavoro: il cumulo tornerà gratuito.

 

  1. Premi detassati più pesanti per una platea più ampia

Premi di produttività più pesanti, con l’incremento dell’importo soggetto alla cedolare secca del 10% che passa dagli attuali 2mila a 3mila euro, che diventano 4mila (rispetto agli attuali 2.500) nelle aziende in cui si prevede il coinvolgimento paritetico dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro. Anche la fascia dei redditi che beneficia della detassazione del premio di produttività è destinata ad ampliarsi, passando il tetto dagli attuali 50mila euro a 80mila euro. Saranno coinvolti in questo modo anche i quadri e parte della dirigenza non apicale. L’obiettivo è quello di contribuire alla diffusione della contrattazione decentrata, per aumentare la produttività del lavoro e, con essa, le retribuzioni dei lavoratori. Il pagamento del premio di produttività è una delle tre opzioni date ai lavoratori, attraverso la contrattazione aziendale o territoriale. L’altra opzione è la partecipazione azionaria nella società presso cui lavorano, che gode sempre dell’incentivo fiscale. Infine, sempre attraverso la contrattazione, le parti possono accordarsi sull’erogazione di prestazioni di welfare ai dipendenti, per la previdenza complementare, la sanità (estesa ai familiari), il sostegno all’istruzione dei figli. In questo caso si tratta di benefit che non concorrono al reddito fiscale. Senza alcun dubbio L’allargamento della detassazione dei premi di produttività «va nel senso giusto» perché «spinge la contrattazione aziendale e rende più pesanti le buste paga dei dipendenti». In ogni caso con la contrattazione si può agevolare il recupero di produttività tramite l’organizzazione, la formazione, l’orario di lavoro, ma ciò che serve assolutamente sono i massicci investimenti delle imprese.

  1. Altri Provvedimenti
  • Sul rinnovo dei contratti pubblici, invece, le risorse annunciate (1,9 miliardi, onnicomprensivi) rischiano di essere insufficienti visto che le risorse assegnate vanno anche ad altre esigenze di alcuni comparti e alle assunzioni;
  • Sul fisco, e in particolare sulla rivisitazione delle aliquote Irpef, il rimando al 2018 non è certo una buona soluzione ed in ogni caso è opportuno che il Governo proceda con lo stesso metodo di confronto utilizzato per le misure pensionistiche;
  • Quanto alla cancellazione di Equitalia, questa non è ben definita e comunque l’importante è non indebolire minimamente gli strumenti di lotta all’evasione fiscale.
  • Infine, insoddisfacente, è lo stanziamento sulla povertà. Sebbene siano riconfermati Bonus e sostegni al reddito, non ci sono le risorse per l’inclusione che sono un aspetto fondamentale.

Pensioni, 4 canali per l’Ape social

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Sono quattro i canali per accedere all’Ape a costo zero e la prestazione sarà di natura assistenziale e non previdenziale. Infatti ai primi 3 canali previsti: lavoratori disoccupati con ammortizzatore scaduto, lavoratori invalidi, lavoratori con carichi famigliari particolarmente onerosi, si dovrebbe aggiungere l’elenco dei cosiddetti lavori gravosi che saranno ammessi al prestito-ponte agevolato fino a 3 anni e sette mesi per raggiungere la pensione, ancora in fase di definizione. Un altro punto fermo del “pacchetto previdenza” destinato ad essere inserito nella prossima manovra è quello del cumulo gratuito dei periodi contributivi. Con una novità dell’ultima ora: per i dipendenti pubblici il pagamento

del trattamento di fine servizio (Tfs) o di fine rapporto (Tfr) scatterà solo alla maturazione del requisito di vecchiaia o di anticipo calcolato ante-cumulo. Significa che se oggi il pagamento del Tfs avviene con 24 mesi di posticipo dopo il pensionamento, con il cumulo gratuito potrebbe arrivare anche con 5-6 anni di ritardo. Le risorse disponibili oscillano attorno ai 500 milioni e ciò comporta sicuramente qualche problema. Non è chiaro, per esempio, come sarà definito l’importo del reddito ponte verso la pensione per le persone che rientreranno nella possibilità di accedere all’Ape social. Sembra che non sia scontato che l’importo sia a livello della Naspi (assegno di disoccupazione legato all’ultima retribuzione con un limite massimo a 1.300 euro) ma che ci sia una pressione da parte della Ragioneria per un livello molto più basso (ci sarebbe l’esempio dell’Asdi, ovvero l’assegno di sussistenza previsto per gli over 55 che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali che ammonta a 448 euro). Mentre sull’Ape volontaria è spuntata l’ipotesi che il prestito oneroso possa essere chiesto anche in costanza del rapporto di lavoro, come forma di integrazione al reddito, magari per chi optasse per un part-time negli ultimi tre anni di lavoro.

Bonus occupazionale rafforzato per gli under 29

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Il rilancio del «bonus occupazionale» per favorire, in tutt’Italia, l’inserimento a lavoro degli under 29 in difficoltà nell’ambito del programma «Garanzia giovani», e una decontribuzione mirata al Sud, con un incentivo “totale” per i ragazzi fino a 24 anni, e per tutti gli altri lavoratori a condizione che siano disoccupati da almeno sei mesi. Sono queste le due ipotesi di intervento per dare uno stimolo all’occupazione a cui sta lavorando l’Anpal, la nuova Agenzia nazionale per le politiche attive Si punta a far scattare entrambe le misure nel 2017, ma non entreranno nella legge di Bilancio. Queste misure, nelle intenzioni del governo, si affiancherebbero all’incentivo, destinato invece a trovare spazio nella manovra, (e ad entrare in vigore subito, già dal primo gennaio) rivolto alle imprese che assumono giovani impegnati in percorsi di alternanza scuola-lavoro o in tirocini curriculari. Se si firma un contratto a tempo indeterminato entro sei mesi dal conseguimento del titolo, e con un percorso di “formazione on the job” alle spalle, l’azienda otterrà un sconto fino a 8.060 euro l’anno per tre anni (si torna ai valori massimi della decontribuzione a regime fino a tutto il 2015). La decontribuzione solo per neodiplomati o neolaureati e gli interventi mirati sul Sud e sugli under 29 di Garanzia giovani rappresenterebbero un “antipasto” del taglio strutturale del cuneo che, nelle intenzioni dell’Esecutivo, si realizzerebbe a partire dal 2018. Sempre in tema di giovani, in manovra dovrebbe trovare spazio anche il rinnovo, nel 2017, del bonus diciottenni, con modalità simili a quelle di quest’anno . Infine è previsto il rafforzamento del premio di produttività “incentivato” con la cedolare secca al 10% che potrebbe salire dagli attuali 2mila euro a 3mila euro; per crescere, poi, ancora di mille euro, fino cioè a 4mila euro, in caso di coinvolgimento paritetico dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro (oggi questa soglia è ferma a 2.500 euro).

Ad ampliarsi sarebbe pure la platea dei beneficiari, con la novità di ricomprendervi anche quadri e una fetta della dirigenza non apicale, con l’allargamento del limite di reddito per usufruire della tassazione agevolata, da 50mila euro, a 80mila euro lordi annui.

Almaviva annuncia 2.990 esuberi

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Una mannaia sul settore dei call center. Almaviva Contact ha annunciato un piano di riorganizzazione aziendale con riduzione del personale. I tagli possono arrivare fino a un massimo di 2.990 persone nelle sedi di Roma (fino a 920 persone), Napoli (fino a 400 persone) e Palermo (fino a 1.670 persone).

È il 6% del personale del gruppo a livello globale (50mila). Ma si comprende bene che, se rapportato ai lavoratori in Italia, la percentuale sale al 30 per cento. Dietro a questa decisione ci sono numeri che pesano come macigni, frutto di una crisi strutturale che per l’azienda ha significato perdite per 16 milioni in 2 anni.

Scattano ora i 75 giorni di legge per il confronto. I lavoratori palermitani si sono organizzati per un presidio permanente. Destinatario degli appelli è soprattutto il Governo che da parte sua ha convocato un tavolo mettendo a disposizione gli ammortizzatori, ma soprattutto ha ribadito la voglia di dare una sterzata al settore anche inasprendo le sanzioni per chi delocalizza.

Bonus assunzioni, spunta la proroga solo al Sud

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Bonus occupazione sui nuovi contratti stabili anche nel 2017, ma limitato alle sole assunzioni effettuate al Sud. Con il sostegno dei fondi strutturali europei verrebbero incentivati i nuovi contratti a tempo indeterminato, secondo un meccanismo che tiene conto dell’età e della situazione di difficoltà in cui si trovano le persone.
La misura a favore dell’occupazione al Sud che è allo studio del governo verrebbe approvata dopo la legge di Bilancio, come primo atto ufficiale dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal): secondo le ipotesi con un finanziamento di circa 200 milioni lo sgravio sarà rivolto alle imprese che assumono giovani fino a 25 anni, o da 50 anni in su. Nella fascia d’età tra 25 e 49 anni, l’incentivo coinvolgerà le categorie svantaggiate, secondo la normativa Ue, ovvero i disoccupati da almeno sei mesi, o privi di diploma superiore. A tale ipotesi si aggiunge l’intenzione di proseguire anche nel 2017 con gli incentivi “ponte” ai contratti stabili, prima di far scattare dal 2018 il taglio strutturale del cuneo fiscale. Il taglio del cuneo fiscale sarà accompagnato da un incentivo ad hoc per le aziende che aprono le porte agli studenti, attraverso l’alternanza scuola lavoro o i tirocini curriculari. Se l’impresa entro sei mesi dal termine del percorso formativo li assumerà stabilmente, sarà premiata con uno sgravio contributivo che potrebbe essere di durata triennale e fino a 8.060 euro annui (come il primo anno di applicazione della decontribuzione piena sui nuovi assunti con contratto a tutele crescenti). Anche se scatterà dal 2018, questa misura dovrebbe essere introdotta nella legge di Bilancio per far decollare il sistema di formazione duale, rilanciato dal Jobs act e dalla Buona scuola